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René Girard e il conflitto mimetico

“Il desiderio secondo l’Altro è sempre il desiderio di essere un altro. C’è un solo desiderio metafisico ma i desideri particolari che concretizzano questo desiderio primordiale variano all’infinito. “

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La struttura mimetica del desiderio produce insensibilità per il nostro sé. Così producendo il male come inautenticità, così facendo si perde la conoscenza del proprio sé autentico. Più lo si perde più si è fragili, in balia degli eventi… Inconsciamente entra così il meccanismo del capro espiatorio, che di solito è una persona diversa: straniero, sesso differente… Nella nostra mente eliminando il nemico si elimina anche il problema. Questo meccanismo è spesso usato anche in politica… ma il cristianesimo afferma che il capro espiatorio è sempre innocente.

Mimesi

L’IMITAZIONE è LA BASE DEL NOSTRO APPRENDIMENTO : senza di essa non sarebbe possibile la trasmissione della cultura. Basta pensare ai bambini, fin da piccoli cercano di imitare chi gli sta intorno col fine di apprendere. L’imitazione è un’unità potente e creativa, e non come affermava Platone un processo passivo. René Girard fa una critica a Freud, sostenendo che il complesso di Edipo non è altro che un conflitto mimetico dove il figlio vuole imitare il padre o la madre a seconda del suo sesso, per il rapporto di conflitto che ha col genitore dello stesso sesso. Per esempio se il bambino imita totalmente il padre, finirà eventualmente per desiderata la madre. (Questa è stata una teoria molto contestata.)

La civiltà è un sistema che si sorregge dal conflitto, che gira attorno al meccanismo del desiderio mimetico. è un fenomeno basato sull’imitazione del desiderio altrui. I desideri delle persone che stimiamo ci “contagiano”. Pertanto l’oggetto del desiderio assume un valore del tutto relativo e funzionale solo per il raggiungimento della stessa condizione dell’altro. Al di là dell’oggetto è il mediatore che attira a certi stadi di intensità, il soggetto ambisce direttamente all’essere del modello. Per questo, René Girard parla di desiderio “metafisico”: non si tratta assolutamente di un semplice bisogno o appetito, perché ogni desiderio è desiderio d’essere“, è aspirazione, brama di una pienezza attribuita al mediatore.

Desiderio

René Girard individua  un meccanismo del desiderio umano . Quest’ultimo non si fisserebbe in maniera autonoma secondo una via lineare: soggetto – oggetto, ma per imitazione del desiderio di un altro secondo uno schema triangolare: soggetto – modello – oggetto. L’idea girardiana, quindi si basa sul mediatore del desiderio, l’oggetto acquista  valore  soltanto perché è desiderato da un altro.

Il soggetto  desidera, ma non sa cosa. Esso incrocerà un essere fornito di qualcosa che gli manca e che sembra dare a quest’ultimo una pienezza  che egli non ha. Questa pienezza  evidente, così vicina e così lontana,  è ciò che lo affascina. Il desiderio non saziato del soggetto sembra porre sempre la stessa domanda al modello:  “Cos’ hai tu più di me?” , avviene così un senso di inferiorità. Nasce così il sentimento di inadeguatezza che spinge all’invidia, di conseguenza va in secondo piano il desiderio.

Capro espiatorio

Il desiderio mimetico genera violenza. Tutto ciò è caratteristico anche negli animali, ma nel loro caso il più debole cede, invece per gli umani questo limite non esiste. Tanto che, quando la rivalità mimetica esagera porta all’unione di tutti contro una sola vittima, questa vittima viene citata da Girard come il capro espiatorio. Basta pensare che i diritti umani sono i diritti di una vittima condannata dalla società. La vittima scelta al posto degli altri, quante volte è capitato questo fenomeno anche in politica? Con immigranti, ebrei, in Polonia con i musulmani… Dove c’è nazionalismo, c’è una vittima da incolpare.

Nella violenza imitativa si sviluppa un processo a catena, l’oggetto della catena che passa in secondo piano si trasforma in antagonismo generalizzato. Ma quando la violenza non può scaricarsi sul nemico che l’ha eccitata, si sfoga su una sola vittima arbitraria. La vittima appare contemporaneamente come l’origine della crisi e come la responsabile del miracolo della pace ritrovata.

Quindi secondo René Girard: “la venerazione più sottomessa e il rancore, sono i due poli opposti che prova il soggetto stesso. Il  sentimento che chiamiamo odio è solo l’essere che ci impedisce di soddisfare un desiderio, che lui stesso ci ha suggerito. Quello che odia si odia inizialmente lui stesso a causa  dell’ammirazione segreta che cela il suo odio. Per nascondere agli altri, e nascondere a sé stesso, quest’ammirazione infinita, non vuole vedere altro che un ostacolo nel suo mediatore. “

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono una ventenne autrice di emozioni. Mi sono fatta trasportare dalla passione per la scrittura, che di conseguenza mi ha portata a frequentare la facoltà di lettere. Per continuare in un futuro a coltivare scrivendo, la mia voglia di abbattere le mura di protezione che le persone si creano per la paura di conoscere.

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