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Politica

Jacopo Ricci: “Dopo il 22 settembre NOstra sarà in grado di rinnovarsi e di accogliere nuove sfide”

Jacopo Ricci:”Prendersela con l’istituzione Parlamento perché questo ceto politico non rappresenta i giovani vuol dire aggredire il bersaglio sbagliato, danneggiare il sistema costituzionale e lasciare inalterate le vere questioni”

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I dati ISTAT pubblicati nel giugno 2020 sulla partecipazione politica in Italia delineano un quadro piuttosto sconfortante: sono sempre meno le persone che, per sfiducia o mancanza di interesse, si informano e partecipano alla vita politica del Paese.  Il distacco dalla politica coinvolge un numero crescente di persone –erano il 18,9% nel 2014 e sono il 23,2% nel 2019 – e riguarda soprattutto i più giovani

Di questo abbiamo parlato con Jacopo Ricci, studente di giurisprudenza attivo in politica dall’età di 16 anni e oggi Portavoce nazionale del Comitato Giovanile per il No al referendum costituzionale (Comitato Nostra).

  • Da giovane impegnato e attivo nel dibattito politico italiano, cosa è, secondo te, che allontana i giovani dalla politica. Come si riduce questa distanza? 

I giovani che si tengono distanti dalla politica attiva attuano una condotta non condivisibile ma comprensibile. Non condivisibile, in quanto ognuno di noi ha il dovere morale prima che civile di attivarsi per contribuire al miglioramento dei destini comuni. Comprensibile perché la politica è per i giovani respingente; perché le dinamiche corporative e cortigiane prevalgono sugli intenti partecipativi e alla fine hanno la meglio dinamiche autoreferenziali e autoconservative. Dinnanzi a tutto questo disinteressarsi è una conseguenza certamente prevedibile.
 

  • Passiamo ora a parlare del referendum sul taglio del numero dei parlamentari. Perché, secondo te, i giovani – che sono spesso esclusi dalle discussioni politiche e sottorappresentati in Parlamento – dovrebbero mobilitarsi per difendere un’istituzione che non li rappresenta?

Bisogna operare una distinzione molto netta tra classe dirigente e istituzione. Questa classe dirigente certamente non rappresenta i giovani, e certamente deve essere dai giovani castigata a livello elettorale. Ma questo non ha nulla a che fare con l’assetto dei poteri e il regime costituzionale dei medesimi: prendersela con l’istituzione Parlamento perché questo ceto politico non rappresenta i giovani vuol dire aggredire il bersaglio sbagliato, danneggiare il sistema costituzionale e lasciare inalterate le vere questioni, inerenti alle cattive volontà e alle cattive capacità di chi oggi ci governa.

  • Il Comitato NOstra – nato su iniziativa di alcuni giovani attivisti romani – ha in poco tempo raccolto le adesioni di giovani provenienti da tutta Italia. Questa ampia mobilitazione sembra testimoniare l’esistenza di una gioventù consapevole e attenta, che studia ed è pronta a difendere le proprie posizioni. Credi che questa esperienza sia destinata a finire col voto del 20 settembre o pensi che possa avere un futuro?

Anche dopo il 22 settembre continuerà ad esserci in questo Paese la necessità di lottare per la piena attuazione della Costituzione, a livello politico e a livello giovanile. Per questi motivi NOstra non tirerà i remi in barca. Sarà in grado di rinnovarsi e di accogliere nuove sfide. Valorizzando le tante energie giovanili coinvolte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono Maria Cristina, classe 1994. Durante il lockdown mi sono laureata in giurisprudenza all’Università di Firenze con una tesi sulla tutela dei diritti dei detenuti. Adesso sono una praticante avvocato. Mentre cerco di capire chi voglio diventare, leggo (un sacco) scrivo (ogni tanto) e gioco a pallacanestro, sport che pratico da tutta la vita. Nel frattempo tento di stare al passo con la storia, leggendo i giornali e seguendo la politica. Ho sempre l’impressione di non sapere abbastanza, ma ormai ho imparato a conviverci.

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