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Ambiente

Il nuovo rapporto europeo sull’ambiente

Secondo il nuovo rapporto stilato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, l’Italia è uno dei paesi più a rischio. Scopriamo assieme le cause del fenomeno ed eventuali soluzioni.

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Negli scorsi giorni l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) ha pubblicato un nuovo rapporto intitolato “Healthy environment, healthy lives”, che spiega come l’inquinamento causi ogni anno un numero preoccupante di morti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) 630 mila europei hanno perso la vita per problematiche legate all’inquinamento ambientale: si tratterebbe del 13% dei decessi registrati in tutta Europa. L’EEA ha specificato che l’inquinamento dell’aria causerebbe circa 400 mila morti l’anno, dato che malattie polmonari e cardiovascolari, diversi tipi di cancro e ictus, diabete, problemi neurologici e asma, si possono originare a causa degli effetti dell’inquinamento atmosferico. A soffrirne sarebbero soprattutto i paesi più poveri e quelli più soggetti a grandi sbalzi di temperatura.

Il rapporto oltre a soffermarsi sul clima, spiega anche come i fattori individuali ricoprano uno spazio importante in materia di salute. Chi vive in una condizione economica precaria tende ad avere un’alimentazione meno curata ed uno stile di vita poco sano, e ciò comporta l’insorgere di più problemi di salute rispetto ad una persona con una condizione economica stabile. Per questo il rapporto dell’EEA evidenzia grosse differenze tra le diverse zone dell’Unione Europea.

L’Agenzia Europea ha considerato cinque fattori di rischio di origine ambientale: l’esposizione al particolato (PM10), al diossido d’azoto e all’ozono, oltre a temperature molto alte e molto basse. Italia, Grecia e Spagna si ritrovano dunque ad affrontare tre o quattro fattori di rischio, per via degli estesi periodi ad alte temperature che dominano la regione. Combinando poi i risultati delle analisi ambientali con i fattori individuali sopracitati, ne risulta che i paesi considerati più a rischio sarebbero Grecia e Italia.

EEA sottolinea poi l’importanza di non sottovalutare nemmeno l’inquinamento acustico e la contaminazione dell’acqua. Quest’ultima può infatti portare a manifestare tumori, diabete e infarti, favorendo infine l’insorgere di malattie come Alzheimer e Parkinson.

Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’EEA, ha quindi ribadito l’importanza dell’implementazione di nuove misure che sappiano proteggere le persone più vulnerabili. Tra queste EEA suggerisce la riduzione del traffico e la limitazione della circolazione per i veicoli altamente inquinanti, incentivando il mercato dei veicoli elettrici. L’istituzione di aree di circolazione a pagamento per i veicoli inquinanti potrebbe essere una soluzione in tal senso. Ne è un esempio la famosa Area B di Milano, la zona a traffico limitato più grande d’Italia, paese che ha adottato più di tutti questo tipo di misure.

L’EEA propone poi di incoraggiare l’utilizzo della bicicletta, come sta facendo per esempio la Francia che ha destinato 20 milioni di euro per l’abbassamento delle spese di riparazione delle biciclette. Anche città come Bruxelles e Milano si stanno muovendo su questa strada, con la costruzione di ben 40 chilometri di nuove piste ciclabili.

Infine l’EEA ricorda l’importanza di riservare una particolare attenzione alla presenza di zone verdi nelle città. Come esempio il rapporto propone Lisbona, che da anni grazie ad un forte piano green ha ridotto dal 2002 al 2014 le emissioni di CO2 del 42%. Per questi risultati la capitale portoghese è stata nominata Capitale verde europea del 2020.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato nel 2001 in provincia di Monza, ho frequentato il Liceo Scientifico Banfi a Vimercate e ora studio Scienze Internazionali e Istituzioni Europee presso l'Università degli Studi di Milano. Con i miei articoli cerco di stimolare le persone a formare un proprio pensiero critico, così che sappiano muoversi nel caos del presente in modo sicuro e consapevole.

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