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Piccole nozioni sulla transessualità

La parola transessualità ancora spaventa molto e può essere considerato un grande tabù della nostra società. L’ignoranza dilaga e questa porta le persone ad avere un’opinione diversa sull’argomento.

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Negli ultimi tempi siamo entrati a contatto spesso con argomenti riguardanti il mondo della transessualità. Prima con la tragica notizia della morte di Maria Paola e della sua storia con Ciro, poi invece con una notizia molto positiva che riguarda i farmaci per la terapia ormonale resi gratuiti. La parola transessualità ancora spaventa molto e può essere considerato un grande tabù della nostra società. L’ignoranza dilaga e questa porta le persone ad avere un’opinione diversa sull’argomento.

Bisogna imparare ad utilizzare le parole

Transessuale è quella persona che nasce con un determinato sesso biologico, ma sente di appartenere al sesso opposto. Si parla di disforia di genere. Ed è una condizione riconosciuta, non una malattia. Entra in ballo l’identità di genere, ovvero il genere nel quale si sente di appartenere.

Una persona che si sente a suo agio con il proprio sesso biologico è definita cisgender, mentre una persona trans gender è una persona che non si identifica con il sesso che gli viene assegnato. Non tutte le persone transgender decidono di intraprendere un percorso di transizione. Ovvero sono persone che pur non riconoscendosi nel loro sesso biologico accettano il proprio corpo.

Oggi quella delle soggettività transgender è un’ampia galassia, che si è arricchita di soggettività gender fluidgender questioningagender, in cui il binarismo sessuale viene messo in discussione in modi differenti.  

Il genere è insieme una dimensione psicologica e culturale. Ha a che fare con il sentimento di appartenenza e con l’identificazione al modello culturale di mascolinità e femminilità che agisce nella propria società di appartenenza. L’orientamento sessuale è invece la direzione prevalente dei propri desideri. Ed è distinto e separato dell’identità di genere.

Si dovrebbe sempre chiedere ad una persona il pronome da utilizzare quando le si parla. In linea di massima possiamo dire che un uomo trans (FtM = Female to Male) è un uomo; la donna trans (MtF = Male to Female) è una donna.

Esistono poi i travestiti, o anche cross dresser, i quali sono semplicemente persone a cui piace indossare i vestiti del sesso opposto, in questo caso non c’entra assolutamente l’identità di genere. Stessa cosa vale per le drag queen o drag king che sono semplicemente persone che indossano abiti del sesso opposto per spettacolo e per intrattenere.

Il percorso

Ogni persona vive in maniera diversa la propria transessualità e nel momento che si riconoscono come trans bisogna accettarli e accompagnarli nel loro percorso. Chi decide di intraprendere il percorso di transizione, non subito inizia con la terapia ormonale, e non subito avviene l’operazione per il cambio di sesso (può anche non avvenire mai). Prima si è seguiti da psicologi che accertano la disforia e ritengono che il soggetto sia idoneo ad iniziare la terapia.

Dal primo Ottobre 2020 i farmaci per la terapia ormonale sono diventati gratuiti in Italia. Adesso i farmaci per la femminilizzazione delle donne trans e della virilizzazione degli uomini trans saranno a carico del Servizio sanitario nazionale come farmaci H: ovvero quelli che possono essere distribuiti gratuitamente solo nelle farmacie ospedaliere. L’arcigay ha parlato di “rivoluzione” poiché estradiolo e testosterone sono farmaci vitali per le persone trans.

Fino al 2015 in Italia, la legge permetteva l’accesso alla transizione e al cambio legale di sesso solo a coloro i quali si fossero successivamente sottoposti all’intervento di cambio del sesso. Dal 2015 l’intervento non è più “obbligatorio”, ma l’iter per essere riconosciuti dallo Stato come trans e rettificare i documenti è ancora troppo complicato. L’avere dei documenti che riportano un nome e un sesso diverso da quello a cui si sente di appartenere è svilente e rende più complesso del dovuto delle procedure burocratiche o anche semplicemente trovare lavoro. Lo scorso febbraio il MIT (Movimento Identità Trans) aveva proposto tra le altre cose la rettifica anagrafica sulla base della sola autocertificazione da parte della persona interessata, senza il lungo percorso psicologico e giudiziario che è invece oggi richiesto.

La transfobia e i transessuali nell’immaginario comune

I media spesso e volentieri fuorviano l’immagine delle persone trans non riconoscendole come tali o associandole il più delle volte al mondo della prostituzione. Tanto che molte persone ritengono che le donne trans svolgano solo quella professione ed esiste un fortissimo stigma per questo motivo. Purtroppo soprattutto le donne transessuali vengono sempre considerate come un feticcio o come una perversione sessuale. È importante ricordare che un uomo cisgender che prova attrazione per una donna trans non è omosessuale. Quante volte abbiamo sentito di donne trans uccise dall’amante perché non riuscivano ad accettarsi. Il problema è sempre lì, è la cattiva informazione. La transfobia è talmente radicata nella nostra società che è quasi considerata normale.

È importante menzionare il recente caso di Ciro Migliore, il quale è stato spesso apostrofato al femminile nonostante si fosse dichiarato come trans. La stampa italiana non era pronta ad affrontare un caso che coinvolgesse una persona trans e che non fosse una donna trans, né una sex worker, né che fosse rimasto ucciso. Chiamare una persona trans con il pronome sbagliato è come annullare la persona e tutto quello che è e per cui ha lottato. Per questo secondo me è importante la questione dell’autodeterminazione. Il riconoscersi trans, non è una scelta, ma una presa di coscienza spesso molto sofferta. Quindi innanzitutto bisogna aprire la mente, informarsi e cercare di capire per superare i pregiudizi, le persone transessuali sono persone e basta.

Non devono essere grati di essere accettati né tanto meno vivere nella paura. Per evitare discorsi transfobici basta rispettare l’autodeterminazione delle persone, che riguardi il genere, il percorso, i pronomi, l’aspetto, il look, le pratiche sessuali e quelle relaziona.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nata a Siracusa il 23/08/1999. Attualmente iscritta alla facoltà di Economia a Padova. Non ho molto da dire su di me, mi interesso a moltissime cose, mi piace scrivere ed informarmi. Sono molto contenta di collaborare con i ragazzi de "la Politica del Popolo", spero davvero che questa esperienza possa migliorare me i le persone che seguono questo blog.

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