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Gli effetti del Covid sul calciomercato

Il Coronavirus ha stravolto gli scenari di tutte le economie mondiali. Che effetti ha avuto sull’economia del calcio e in particolare sul calciomercato?

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A inizio anno, quando il Coronavirus stava cominciando a diffondersi sempre di più nelle diverse parti del mondo, la nostra vita iniziava a cambiare drasticamente. Il periodo successivo è stato caratterizzato dal lockdown, costringendo radicalmente a modificare le nostre abitudini e i nostri stili di vita. A risentire della pandemia sono state anche le economie mondiali e tutti i settori, tra cui quello dello sport, nello specifico il mondo del calcio.

Gli effetti nei top 5 campionati europei

Fonte: Sky Sport

L’effetto Covid sul calcio si è manifestato pesantemente anche sul calciomercato. Nella sessione estiva 2020-2021 del calciomercato, nei top 5 campionati europei UEFA (Premier League, Serie A, Liga, Bundesliga e Ligue 1), sono stati investiti nel complessivo 3,13 miliardi di Euro. Un dato, che messo a confronto con il totale delle operazioni effettuate nella scorsa stagione di circa 5,025 miliardi di Euro, mette in luce come i club abbiano investito 1,89 miliardi in meno.


Come tutte le industrie, anche quella del pallone è stata vittima della crisi dovuta alla pandemia da Covid. Con la chiusura degli stadi, per contenere la pandemia il più possibile, i club hanno risentito dei mancati incassi degli spettatori che ogni settimana si recavano allo stadio per assistere alla partita della propria squadra del cuore.

Secondo l’elaborazione di Calcio e Finanza su dati di Transfermarkt, il livello degli investimenti effettuati dai club torna ai livelli precedenti alla stagione 2017-2018, nella quale il PSG aveva puntato sull’acquisto di Neymar dal Barcellona, per una somma complessiva di 222 milioni di Euro. Il blog L’Insider evidenzia come la Serie A sia il secondo campionato in Europa dove si sono effettuati i maggiori investimenti, alle spalle solo del campionato inglese, la Premier League.

I 20 club di Serie A, nell’ultima sessione di calciomercato estivo, hanno effettuato investimenti per circa 726 milioni, mentre i club inglesi hanno destinato 1,27 miliardi alla propria campagna acquisti. Le squadre spagnole della Liga hanno utilizzato 412 milioni per l’acquisto dei calciatori. Infine, 404 sono i milioni investiti dai francesi della Ligue 1.

Come hanno agito i club più importanti?

Chelsea, Havertz e gli altri acquisti più costosi del calciomercato | Sky  Sport
Fonte: Sky Sport

I più importanti club a livello mondiale, che hanno risentito della crisi dovuta al Covid, sono stati in particolar modo il Barcellona e il Manchester United. Questi due club, simboli del calcio in ogni angolo del globo e tra i più commercializzati, hanno contratto importanti debiti.

Secondo il quotidiano spagnolo AS, il club catalano ha ufficializzato debiti che ammontano a 488 milioni di Euro, nonostante nella precedente stagione avesse fatturato circa 840 milioni. Oltre al blocco dello svolgimento del campionato e delle coppe e le conseguenti partite giocate a porte chiuse nel post-lockdown, si sono contratti anche i debiti dovuti ai lavori di ristrutturazione dello stadio Camp Nou di Barcellona. Di conseguenza, il Barca è intervenuto poco sul mercato, piazzando il terzino Sergino Dest dall’Ajax, come operazione più costosa, di circa 20 milioni.

I Red Devils del Manchester United, come i catalani, hanno reso pubblico l’ammontare di debiti che arrivano fino a 480 milioni di Euro. Per questo motivo i Red Devils non sono stati protagonisti della sessione estiva di calciomercato; l’acquisto più costoso è stato il centrocampista Van de Beek, prelevato dall’Ajax per la cifra di 39 milioni di Euro.

Non ha badato a spese, invece, il Chelsea. Il club londinese, che non interveniva sul mercato da diverse sessioni di calciomercato, è stata il protagonista dell’estate, arrivando a spendere un totale di 247 milioni di Euro. I Blues hanno puntato su giovani calciatori, ma già affermati a livello internazionale, come i tedeschi Kai Havertz e Timo Werner, costati alle casse del club di Roman Abramovic rispettivamente 90 e 55 milioni di Euro.

Un altro club, che sorprendentemente non si è reso partecipe della campagna del calciomercato, è stato il Real Madrid. Il club della capitale spagnola, che negli ultimi anni ha acquistato i calciatori più preziosi del pianeta, per la prima volta dopo 40 anni non ha effettuato alcun acquisto.

Come sarà il futuro del calcio in Europa?

Juve, Agnelli fa chiarezza: le parole su Ronaldo, Sarri e Pirlo - Virgilio  Sport
Fonte: Virgilio Sport

Un ipotetico scenario futuro del sistema calcio europeo è stato affrontato dal Presidente della Juventus Andrea Agnelli, durante l’assemblea dei soci della Juventus avvenuta il 15 ottobre scorso.

Agnelli prevede che la perdita di fatturato prevista nel calcio europeo sarà tra i 5,2 e i 6,3 miliardi di Euro. Successivamente sottolinea come il fatturato del calcio europeo per la prima volta, dopo 20 anni di continua crescita, stia subendo una forte decrescita. Infine, ipotizza che 360 club europei avranno bisogno, nei prossimi 12-24 mesi di aumenti di capitale, per un complessivo di 6 miliardi di Euro.

Ecco le parole del Presidente bianconero:

“Abbiamo alcune stime, gli impatti di questa situazione a livello di questa situazione li potremo osservare nella completezza solo nell’autunno 2021, perché incidono su conclusione esercizio 2019/20 e in parte su quello che stiamo vivendo ora. Guardando a stime, che vanno da un best a un worst scenario, nel best con il 20% pubblico da qui a dicembre, 50% da gennaio a giugno e 100% nell’anno successivo. Le stime parlano di una perdita ricavi da stadio da oltre 3 miliardi, danno per quanto riguarda gli accordi commerciale per circa 1,2/1,5 miliardi, e impatto da revisione valore diritti tv che va da 830 milioni a 1 miliardo. La perdita del fatturato del sistema calcio europeo varia quindi tra 5,2 a 6,3 miliardi. Così facendo il risultato netto subirà un peggioramento tra -6,5 e -8,4 miliardi in quanto se è vero che c’è recupero di minori costi, c’è anche impatto calciomercato tra -2 e -3 miliardi. Abbiamo visto impatto su campagna trasferimenti di questa estate, tutti i mercati hanno perso una grossa fetta di ricavi, tolta l’Inghilterra che è più o meno stabile. Quello che è sotto gli occhi di tutti, è che dopo 20 anni di continua crescita per la prima volta il fatturato del calcio europeo è in forte decrescita. Le stime portano ad ipotizzare per 360 club a livello europeo delle prime divisioni avranno bisogni di aumenti di capitale nei prossimi 12/24 mesi per un totale di 6 miliardi, senza considerare le seconde divisioni dove ci saranno le maggiori difficoltà”.

I numeri della Serie A

Fonte: Sky Sport

Nella nostra Serie A, il numero di scambi è uguale allo scorso anno, ma i prezzi delle operazioni sono diminuiti, essendoci stati molti più prestiti e scambi. Inoltre, molti club hanno scelto di spostare al prossimo anno o ai prossimi due i pagamenti dei calciatori, in modo da poter acquistare completamente il cartellino in futuro.

Dei top trasferimenti della Serie A solo 7 sono costati più di 10 milioni di Euro. Il giocatore più costoso è stato Arthur, la Juventus lo ha prelevato dal Barcellona per 72 milioni, operazione che ha coinvolto anche lo scambio di Pjanic, costato al club catalano 60 milioni di Euro + 5 di bonus, legati a determinati prestazioni e obiettivi futuri. Il secondo calciatore più costoso è stato Osimhen, che il Napoli ha acquistato per 70 milioni di Euro dai francesi del Lille. Mentre 40 milioni sono stati gli euro spesi dall’Inter per prelevare il giovane terzino Hakimi dal Real Madrid.

Muriqi e Miranchuk sono acquistati rispettivamente per 17,5 e 10 milioni dalla Lazio e dall’Atalanta. Infine, sia Morata che Tonali, rispettivamente in forza nella Juventus e nel Milan, sono costati ognuno 10 milioni di Euro ai propri club. In realtà di questi ultimi due giocatori, nella classifica figurano solo il costo dei prestiti ma non i costi totali delle operazioni.

Morata, infatti, è stato acquisito a titolo temporaneo (prestito) per 10 milioni, mentre altri 45 milioni saranno necessari per l’acquisizione del giocatore a titolo definitivo. Secondo l’accordo con l’Atletico Madrid, la Juventus suddividerà il pagamento dei 45 milioni in due periodi distinti: 10 milioni dovranno essere pagati entro il termine della stagione 2021/2022 e 35 dovranno essere pagati in 3 esercizi entro la fine della stagione 2021/2022.

Discorso simile è fatto per l’operazione Tonali, che costerà al Milan 10 milioni di Euro per il prestito oneroso, altri 15 milioni di Euro saranno necessari per l’eventuale diritto di riscatto dal Brescia, altri 10 milioni Euro di bonus dovranno essere pagati in caso di raggiungimento di futuri obiettivi professionali raggiunti dal calciatore classe 2000. Il Brescia potrà anche godere del 10% della somma della possibile futura rivendita del calciatore, sulla vendita minima di 30 milioni.

L’economia del calcio, come in ogni settore economico, come ci ha insegnato la storia, riuscirà sicuramente a risollevarsi in futuro, tornando a splendere come nei tempi precedenti alla pandemia da Covid. Questo è il desiderio e augurio di tutti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Il mondo dello sport ed in particolare del calcio rappresenta una delle mie più grandi passioni, oltre al grande interesse e dedizione per le lingue, l’economia e le relazioni internazionali che attualmente approfondisco nelle mia città, Venezia. Scrivo articoli inerenti al panorama musicale, che amo e seguo con particolare interesse, ed in particolare, mi occupo della redazione di articoli sportivi con spiccato interesse per il mondo calcistico, ponendo uno sguardo alla salute e al benessere sociale ed economico del nostro paese e dell’intera umanità.

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