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La mente, mente

Io non sono la mia mente, ma sono quello che c’è oltre. Infatti oltre le costellazioni preconcettuali della nostra mente, c’è la libertà.

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La nostra mente è una gabbia al quale il nostro impulso continua a sfuggire. Il controllo è dominato da essa, in quanto permettiamo ciò. Alla base della nostra mente ci sono i preconcetti, di base non hanno alcun fondamento oggettivo, ma sono sempre presenti nella vita quotidiana, tanto che non ce ne rendiamo conto, diventa un automatismo. Un preconcetto, è concepito mentalmente prima di essere stato conosciuto o sperimentato, in modo da impedire la formulazione di un giudizio obiettivo della realtà, si sviluppano così idee preconcette.

Come vi sentireste se senza accorgervene, andate in giro con la cerniera dei pantaloni aperta e un estraneo ve lo segnalasse, a disagio, in imbarazzo, perché? Il preconcetto mentale ci fa sentire inadeguati, perché la nostra mente analitica immersa nell’inconscio collettivo è stata educata così. Diventa perciò automatico richiuderla in fretta e furia, perché il nostro archetipo sociale è l’ordine la pulizia e impostatura. Questo è solo un esempio banale, ma la nostra mente analitica è in realtà costellata di preconcetti.

La mente ha bisogno di avere il controllo per esercitare il suo compito, ovvero la padronanza della nostra vita. Non è frequente trovare qualcuno consapevole di ciò, che sa osservare soprattutto, in quanto essa è manipolativa. I preconcetti imposti dalla nostra mente sono le nostre sbarre, mente la nostra mente è la cella. Tagliare queste sbarre, disinteriorizzare questi preconcetti, osservandoli e accogliendoli senza un giudizio porta alla libertà.

IO NON SONO LA MIA MENTE, MA SONO CIò CHE C’è OLTRE LA MIA MENTE. Facile da dire ma difficile da praticare in quanto essa scappa dalla consapevolezza e dalla profondità di continuo. La mente umana è complessa e multiforme e si confronta con la realtà percettibile, forma così dei schemi mentali che partono dai preconcetti fino a finire in una chiusura mentale. Rendersi conto che è tutta una illusione automatica sociale è un passo molto importante e concreto.

La mente a confronto con la realtà, ci sembra quasi scema, infatti lo è. E’ costruita da noi, in base alla nostra morale, il cui sinonimo è il super ego pronto a massacrarci col suo giudizio e che ci guida nel compiere i nostri preconcetti automatici. Ascoltarlo è sintomo di inconsapevolezza, oltre che di abitudine. Abbiamo uno schema sempre pronto per le nostre azioni.

Il giudice interiore è una struttura mentale. Avikal Costantino sostiene che la caratteristica principale è quella di guidarci per come siamo e ci presentiamo, la quale funzione è quella di condurci nella salvaguardia della nostra sopravvivenza fisica e psichica, di cui è perciò il maggiore strumento difensivo. Ciò motiva la sua centralità nella personalità e la conseguente posizione periferica dell’ego. La limitazione deriva dai nostri preconcetti mentali imposti dal nostro super ego. Dai più banali ai più seri, tanto da manipolarci nei nostri atteggiamenti.

Jung diceva: “tutto nasce e muore dentro la tua testa“. La nostra mente ci crea i nostri raccontini non a contatto con la realtà. Infatti l’illusione della mente insieme alle sue paure, convinzioni, credenze ecc.. Imposte da un’inconscio collettivo. Ovvero l’inconscio umano comune di tutti gli altri esseri umani. Sono un meccanismo intrinseco che educa alla formazione di preconcetti. Quindi vi chiedo, come ve la immaginereste una società senza alcun preconcetto?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono una ventenne autrice di emozioni. Mi sono fatta trasportare dalla passione per la scrittura, che di conseguenza mi ha portata a frequentare la facoltà di lettere. Per continuare in un futuro a coltivare scrivendo, la mia voglia di abbattere le mura di protezione che le persone si creano per la paura di conoscere.

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