Connect with us

Sport

La rinascita del Milan: da Ibra a Ibra

Zlatan Ibrahimovic, dopo il suo ritorno al Milan, ha cambiato volto alla squadra allenata da Stefano Pioli. I rossoneri si stanno rivelando una delle concorrenti per la vittoria dello Scudetto. Cos’era cambiato dopo l’addio di Ibra nel 2012? Come sarà il nuovo Milan?

Published

on

Zlatan Ibrahimovic si sta dimostrando ancora una volta l’uomo del destino del Milan. Zlatan, tornato al Milan dopo 8 anni, ha cambiato il volto della squadra allenata da Stefano Pioli. Dalla scorsa stagione, più precisamente dopo il lockdown, la squadra rossonera non si è mai fermata, come dimostra la striscia di 27 risultati utili consecutivi: 23 vittorie e 4 pareggi tra Serie A, Coppa Italia ed Europa League.

Dopo la vittoria per 2-1 in trasferta in casa dell’Udinese, la partenza stagionale, 10 vittorie e un pareggio, si avvicina ai picchi massimi, raggiunti solo da Fabio Capello alla guida del Milan nella stagione 1992-93, vincendo tutte le partite. Inoltre, per la prima volta nella sua storia, il Milan ha segnato almeno 2 gol in 13 partite consecutive.

Il primo Milan di Ibra

Ibrahimovic sbarca per la prima volta nella Milano rossonera nel calciomercato estivo 2010, quando un blitz di Adriano Galliani, ai tempi amministratore delegato, strappa il gigante svedese dai catalani del Barcellona con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 24 milioni di Euro.

Nel primo anno in rossonero, Ibrahimovic colleziona 22 gol e 12 assist in 42 presenze stagionali, regalando al Milan il suo 18esimo Scudetto, l’ultimo prima del dominio Juve negli ultimi 9 anni. Al secondo anno a Milano, Ibra buca la porta 35 volte, fornendo 12 assist in 44 uscite stagionali.

Zlatan non disputa la sua terza stagione consecutiva a San Siro perché si trasferisce, nella finestra estiva di calciomercato del 2012, alla squadra francese del Paris Saint-Germain, assieme ad una colonna della difesa milanista, il brasiliano Thiago Silva. Da quella stagione, il Milan, dopo aver perso Ibrahimovic e Thiago Silva, perde molte delle sue leggende: Alessandro Nesta, Clarence Seedorf, Rino Gattuso, e infine SuperPippo Inzaghi.

Dopo la fine della stagione 2012-2013 il Milan entra in un vortice di difficoltà. La seconda stagione post-Ibra porta al Milan l’ottavo posto in serie A e la non qualificazione nelle coppe europee dopo molti anni. Il punto più basso della storia recente del Milan arriva nella stagione 2014-15, con il 10° posto nella classifica del campionato di Serie A.

I cambi di proprietà

Dalla fine della presidenza di Silvio Berlusconi in casa rossonera, avvenuta nel 2017, il Milan ha subito 3 cambi di proprietà. La storia di Silvio Berlusconi al Milan è stata segnata da tanti importanti successi. Il Milan, sotto l’ex Presidente rossonero, ha vinto otto Scudetti tra il 1987 e il 2011, cinque Champions League, una Coppa Italia, sei Supercoppe Italiane, due Coppe Intercontinentali e una Coppa del Mondo per club, per un totale di 29 trofei, facendone il più vincente Presidente della storia del calcio, come anche Santiago Bernabeu, in carica come Presidente del Real Madrid dal 1943 al 1978 e anch’egli vincitore dello stesso numero di trofei.

Dopo 30 anni, 9 mesi e 3 giorni di presidenza di Silvio Berlusconi, tutte le quote in possesso del gruppo Fininvest sono state cedute nell’aprile del 2017 all’imprenditore cinese Yonghong Li, per una cifra totale di 740 milioni di Euro.

L’imprenditore asiatico è stato il secondo Presidente straniero a ricoprire la carica di presidenza del società calcistica milanese, perché non tutti sanno che l’inglese Alfred Edwards era stato il co-fondatore e primo Presidente del Milan, in carica fino al 1909. Nel 2018, il fondo americano Elliott ha assunto il controllo del club rossonero, a seguito dell’inadempimento delle obbligazioni da parte del Presidente uscente Yonghong Li. Di conseguenza, dopo 11 giorni da questa dinamica, l’imprenditore cinese e’ stato sollevato dalla carica di Presidente a seguito della decisione presa dall’assemblea dei soci.

Paolo Scaroni, membro del Consiglio d’Amministrazione, è stato eletto nuovo Presidente alla guida del Milan. La prima stagione con Scaroni come Presidente, ha visto il Milan al 5° posto in zona Europa League, dopo la conquista di 68 punti: la migliore stagione da quella 2012-13 quando arrivarono in Champions League. A fine campionato, la società rossonera ha visto sfumare la possibilità di giocare l’Europa League nella stagione successiva, per effetto della sentenza del TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport) di Losanna, a seguito di violazioni del FPF (Fair Play Finanziario) in due periodi distinti tra il 2014 e il 2018.

Il giro degli allenatori

Foto Alfredo Falcone – LaPresse07/10/2018 Roma ( Italia)Sport CalcioLazio – FiorentinaCampionato di Calcio Serie A Tim 2018 2019 – Stadio Olimpico di RomaNella foto:pioliPhoto Alfredo Falcone – LaPresse07/10/2018 Roma (Italy)Sport SoccerLazio – FiorentinaItalian Football Championship League A Tim 2018 2019 – Olimpico Stadium of RomaIn the pic:pioli

Dal 13 gennaio 2014, giorno dell’esonero di Massimiliano Allegri dalla panchina del Milan, nessun tecnico è riuscito a sedere sulla panchina rossonera per più di 2 stagioni. Seguendo la filosofia del Presidente Silvio Berlusconi e di Adriano Galliani “Il Milan ai milanisti”, il successore di Max Allegri è l’ex fuoriclasse milanista Clarence Seedorf, che nella stagione successiva viene rimpiazzato dall’ex compagno di squadra Pippo Inzaghi. SuperPippo, nonostante la non partecipazione del Milan alle coppe europee, è artefice della stagione dei 52 punti ed il conseguente decimo posto in serie A.

Inzaghi viene rimpiazzato da Sinisa Mihajlovic, a stagione in corso, e dopo conflitti interni con il Presidente Berlusconi viene esonerato, sebbene il raggiungimento del 6° posto in campionato. Dopo questo, l’ex rossonero Cristian Brocchi ricopre il ruolo di allenatore del Milan per tutta la stagione 2015-16, scivolando al 7° posto nella classifica di Serie A. Nella seguente stagione viene ingaggiato Vincenzo Montella, che regala al Milan un posto in Europa League, venendo poi esonerato nella stagione successiva gli ultimi giorni di novembre.

Un altro grande ex del Milan a ricoprire la carica di allenatore è Rino Gattuso, che subentrando a Montella, sfiora il pass per la Champions League, fallendo una partita decisiva a soli 10 minuti prima del triplice fischio dell’arbitro. Nonostante ciò non riceve la conferma per la stagione successiva. Marco Giampaolo è l’uomo chiamato a sostituire Rino, ma viene poi esonerato solo dopo 3 mesi, il 9 ottobre 2019. Il tecnico scelto dalla dirigenza del Milan per far tornare grande il club è Stefano Pioli, che fino ad ora non sta deludendo le aspettative. Nel post lockdown il suo Milan sta macinando punti e avversari a raffica, viaggiando ad una media punti da Scudetto.

La vicenda sponsor

Adidas, lo storico sponsor tecnico della gestione Berlusconi, interrompe la partnership con il Milan alla fine della stagione 2017-2018. Il brand con le tre strisce, pone fine ad un rapporto con il club rossonero che durava dal lontano 1998. La società tedesca aveva firmato nel 2013 un contratto decennale con il Milan, che permetteva al club di ricevere 19,7 milioni di Euro a stagione. Adidas aveva deciso, però, di concludere anticipatamente il contratto, a seguito della possibilità, data dalla vecchia proprietà (Berlusconi) di interrompere il rapporto di partnership in caso di risultati sportivi deludenti.

E’ così che altro brand tedesco, Puma, sigla con la società rossonera, un accordo valido dal 1° luglio 2018 fino al 2023, a 15 milioni di Euro a stagione. Il Milan nello stesso anno viene lasciato da un altro sponsor. L’azienda tedesca e produttrice automobilistica Audi ha interrotto il rapporto di partnership con il club rossonero nel marzo 2017.

La maledizione della numero 9

UDINE, ITALY – NOVEMBER 04: Gonzalo Higuain of AC Milan looks on during the Serie A match between Udinese and AC Milan at Stadio Friuli on November 4, 2018 in Udine, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Dall’addio di Pippo Inzaghi nel 2012, nove sono stati i giocatori ad indossare l’ambita maglia numero 9, tuttavia, nessuno di loro è riuscito a farla brillare come tra il 2001 e il 2012, periodo nel quale Inzaghi l’ha indossata, mettendo a segno 126 gol in 300 partite.

Alexandre Pato diventa il primo numero 9 post-Inzaghi nella stagione 2012-13. Il brasiliano porta la numero 9 solo fino a gennaio della stessa stagione, per poi trasferirsi in Brasile. Inizialmente ritenuto l’erede ideale di Pippo, esordisce a 18 anni, fa due stagioni ad alto livello, ma successivamente delude le aspettative della società e dei tifosi, a causa soprattutto di guai fisici che lo hanno coinvolto.

Nella stagione successiva, Alessandro Matri, dopo le esperienze positive con Cagliari e Juventus, approda alla corte rossonera, guadagnando fiducia tale da meritare la maglia numero 9. Fiducia che non viene ripagata poi, a seguito di prestazioni deludenti: 15 partite in Serie A e un solo gol.

Fernando Torres, dopo aver incantato nell’Atletico Madrid e nel Chelsea, viene proclamato nuovo centravanti del Milan. Purtroppo però non si riprende da un infortunio, che gli compromette l’esperienza rossonera (1 gol in 10 partite) terminando il prestito già a gennaio 2015.

Dopo Torres, la 9 viene indossata da Mattia Destro, che segna solo 3 gol in 15 partite. Luiz Adriano è il nuovo numero 9 del Milan che nella stagione 2015-16 ha messo a segno solo 6 gol. Nella stagione successiva il capocannoniere della Serie B, Gianluca Lapadula, viene acquistato per 9 milioni di Euro + 1 di bonus, tuttavia delude anche lui.

Il nuovo fenomeno del calcio portoghese, André Silva, viene acquistato dal club rossonero nella sessione del calciomercato estivo del 2017, ma anche lui non è all’altezza delle aspettative di inizio stagione. Il bilancio è negativo: 10 gol in stagione.

Gonzalo Higuain viene scelto dalla società rossonera come nuovo 9 nella stagione 2018-19. Dopo aver battuto il record di 36 gol in Serie A, con la maglia del Napoli, l’ex Juventus segna con il Milan 8 gol in 22 presenze, finendo in prestito al Chelsea a gennaio.

L’ultimo attaccante ad indossare la 9 nel Milan è stato Krzysztof Piatek. Il calciatore polacco, dopo mezza stagione al Genoa, segna con i rossoneri 19 reti in 21 partite. La dirigenza del Milan è finalmente convinta ad aver trovato il nuovo erede di SuperPippo Inzaghi, acquistando il calciatore per una cifra attorno ai 35 milioni di Euro più bonus. Piatek nella sua prima stagione in maglia rossonera sceglie la numero 19. Nella seconda parte di stagione, il polacco mette a segno 11 gol in 21 partite, facendo intravedere numeri di gran lunga migliori rispetto a quelli dei suoi predecessori. Il calciatore polacco del Milan per la stagione 2019-20 cambia numero di maglia, passando dalla 19 alla 9. Alla sua seconda stagione col Milan, Piatek segna 13 gol in 36: finisce a gennaio in prestito all’Herta Berlino.

Il secondo Milan di Ibra

Milan Cagliari 3-0: gol e highlights. Autogol di Klavan, poi Ibra e  Castillejo | Sky Sport
Fonte: Sky Sport

Dal ritorno del 39enne Ibrahimovic nel gennaio di quest’anno il Milan ha cambiato decisamente pelle. Con Zlatan la squadra sta avendo risultati inaspettati fino allo scorso anno, dimostrandosi, giornata dopo giornata, una delle pretendenti alla vittoria dello Scudetto, insieme ai campioni incarica della Juventus, l’Inter e l’Atalanta.

Ibra, oltre ad alzare il livello di tasso tecnico della squadra, sta avendo un effetto positivo nelle prestazioni di tutti i componenti della rosa, spronando, con la sua mentalità da campione, i calciatori a dare il meglio di sé stessi in ogni partita.

Calhanoglu, il 10 del Milan, nella scorsa stagione dopo l’arrivo di Ibra è diventato un altro calciatore, ha dato il meglio di sé, registrando, tra gol e assist, numeri impressionanti dopo il lockdown. Anche Franck Kessiè sembra essere rigenerato dopo la “cura Ibra”, che dopo l’arrivo dello svedese è uno dei pilastri del centrocampo milanista, precedentemente ritenuto un esubero.

Dalot, Brahim Diaz e Tonali, acquistati nell’ultima finestra di calciomercato estivo, sono alcuni dei giovani che stanno portando il Milan ad ambire ai primi posti in classifica e per il ritorno in Champions, atteso da molti anni, seguiti dal “fratello maggiore” Ibrahimovic. Ibrahimovic riuscirà, insieme ai suoi compagni di squadra, a far tornare il nome del Milan grande come quello di un tempo? Il destino passa per i piedi di Ibra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il mondo dello sport ed in particolare del calcio rappresenta una delle mie più grandi passioni, oltre al grande interesse e dedizione per le lingue, l’economia e le relazioni internazionali che attualmente approfondisco nelle mia città, Venezia. Scrivo articoli inerenti al panorama musicale, che amo e seguo con particolare interesse, ed in particolare, mi occupo della redazione di articoli sportivi con spiccato interesse per il mondo calcistico, ponendo uno sguardo alla salute e al benessere sociale ed economico del nostro paese e dell’intera umanità.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trending