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Tutti vincono tranne noi giovani – Week News 041

Solitamente nessuno perde in Italia alle elezioni, stavolta tutti dicono di aver vinto tranne noi giovani. Ecco le mie riflessioni.

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Buon inizio settimana,

Tutti vincono, tranne noi giovani. Questa, dopo una settimana di riflessione dal voto di Domenica scorsa, è l’unica frase che può venire in mente alla nostra generazione, quella che va dal 1990 a praticamente oggi. Come è possibile che tutti i leader politici, da Salvini e Di Maio, passando per Renzi e Zingaretti fino a Fratoianni si intestino la vittoria di qualcosa in questa tornata elettorale, dimenticando colpevolmente tutti che la percentuale di ricambio generazionale nelle loro liste regionali e dei singoli comuni è frutto di percentuali imbarazzanti?

La sfida è aperta e andiamo ad analizzare alcune notizie interessanti che riguardano noi giovani:

L’articolo della nostra Maria Concetta Santacroce sulla protesta del liceo Socrate di Roma ci indica la presa di coscienza della nostra generazione sulla mancanza di cultura della formazione del nostro Paese, ma anche la rapidità e la pochezza con le quali certe battaglie nel mondo della scuola vengono condotte dai noi giovani studenti e non solo.

Se vogliamo avere voce in capitolo, se vogliamo di più dobbiamo combattere di più dalla scuola alle università fino ai luoghi di lavoro affinché essere giovani non sia una qualità, ma un prerequisito per essere ascoltati con maggiore attenzione.

– Proprio perché anche la formazione è diventata qualitativamente non eccelsa, abbiamo bisogno di esempi di vita che possano ricordarci quale sia “La strada giusta” da percorrere così come è stata la vita di Ruth Bader Ginsburg, su questo l’articolo di Andrea Leone è un inno al percorrere insieme la strada della qualità e della conoscenza consapevole.

– La storia, invece, che tutti noi giovani impegnati nei nostri territori e in Politica dovremmo ricordare, giorno per giorno, anche grazie ai social network è quella di Enes Kanter. Un nome che può essere sconosciuto a chi non segue la NBA, ma è che il punto di riferimento turco contro il dittatore Erdogan su questo ecco l’articolo di Giulia Martinelli.

– Prima della riflessione sul voto vera e propria, vi invito a leggere questo bellissimo articolo di Stefania Ruggiu perché la solitudine e l’egoismo della nostra generazione sono i vizi che non ci permettono di creare davvero un’unità generazionale che possa chiedere di cambiare o che possa cambiare in prima persona l’Italia e il nostro contesto europeo.

A sangue freddo… sul Referendum…

E qualche riflessione sul voto referendario, regionale e comunale: secondo me, per la prima volta la retorica italiana del “non perde nessuno” è stata ribaltata in “abbiamo vinto tutti”. Il referendum con il 70 % di “SI'” è stato il trionfo della narrazione politica e culturale nata nel 2009 con la nascita del grillismo e del M5S, con un continuo attacco alle istituzioni di questo paese tacciate di essere la casta semplicemente a volte dimenticando che un Paese senza una struttura istituzionale non è un Paese che può avere la democrazia come strumento per il governo dei suoi cittadini.

Una recente uscita al Parlamento europeo del fondatore dei 5S, Beppe Grillo ha nuovamente mortificato il ruolo della rappresentanza parlamentare per l’utilizzo di una fantomatica rappresentanza diretta che forse nulla potrebbe rappresentare se non il “velo di Maya” di una dittatura del consenso attraverso le nuove tecnologie. Questo referendum potrebbe essere il culmine del consenso di questa visione della Politica, facendo finalmente ricominciare a pensare i cittadini non ai costi, ma alla qualità della classe dirigente italiana ed europea.

…su Marche, Toscana e Campania…

Per quello che riguarda, invece, il quadro delle regionali, c’è da ammettere che Salvini può dire di aver vinto togliendo le Marche al “fu centrosinistra” e di aver confermato Toti e Zaia con numeri importanti, mentre nell’altro campo c’è l’affannosa lotta tra Renzi e Zingaretti per decretare chi è stato più decisivo nelle vittorie in Toscana e in Campania dimenticando copiosamente che i cittadini toscani e campani hanno scelto non i simboli di un partito o di una lista civica, ma personalità che possano far sentire tutti garanti di un progetto serio e competente, non dimenticando il fattore Covid come un volano per coloro che erano governatori uscenti.

Chi non è pervenuto nella tornata regionale, invece, sono i pentastellati perdenti ovunque e capaci di far perdere il PD quando c’è stato un tentativo di accordo. Insomma, o quest’accordo “non s’ha da fare” perché non giova a nessuno delle due componenti giallorosse, oppure il M5S dopo 11 anni di vita è ancora incapace di esprimere una classe dirigente territoriale capace di attirare consensi.

…sulla Puglia

La Puglia fa storia a sé perché la vittoria è sola di Emiliano, e di quel modo di fare politica assolutamente e dannatamente clientelare che ha visto assunzioni pre-elettorali, modi di esprimersi dal tono baronale classici della nostra realtà del Sud Italia, molto lontani da quel modello di efficienza pugliese che negli anni 2005-2015 aveva contraddistinto il governatore pugliese dell’epoca, Nichi Vendola, che colpevolmente ha espresso il suo appoggio ad Emiliano, dimenticando che l’alternativa ad Emiliano non deve essere costruita tra una sommatoria di liste e partiti come anche alcuni volevano, ma semplicemente e molto più difficilmente attraverso una scommessa politico-culturale meridionale ed italiana che garantisca il ricambio generazionale non solo come specchietto per le allodole elettorale, ma come modalità politica vera e propria.

Non basta decantare le qualità di un giovane, bisogna dargli fiducia, metterlo alla prova e aiutarlo a prendere il consenso e i voti dalla gente

Il destino dei giovani

In tutto questo, perciò, chi davvero non può dire di aver vinto, ma anzi ha perso siamo noi giovani.
Abbiamo perso l’ennesima opportunità di portare un contributo reale all’interno delle istituzioni, perché non bastano i tantissimi giovani candidati utilizzati come immagine e non come progetto di una cosciente scelta che possa garantire loro un ingresso nelle “sale del potere“. Sia chiaro: potere come verbo, non come sostantivo.

Questo è “il difetto di fabbrica” delle candidature under 35 alle regionali in Campania, che io ho visto con favore, ma di cui sapevo l’impossibilità di raggiungere un risultato vero non tanto per la qualità delle persone, piuttosto per la mancanza di un vero sostegno in termini di consenso elettorale da parte di chi ha deciso di utilizzare questi giovani come frontman o come frontwoman.

Questo è il vero motivo che mi ha spinto a stare a guardare le elezioni comunali nella mia città, perché bellissimo l’80% raggiunto dal nostro sindaco Ciro Buonajuto, ma la scelta che si poneva davanti (a me e a tutti i giovani che si sono candidati), vedendo la composizione delle liste di tutte coalizioni, non solo di quella vincente, era la solita scelta di giocare una partita persa, ma di testimonianza.

Ecco, della testimonianza a 27 anni io non so veramente cosa farmene più, e spero che questo valga per tutti coloro che stavolta in buona fede ci hanno provato: il tutto ha trovato una vera e propria sintesi nel post su Facebook di un mio amico, Ferdinando Alfieri, che come suo solito ha proposto un’analisi lungimirante della condizione politica e dei giovani ad Ercolano. (clicca qui per leggere).
La proposta di Ferdinando è interessante, ed è l’unica visione possibile per una città che tra 5 anni, nel post Buonajuto, si ritroverà uno scenario politico ancora più povera di personalità capaci e “giovani”come quella dell’attuale sindaco.


Il mio malessere esternato con questo post pentendomi solo per una parola utilizzata (schifo, ndr), è venuto fuori in tutta la sua anche troppa spontaneità, quando la competitor principale di Buonajuto, la dott.ssa Formisano, ha disertato il confronto organizzato dal Forum dei Giovani di Ercolano.
Quella assenza la trovavo senza alcun senso proprio perché le liste della dottoressa erano le più giovani anagraficamente nello scenario elettorale. Ovviamente, a questo mio post, non sapendo rispondere nel merito di un’assenza inspiegabile, alcuni odiatori seriali hanno ricominciato la solita macchina del fango utilizzata nei miei confronti per l’incarico regolarmente svolto al Comune di Ercolano tra il Gennaio 2019 e il Gennaio 2020 in qualità di praticante avvocato presso l’Avvocatura municipale.


Sul punto voglio chiarire solo tre cose:
1) il bando esiste da circa almeno 5 anni, cliccate qui per averne prova, quindi non è stato fatto ad personam.
2) i requisiti richiesti e le modalità di selezione sono le stesse da 5 e più anni.
3) quando ho deciso di partecipare a questa selezione mi avviavo a scadenza come Coordinatore del Forum dei Giovani (marzo 2019) e la proroga richiesta dal sindaco e durata fino al Settembre 2019 è stato solo un tentativo inutile, purtroppo, di dare più tempo al Consiglio Comunale per l’approvazione di un regolamento che fosse conforme alla Legge Regionale per i Forum dei giovani 2016. Cosa che mi auguro accada nei prossimi mesi.


Quindi, questi personaggi, di cui vi risparmio i videopost sul tema, tra cui un consigliere, o sono ignoranti (povera Ercolano!) o sanno benissimo che hanno attaccato in modo strumentale un giovane libero che ha scelto nell’ultima tornata elettorale di essere loro avverso supportando altri candidati.
Come fact-checking quello che vi scrivo oggi, dopo il voto, quelle liste riempite in modo strumentale di giovani non solo non hanno ottenuto consenso, ma sono servite soltanto a due consiglieri uscenti a ritornare sul loro scranno, non valorizzando in alcun modo nessuno dei giovani che li ha seguiti.

Dunque, ci ritroveremo un consiglio regionale e comunale più anziano non solo anagraficamente, ma ancorato ad una concezione politica vecchia.

Proprio per questo ad Ercolano mi aspetto una particolare attenzione sulla scelta del ruolo di Assessore alle Politiche giovanili, e lo stesso anche per quanto riguarda la Regione Campania, perché l’unico e vero modo di poter abbattere il sentimento di antipolitica nei confronti delle istituzioni è far si che in queste istituzioni ci sia il meglio e la migliore gioventù che il nostro panorama politico possa esprimere.

Intanto qualcosa di bello si sta muovendo tra i Forum della Città Metropolitana di Napoli, perché stiamo cercando tra mille difficoltà e tra mille campanilismi tipici dei nostri territori di raggiungere una visione unitaria di quella che potrebbe essere la fucina della prossima classe dirigente napoletana.
Insomma, noi ci stiamo provando, dateci fiducia e per chi vuole le porte sono aperte per pensare alla nostra città e al nostro territorio come un posto migliore.

Tazzina di Caffè: questa settimana vi consiglio una lettura molto interessante “Troppo Freddo Per Settembre” dell’autore napoletano Maurizio De Giovanni. Una lettura consigliata in questi piovoso giorni di fine Settembre e di inizio Ottobre.

Ps. Cosa ne pensate se si creasse una associazione politica che riunisca tutti i giovani moderati, liberali, socialdemocratici del centro-sinistra? Potrebbe essere a livello nazionale, regionale e comunale un primo passo per vincere la nostra battaglia generazionale?Ditemi la vostra. Scrivetemi vi leggo su Instagram e Facebook.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


P.Avvocato lavoro presso Eni Gas e Luce s.p.a. 27 Anni. Vivo ad Ercolano (NA). - Sono Consigliere del Forum dei Giovani di Ercolano con delega al Forum della Città Metropolitana di Napoli. - Coordinatore del Comitato Territoriale di Italia Viva Ercolano. - Capo Allenatore per la Prima Divisione dello S.C. Ercolano. Mi piace scrivere di politica, cultura, sport e sono un grande tifoso del Napoli.

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