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Cultura

Chi è Kenneth Kaunda?

Kenneth Kaunda, a 56 anni dall’indipendenza dello Zambia, con i suoi 96 anni, rimane tra gli ultimi leader indipendentisti ancora in vita.

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di Abril K. Muvumbi

Il 24 Ottobre 2020 è stato il 56° anniversario dello Zambia indipendente dalla dominazione inglese e Kenneth Kaunda con i suoi 96 anni ha avuto la possibilità di soffiare anche queste candeline. KK, come viene chiamato da tutti nel paese, è il primo presidente dello Zambia indipendente. Considerato ancora oggi come padre della nazione, Kaunda è forse uno degli ultimi leader indipendentisti africani ancora in vita.

Ecco la sua vita

L’ultimo di otto figli, Kenneth Kaunda nasce il 28 Aprile 1924 nella Missione di Lubwa a Chinsali nella Provincia Settentrionale della Rhodesia del Nord, oggi Zambia. I suoi genitori erano entrambi insegnanti, sua madre in particolare la prima donna africana ad insegnare nello Zambia coloniale. In seguito poi anche lui seguirà lo stesso percorso dei suoi genitori praticando il mestiere di insegnante. 

Il suo percorso politico comincia nel 1951. In quell’anno si ritira dalla professione di insegnante e diventa segretario della sezione del movimento politico Northern Rhodesian African National Congress (NRANC) per la Provincia Settentrionale. Nel 1953 si trasferì a Lusaka per assumere la carica di Segretario generale dell’ ANC, sotto la presidenza di Harry Nkumbula.

Kaunda e Nkumbula cercarono invano di mobilitare la popolazione nera contro l’amministrazione britannica, e nel 1955 subirono una condanna a due mesi di lavori forzati per aver distribuito materiale sovversivo. L’esperienza della prigionia ha avuto un impatto sui due leader. Nkumbula si fece sempre più influenzare dai liberali bianchi e risultò favorevole ad un compromesso.

Questo cambio di rotta, accompagno all’autoritarismo con la quale Nkumbula gestiva il movimento portarono alla scissione del 1958 e alla conseguente fondazione dello Zambian African National Congress da parte di Kaunda. Lo ZANC venne bandito nel marzo del 1959 e a giugno Kaunda tornò in carcere. Nel 1959 il partito cambiò nome in United National Independence Party (UNIP) e l’anno successivo il fondatore, uscito dalla prigione vi ritornò alla guida.

Verso l’indipendenza…

Nel 1960 Kaunda andò negli Stati Uniti e conobbe Martin Luther King, anche lui in quel periodo impegnato nella lotta per i diritti degli afroamericani. Probabilmente questo è stato un incontro che ha influenzato la sua maniera di agire. Nel 1961 comincia una serrata campagna di disobbedienza civile definita “Cha-cha-cha”, caratterizzata principalmente da incendi dolosi e blocchi stradali. In seguito alle elezioni 1962 si costruisce un Governo di coalizione UNIP-NRANC con Kaunda come Ministro del Governo locale e dell’assistenza sociale.

Nelle successive elezioni di Gennaio 1964, l’UNIP ottiene la maggioranza di Governo garantendo così a Kaunda il ruolo di Primo Ministro e al Parlamento la maggioranza necessaria per decretare lo scioglimento della federazione di Rhodesia. Il 24 Ottobre dello stesso anno, Kenneth Kaunda diventa il Primo presidente dello Zambia indipendente

La presidenza e l’umanesimo zambiano

Come la maggior parte dei leader indipendentisti, la fase presidenziale della carriera politica di Kenneth Kaunda è stata caratterizzata dal concetto del partito unico per mantenere l’unità nazionale e dalla propaganda mirata al culto della personalità e al suo consolidamento come vero unico padre e capo dello Stato. A questo bisogna accompagnare anche la teorizzazione dell’Umanesimo zambiano. Questa ideologia era composta da una combinazione di molti elementi: le tradizioni africane, il socialismo, il cristianesimo radicale, l’umanesimo esistenziale e le convinzioni personali di Kaunda. Alla base di questo pensiero c’è il desiderio di liberarsi dal passato coloniale e di creare un’identità nazionale centrata su valori che considerava fedeli all’eredità africana e al suo background cristiano.

Un importante cambiamento nella struttura dell’economia dello Zambia arrivò con le Riforme Mulungushi dell’aprile 1968. Kaunda dichiarò la sua intenzione di acquisire una partecipazione azionaria (di solito il 51% o più) in una serie di importanti società di proprietà straniera, da controllare attraverso l’Industrial Development Corporation (IDC). Questo insieme ad altre riforme economiche hanno portato ad un’iniziale crescita e spiraglio di speranza verso un futuro migliore, ma dopo pochi anni tutto crolla. Nel 1986 lo Zambia aveva il secondo debito più alto di qualsiasi nazione al mondo, rispetto al suo prodotto interno lordo (PIL). La continua crisi economica influisce anche sull’aspetto politico, tanto da portarlo poi nel 1991 alle dimissioni e ad indire elezioni democratiche e multipartitiche.

Oggi

Egli fu il terzo segretario del Movimento dei paesi non allineati e due volte presidente dell’Organizzazione dell’unità africana. Nonostante vari processi riguardo all’accusa di non essere realmente uno zambiano (accusa arrivata dal suo successore Chiluba), Kaunda continua la sua vita in Zambia senza mai ritornare politica.

Ormai anziano, si limita a dare consigli come vecchio saggio, non solo ai successivi presidenti zambiani, ma anche a presidenti di altri paesi africani e gode comunque del rispetto dovuto in quanto padre della nazione. Kaunda è uno degli ultimi grandi leader africani degli anni ‘60 ancora in vita. 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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