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Ambiente

La “carne senza carne” che indigna l’opinione pubblica

Negli ultimi giorni si è creato un dibattito sulla carne: il parlamento europeo ha bocciato gli emendamenti che vietavano a chiunque producesse carne non di origine animale di poter utilizzare termini come hamburger, salsiccia… Ma ci stanno rubando davvero la nostra carne come gridano in molti?

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Lo scorso 23 ottobre era stato richiesto al parlamento europeo di varare un divieto per chiunque producesse carne non di origine animale di poter utilizzare termini come hamburger, salsiccia, bistecca ecc. Il Parlamento UE ha però bocciato entrambi gli emendamenti riguardanti tale questione. La crociata contro la carne vegana è partita in Francia a Luglio. Qui era già proibito, dal 2018, utilizzare i termini bistecca e ragù per alimenti vegetali. Dopo questo, una nuova legge francese, limita ulteriormente i nomi dei prodotti a base vegetale. L’Unione Vegetariana Europea e l’Associazione Vegetariana Francese si sono rivolte a Bruxelles per avere giustizia.

I sostenitori della nuova scelta legislativa sostengono che tutto sarebbe stato fatto a favore dei consumatori che, in questo modo, non rischierebbero di rimanere fuorviati. La nuova norma nazionale “rappresenta un vero progresso in termini di trasparenza e informazione per i consumatori. Perché un prodotto a base di proteine vegetali non deve causare dubbi nelle menti dei consumatori presentandosi simile a un prodotto di origine animale, sia in termini di aspetto che di proprietà nutrizionali o di gusto”.

In Italia, il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, aveva chiesto il divieto per la carne vegetale di termini che richiamassero i prodotti a base animale. Serve una norma nazionale per fare definitivamente chiarezza su veggie burger e altri prodotti che sfruttano impropriamente nomi come mortadella, salsiccia o hamburger per evitare l’inganno ai danni del 93% dei consumatori che in Italia non seguono un regime alimentare vegetariano o vegano”.

La Coldiretti denuncia un “furto d’identità” a scapito dei consumatori. “Devono continuare a chiamarsi bistecche, salsicce e hamburger solo quelle ottenute dalla carne. Non si può ingannare i consumatori sulle reali caratteristiche del prodotto.” Afferma l’associazione che tutela gli agricoltori italiani. Definendo “inaccettabile” la scelta di chiamare con lo stesso nome prodotti profondamente diversi, fatti di soia o legumi di vario tipo.

L’Europarlamento, invece, non approvando nessuno degli emendamenti proposti salva i burger vegetali e tutta la “carne finta”. Anche molti partiti italiani avevano preso posizione contro la “carne senza carne”, come la Lega o Fratelli d’Italia. Indignate le loro reazioni:

“Assurdo! Il Parlamento europeo non blocca la “carne senza carne”. Sul mercato potranno rimanere finti hamburger, salsicce, mortadelle e altri prodotti da laboratorio senza che sia segnalata con chiarezza la totale assenza di carne, nell’inganno di denominazioni fraudolente.” Scrive Salvini su un post su Facebook.

“Il voto di oggi al Parlamento Europeo sulla ‘carne vegana’ è un grave colpo alle produzioni di qualità e al diritto dei consumatori di avere piena consapevolezza di ciò che mangiano. Ancora di più è un enorme favore a certe lobby della grande distribuzione del nord Europa che da tempo e con vari strumenti investono per smantellare l’agroalimentare di qualità. Fratelli d’Italia ha votato convintamente a favore dell’emendamento teso ad impedire che si perpetuasse l’inganno di hamburger e bistecche vegane ma purtroppo una maggioranza trasversale ha preferito mantenere lo status quo. […]” Mentre così è quanto dichiara in una nota il capodelegazione di Fratelli d’Italia.

Anche gran parte dei siti di informazione si staglia contro questa decisione del parlamento UE. È come se permettere alle aziende di utilizzare nomi “impropri” fosse il più grande crimine a favore delle lobby vegane. In Italia c’è ancora quasi uno stigma nei confronti di diete non convenzionali, come quella vegetariana o vegana. Leggo di strategie di comunicazione subdola, di inganno al consumatore.

Ma davvero ci facciamo ingannare così facilmente? Davvero ci sentiamo ingannati dal termine “Carne vegetale”?

Penso faccia più paura rivelare al consumatore da dove davvero proviene quella carne e come vengono trattati gli animali. Non si parla soltanto di brutalità verso gli animali, ma anche di sostenibilità. Non so se sia più salutare mangiare un hamburger di manzo o di seitan, ma so che diminuire il consumo di carne può fare solo che bene all’ambiente.

Produrre un hamburger a base esclusivamente vegetale richiede tra il 75% e il 99% in meno di acqua, circa il 95% in meno di terreno arabile e ha generato il 90% di emissioni di gas serra in meno di un hamburger di carne. I dati indicano che se le mucche fossero una nazione sarebbero il terzo più importante emettitore di gas serra al mondo. Per produrre un hamburger di 150 grammi, sono necessari più di 1.600 litri d’acqua.

Sono consapevole che la questione portata al parlamento europeo riguardava esclusivamente la denominazione, ma penso anche che ogni volta che si parla di questo argomento manchi sempre un pezzo della narrazione. Piuttosto che disincentivare il consumo di carne, si pensa a fare la guerra a un mercato emergente come quello dei prodotti vegetali. In qualche modo questo potrebbe rappresentare una proposta e una soluzione in parte al cambiamento climatico. Ma di questo non importa a nessuno, e guai a mangiare un hamburger vegetale!

Il consumatore resta libero di scegliere se consumare o meno carne di origine animale. Il consumatore sa che un hamburger vegetale non contiene carne, e continuare questa politica non fa altro che insultare l’intelligenza del singolo, che è consapevole di quello che acquista, anche se sulla confezione può esserci un termine “ingannevole”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono nata a Siracusa il 23/08/1999. Attualmente sono iscritta alla facoltà di Economia a Padova. Non ho molto da dire su di me, mi interesso a moltissime cose, mi piace scrivere ed informarmi. Sono molto contenta di collaborare con i ragazzi de "la Politica del Popolo", spero davvero che questa esperienza possa migliorare me e le persone che seguono questo blog.

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