Connect with us

Cittadini

Ecco perché i terrapiattisti hanno ragione

Cosa ne sarebbe del mondo se con la dialettica riuscissimo a dimostrare che anche terrapiattisti, anti-allunaggio e no-vax non hanno tutti i torti?

Published

on

Disclaimer: il brano che segue nasce con intento ironico. Nessuna affermazione è basata su comprovate dimostrazioni scientifiche. La sottoscritta si solleva da qualsiasi responsabilità circa il convincimento del pubblico su assurde congetture riguardanti i temi di seguito citati. Per maggiori approfondimenti siete pregati di consultare veri siti di informazione, e non la mia rubrica, che a malapena parla di filosofia (e in modo anche piuttosto approssimativo).

Cari filosofi,

e se i negazionisti avessero ragione? Cosa ne sarebbe delle sorti dell’intera comunità scientifica se con la dialettica riuscissimo a dimostrare che forse, sotto certi punti di vista, anche terrapiattisti, anti-allunaggio, no-vax e chi dice che mangiare glutine fa male non hanno tutti i torti? La filosofia, come vedremo, è uno strumento così potente da poterci fornire risposte utili anche in questo caso.

Per dimostrare tali- lasciatemelo dire- assurdità ci serviremo del pensiero di un grande filosofo che sicuramente anche i meno appassionati conosceranno: Cartesio. Il punto è che questo Cartesio era anche uno scienziato, come avrebbe potuto affermare banalità di questa portata (che, se venivano considerate tali già nel 1600, figuratevi adesso)?

Molto semplicemente costui, in seguito ad un sogno rivelatore, capì che alla base degli errori di valutazione, anche in campo scientifico, vi era una scelta inopportuna del metodo di ricerca della verità. Divise quindi gli errori di valutazione che si potevano fare in errori sistematici, metodici (dovuti quindi allo strumento utilizzato), che si può quindi correggere, e in dubbi sistematici, dovuti, a detta sua, alla presenza di un genio maligno che prova gusto nel vederci cadere in errore, in false verità.

Già a questo punto non dovrebbe essere difficile screditare ogni teoria cartesiana, se guardiamo al metodo con cui il matematico risolse questo aspetto della realtà nella filosofia. Ma cerchiamo di guardare oltre, il nostro obiettivo non è di dimostrare che Cartesio non era poi così geniale, ma difendere le ragionevolissime convinzioni dei negazionisti.

Passiamo quindi ad un altro dei pilastri del suo pensiero: la questione del cogito. Preso dal terrore di cadere troppo spesso in errori banali, incontrollabili, Cartesio cominciò ad escludere tutto ciò che potesse essere oggetto di incomprensioni, fraintendimenti, arrivando a dubitare addirittura della sua stessa esistenza. Potremmo dire che cercò di oggettivare la realtà ponendosi sempre esternamente ad essa, come se a guardarla da fuori potesse avere una visione di insieme più chiara e inequivocabile.

Si rese conto ben presto che non sempre era possibile porsi all’esterno della propria realtà, perché sarebbe stato impossibile osservare il pensiero da fuori senza essere al tempo stesso pensiero. Non potendo esistere il pensiero fuori dal sé, ne dedusse che non poteva non esistere, arrivando all’autodeterminazione del soggetto pensante: può non esistere tutto ciò che ci circonda, ma per pensare che niente esista dobbiamo almeno essere in grado di pensare. Per pensare dobbiamo necessariamente compiere un’azione, quindi esistere. Poiché pensiamo, esistiamo. Poiché penso, esisto. Cogito ergo sum.

A questo punto abbiamo capito come Cartesio, così come tutti i razionalisti, non avesse una grande fiducia nella sensibilità delle informazioni e degli stimoli che ci arrivano dall’esterno. Ed è facile comprendere come sia perfettamente normale che i negazionisti non l’abbiano nella scienza e nelle istituzioni. I cosiddetti “poteri forti” sono geni maligni che appositamente cercano di confondere l’uomo: nemmeno a loro è chiaro a quale scopo, ma a questo punto è lecito avere dubbi, no? Perché fidarsi di una verità preconfezionata e spesso incoerente quando i nostri stessi sensi, per quanto fallaci, ci danno idea di una realtà completamente diversa?

Siamo costantemente indotti all’errore da un mondo che ci si presenta sempre più diverso e variegato: la verità non può essere univoca e assoluta, nemmeno se a dircelo è una convenzione umana ampiamente diffusa. La scienza formula un modello e prova a capire se la realtà vi aderisce, ma è alla costate ricerca della soluzione alle incongruenze che ogni giorno si presentano. Per quale motivo, quindi, affidarsi ad una cosa così incerta?

Fidarsi della scienza è una scelta che alcune persone non sono disposte a fare. Ma una scelta del genere può essere motivata solo da un’alternativa: la filosofia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono nata nel 2001, ho frequentato il liceo scientifico a Viterbo e ora studio Lettere moderne a Bologna. Ho iniziato a lavorare per La Politica del Popolo come correttrice di bozze e ora gestisco la rubrica di filosofia del martedì.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trending