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Ambiente

“Plastica, la soluzione siamo noi”: come un libro può donare speranza e ispirazione

Mi ha lasciato la voglia di fare qualcosa, la motivazione, la consapevolezza di essere abbastanza per poter cambiare le cose. Se tutti noi ci convincessimo di questo si riuscirebbero a fare tante cose.

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Quante volte abbiamo sentito parlare di ambiente come se fosse un tema troppo complesso per poter essere discusso nella futilità della nostra vita quotidiana? Quante volte si è preferito attribuire la colpa dell’inquinamento dei mari, dell’eccesso di microplastiche, del riscaldamento globale ad enti che sono sempre esterni a noi? E quante volte, invece, è stato facile sentire da qualcuno che le azioni di un solo cittadino non potranno mai essere abbastanza grandi da poter migliorare la situazione? Il nuovo libro di Franco Borgogno, “Plastica, la soluzione siamo noi”, edito da Nutrimenti, mette un punto a questi dubbi.

Si tratta infatti di un saggio diviso in tredici capitoli che riporta dodici testimonianze di donne, uomini e bambini comuni alle prese con i propri sogni: dalla nascita dell’idea alla loro realizzazione. Il primo capitolo si apre con un interrogativo essenziale in questo settore: “Che cosa posso fare?” Questo rappresenta sicuramente il primo scoglio di chi sceglie di mettersi in gioco. Sarà possibile trovare conforto nelle tante esperienze riportate, che vedono protagonisti addirittura bambini delle elementari! La narrazione scorrevole vi trascinerà nelle storie di queste persone, con un unico elemento ad accomunarle: la determinazione. Determinazione a perseguire i propri sogni, a mettere tutti se stessi per il proprio progetto. Lasciatevi ispirare dalla loro passione, dalle loro buone idee: Borgogno è perfettamente riuscito nel suo intento di dimostrare che la differenza non è un concetto astruso e impossibile da trovare e realizzare in piccolo, anzi, parte proprio da noi.

Parte dai bambini, che forse il mare, di cui si parla principalmente nella raccolta, lo vedono solo come la cosa più bella dell’estate, quella distesa a volte limpida e fresca, a volte burrascosa, ma in ogni occasione maestosa e affascinante; parte da chi ha scelto di vivere agli antipodi, tra le montagne, come una campionessa di sci rimasta comunque legata alle sue origini, attraverso campagne di sensibilizzazione sui rifiuti artificiali che in ogni parte del mondo accompagnano i surfisti nella conquista delle onde; parte da chi ha dato la vita per la scienza, e che ogni giorno si impegna per trovare una soluzione a tutto questo; parte da chi può solo comunicare, esprimere il dolore, la preoccupazione per questo fenomeno così triste e deleterio; questo e tanto, tanto altro.


È sbagliato pensare di non essere adatti, non c’è un ruolo giusto, un percorso giusto: è proprio la diversità la chiave di questa raccolta, è la dimostrazione che tutti, con i propri strumenti, con la propria disponibilità possono occuparsi di questo, possono occuparsi e prendersi cura del mondo in cui vivono, in cui viviamo. Ogni piccolo o grande cambiamento andrà a sommarsi a tutti gli altri: non sarà mai un singolo uomo a cambiare le cose, ma l’unione di tante piccole azioni, di tanti singoli cittadini può fare tanto, e bisogna cominciare adesso. Borgogno si è fatto carico di dimostrare questo, come ci spiega lui stesso nelle primissime righe. Per cui, se dovessi riassumere questo scritto in una parola, scriverei così: speranza. Trasmette la speranza di un vero cambiamento. La speranza di aspettative realizzate, di sogni concretizzati, del traguardo all’orizzonte: non serve essere qualcuno per poter fare qualcosa.

Se invece dovessi esprimere ciò che ha lasciato a me, direi che mi è stato d’ispirazione. Mi ha lasciato la voglia di fare qualcosa, la motivazione, la consapevolezza di essere abbastanza per poter cambiare le cose. Se tutti noi ci convincessimo di questo si riuscirebbero a fare tante cose. Ma bisogna cominciare. Non importa da dove, è sacrosanto e necessario. Come? In ogni modo. Quando? A partire da adesso. Per questo mi sento di consigliare questo libro a chiunque sia alla ricerca di una motivazione, di uno scopo:

“Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una
parte del tutto”

John Donne

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono nata nel 2001, ho frequentato il liceo scientifico a Viterbo e ora studio Lettere moderne a Bologna. Ho iniziato a lavorare per La Politica del Popolo come correttrice di bozze e ora gestisco la rubrica di filosofia del martedì.

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