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Il paese di Mandrake – Week News 046

Ci lascia in punta di piedi, proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno, il grande Gigi Proietti. Non solo questo lutto, ma forse anche la politica italiana ci ha abbandonati.

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Buon lunedì amiche ed amici,

Il paese di Mandrake si è risvegliato più povero di quella dolce allegria che soltanto un’artista in tempo di guerra silenziosa e nefasta poteva regalare ad un popolo stanco come soltanto Trilussa aveva saputo fare anni fa. Si, amiche ed amici, oggi siamo più poveri! Oggi abbiamo perso Gigi Proietti, non solo un attore di teatro, ma un artista che ha raffigurato virtù e vizi dell’Italia. Un quasi collega perché, nei vari necrologi che ho già letto da stamattina, ho scoperto che gli mancavano 6 esami per la laurea in Giurisprudenza quando ha deciso di scegliere l’arte sopraffina del raffigurare attraverso i propri gesti e le proprie pose la realtà che ci circonda.

Insomma, meno male che ha scelto di non fare l’avvocato.

Con Proietti finisce un’epopea degli artisti impegnati, e finisce ma allo stesso tempo ricomincia con la nuova generazione di attori e attrici una nuova rappresentazione della realtà dettata non più dall’inesorabile scorrere del tempo scandito da cambi di passo lenti e macchinosi, ma dalla rapidità dei nostri tempi dove Politica, Medicina e l’Uomo sono inghiottiti dall’immediatezza di una stories su Instagram o dal bisogno di fare una diretta Facebook per esternalizzare i nostri sentimenti.

Che sia meglio o peggio? La risposta è “lo scopriremo solo vivendo” il nostro tempo così come ci appare, pieno delle sue consuetudini e delle sue contraddizioni positive e negative. Stamattina, le brutte notizie però non sono finite con la scomparsa del core de Roma. Infatti, in aula a Montecitorio il nostro primo ministro Giuseppe Conte, ha deciso di non decidere o meglio ha deciso che a decidere sarà la razionalità dei numeri o meglio dell’indice “RT” cioè l’indice di contagio.

Lo dico chiaramente, se la Politica in Italia è morta, ora gli stiamo facendo il funerale

Io non mi spiego, come sia possibile che un governo non decida e per giunta dia soltanto dopo 8 mesi di pandemia le linee guida per autorizzare dei lockdown locali, o meglio l’apertura di “zone rosse” dove applicare misure restrittive contro l’aumento esponenziale di contagiati.
Sia ben definito che sia maggioranza che opposizione stanno fallendo nei loro compiti di rappresentare al meglio i cittadini italiani, e quindi mentre noi “perdiamo tempo” la Francia di Macron e la Germania di Merkel sono già in lockdown.

Al netto del fatto che, abbiamo sbagliato a riaprire i collegamenti con l’estero e quelli interregionali rimischiando il contagio e non creando zone franche così come sostenuto anche in modo molto colorito dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca, oggi è il tempo di scattare non quello di galleggiare.

L’Italia non deve perdere tempo per due fattori: uno sanitario e uno economico, quindi sociale

Sul lato sanitario abbiamo le regioni del Sud che scontando un deficit strutturale incolmabile in 6 mesi, non sono per nulla preparate ad un aumento a dismisura non solo delle terapie intensive ma di tutto l’indotto sanitario perché non si debba mai scegliere se curare una semplice appendicite o un paziente affetto da Covid19. Sul lato economico, invece, bisogna attuare un piano di medio periodo e non navigare a vista sugli aiuti economici da dare a chi dovrà restare chiuso per garantire meno occasioni di contagio possibili.

Vi invito ad una riflessione, se partendo da oggi programmiamo la chiusura di palestre, bar, ristoranti e attività ricettive in genere con un ristoro del 100 % sul fatturato stesso periodo 2019 e la completa/rapida cassa integrazione per tutti i lavoratori di questo indotto. Insomma, se isoliamo le principali situazioni di contagio, insieme ai trasporti pubblici che da nuovo DPCM in definizione saranno finalmente con capienza al 50 %, per 30 giorni potremmo avere la possibilità di avere durante le feste natalizie una leggerissima ripresa dei consumi, importante per il morale e per l’economia reale. Perché non pensarci? E soprattutto perché non farlo già da una settimana non creando una situazione di disagio sociale? Ai posteri l’ardua sentenza.

In Campania…

VINCENZO DE LUCA PRESIDENTE REGIONE CAMPANIA

In Campania, la situazione sta diventando incandescente, e stavolta non per le dichiarazioni forti del governatore De Luca, l’ultima uscita a suon di “latte al plutonio” e di “OGM” è stata l’ennesima dimostrazione di come ai media italiani e ad una certo modo di fare politica piaccia esclusivamente parlare della forma e non della sostanza.

Siamo chiari, non passerà mai nessuna offesa verso una bambina o una madre che la accompagna a scuola, ma le parole del governatore della mia regione criticavano e contestavano altro (si legga un certo modo di fare informazione). Ad oggi nel 2020, ci vuole davvero coraggio nel dire che l’informazione non può essere davvero fatta da tutti, come nel caso dei talk che l’abilissima diretta Instagram di Roberto Saviano, di ieri pomeriggio, ha messo nel mirino tutta quella parte di comunicazione che disinforma e crea falsi miti.

Proprio questa “palude dell’informazione e della gestione della cosa pubblica” nel paese di Mandrake che fa paura, ma allo stesso tempo deve spronare la mia generazione a dare di più per il nostro paese non solo in termini di proposta politica ma nell’intero insieme del rapporto tra giovani e società.

Ad Ercolano crescono i contagi

La mia città, Ercolano, registra come tutte le cittadine della provincia di Napoli, un continuo ed inesorabile aumento dei casi di Covid19, onestamente non capisco come ancora ci possano essere negazionisti o persone che pensano che sia soltanto un raffreddore. Ercolano ha un cuore grande, e anche se alcuni cittadini la offendono non rispettando le regole anti contagio, si saprà rialzare da questi tempi bui. Anche se la notte peggiore sarà soltanto quando non crederemo più in noi stessi.

La verità è che noi giovani, ci sentiamo da troppo tempo messi da parte, ma questo avviene perché siamo divisi e pensiamo che seguendo qualcuno e non qualcosa possiamo ottenere un ruolo oppure la possibilità di decidere. Questa pandemia ci sta insegnando il contrario, ognuno nel proprio campo può fare la differenza se crede realmente in quello che compie e può progettare la propria esistenza in funzione delle proprie ambizioni personali.

Tutto questo lo ha saputo esprimere con una frase Barack Obama: “That’s What We Do”, per capire meglio di cosa parlo guardate questo video.

Tazzina di caffè: questa settimana se avete 5/6 ore disponibili concludete la trilogia di Suburra, un racconto bellissimo della Roma nera e malavitosa con una bellissima interpretazione di Alessandro Borghi. Questi sono i migliori regali che Netflix può farci.

ps. Vi invito a leggere “Dear Bettino”, un bellissimo articolo di Andrea Ciriello perché forse in questo momento ci mancano dei politici che decidono, nel bene e nel male, come Bettino Craxi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

P.Avvocato lavoro presso Eni Gas e Luce s.p.a. 27 Anni. Vivo ad Ercolano (NA). - Sono Consigliere del Forum dei Giovani di Ercolano con delega al Forum della Città Metropolitana di Napoli. - Coordinatore del Comitato Territoriale di Italia Viva Ercolano. - Capo Allenatore per la Prima Divisione dello S.C. Ercolano. Mi piace scrivere di politica, cultura, sport e sono un grande tifoso del Napoli.

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