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Società

Non cerco i vostri fischi, le vostre battute: lasciateci vestire come vogliamo

Troppe volte nella nostra società quando avviene uno stupro, siamo abituati a sentire commenti del tipo:”Se l’è cercata”, “Come era vestita?”.

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Con l’inizio della scuola in un liceo romano delle ragazze si sono viste imposte il divieto di non indossare la minigonna in quanto “si rischiava di turbare qualche professore“. Un divieto così ridicolo che abbiamo ampiamente commentato ma che ancora nel 2020, ci fa riflettere su una situazione molto importante: la libertà di indossare quello che si vuole. Troppe volte infatti nella nostra società quando per esempio avviene uno stupro, siamo abituati a sentire in televisione o a leggere sui giornali commenti del tipo:”Se l’è cercata”, “Come era vestita?”. Frasi che molti utilizzano quasi come una giustificazione, quasi come il modo di vestire di una donna significasse consenso o meno.

Questa mentalità un po’ retrograda non ci abbandona mai ma, non è possibile che ancora oggi bisogna lottare per la libertà di vestirsi come si vuole. Quella dell’abbigliamento non è altro che la punta dell’iceberg che ci mostra come purtroppo la parità di genere, in alcuni contesti, non si sia ancora realizzata.

6 donne su 10 si sentono discriminate sul lavoro

Un sondaggio commissionato da +Europa a EMG- Acqua che si basa su tanti dati e ben sei diversi settori (lavoro, denaro, conoscenza, tempo, potere e salute) e che valuta con un indice da 1 a 100, dove 1 indica l’assoluta disparità e 100  segna il completo raggiungimento della parità uomo/donna, vede l’Italia con un punteggio complessivo di 63, poco più della sufficienza, e ci piazziamo al 14° posto tra tutti gli stati Ue. 

 Non solo ben 6 donne su 10 dichiarano di sentirsi discriminate sul lavoro e quasi 8 su 10 si sentono penalizzate in una carriera politica. Su quest’ultimo punto anche 7 uomini su 10 ritengono che le donne siano penalizzate in politica. Inoltre tra i già pochi iscritti ai partiti solo un terzo è donna. E comunque, i dati del sondaggio di EMG di Fabrizio Masia (su un campione di mille casi, realizzato dal 28 febbraio al 4 marzo 2020) raccontano degli italiani e della parità di genere, del rapporto delle donne con la politica. Qualche altro esempio. Il match tra donne e politica è disastroso.

Sono 8 su 10 (81%) le giovani donne che dicono essere penalizzante l’impegno politico per le donne rispetto agli uomini.

E perché? Una montagna di freni. Ma chi si aspettasse di vedere al primo e unico posto la maternità e la crescita dei figli si meraviglierà nell’apprendere che a pari “demerito” ci sono gli atteggiamenti maschilisti e discriminatori (75%), la cultura maschilista dei partiti (73%), il cameratismo maschile (74%).

La libertà di vestirsi: basta giudizi

Come abbiamo avuto modo di vedere non abbiamo ancora raggiunto la parità di genere, tutto però secondo me dipende da alcuni giudizi patetici e inopportuni. Troppo spesso la cultura maschilista punta il dito sulle donne, sul loro merito e quanto non riesce a scalfirne la bravura e la competenza si concentra su aspetti secondari come il suo corpo, i vestiti che indossa…

Insomma l’uomo inizia a giudicare una donna come incompetente professionalmente o disponibile per un rapporto sessuale solamente perché indossa una minigonna. Ci rendiamo conto della situazione? Quanto capiremo che non servono giudizi ma serve voglia di cambiamento, è irrispettoso fischiare a una donna solamente perché bella mentre cammina tranquillamente per strada o metterne alla gogna un’altra per il suo aspetto esteriore.

Troppo spesso infatti emergono comportamenti del genere in diversi ambiti: dalla politica ai social e in questo senso infatti nell’ultima copertina di Vanity Fair Vanessa Incontrada ha deciso di prestare il suo corpo per far capire che assolutamente nessuno ha il diritto di giudicare qualcun altro.

“Trovo preoccupante che nel 2020, immersi nella rivoluzione tecnologica, si sia ancora fermi a canoni estetici del secolo scorso. Perché non riusciamo ancora a emanciparci?”

Se vogliamo una società libera dobbiamo inoltre iniziare a batterci affinché tutti si possano vestire come vogliano, affinché tutti siano liberi di esprimersi nella loro diversità che non va assolutamente vista come debolezza ma come ricchezza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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