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Anima e animus

Non c’è uno senza l’altro, l’equilibrio fra queste due polarità si ha voltandosi alla consapevolezza, eliminando ogni preconcetto.

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“la psiche è una combinazione di principi maschili e femminili, così come una candela è l’insieme di luce e ombra” .Yin e Yang, nero banco, Adamo e Eva, donna uomo, maschile e femminile. Due matrici che sono insite in tutti noi. In base al nostro vissuto e al nostro sesso, abbiamo sviluppato di più una rispetto l’altra. La parola integrità è molto forte, rappresenta l’essere consapevole di questa dualità intrinseca. Lo stesso Jung il maschile e il femminile lo chiamava anima e animus. Avete mai osservato le loro caratteristiche?

L’integrità di ambedue i modelli, si realizza con la consapevolezza, perché noi sappiamo dentro chi siamo. Senza paura e pregiudizio, l’ uomo deve sposare gli aspetti femminili, “vulnerabili” di se stesso e lo stesso la donna deve accogliere aspetti assertivi e “penetrativi” del mondo. L’equilibrio fra queste due polarità è un traguardo che avviene con la conoscenza e consapevolezza, non dal giorno e la notte, quindi è essenziale scrollarsi di dosso tutte le resistenze e preconcetti che si possono aver accumulato dalla nostra nascita a oggi.

Maschile e femminile

Come tutti sappiamo l’emisfero sinistro agisce sulla parte destra del corpo e viceversa, per il femminile. L’emisfero sinistro ovvero il MASCHILE, YANG ANIMUS, di preciso pensa al passato e gestisce il futuro. Una malattia o un acciacco i questa zona del corpo può significare molti aspetti inconscio. Detto ciò la qualità è il ragionamento, la catalogazione, la confrontazione… E’ la voce che dice “io sono” quindi si individua, si separa dal resto dell’universo. E’ la nostra parte più terrena. Sia uomini che donne hanno queste qualità utili alla sopravvivenza, ma possono anche sfociare nel: bastardo, ribelle, scontroso, distruttore e vendicativo.

Il contrario l’emisfero destro che rappresenta la parte sinistra del corpo, sta a indicare il FEMMININO, YIN, ANIMA. Coglie il mondo con i sensi, quindi tatto, odori, suoni, percepisce le sensazioni, l’energia. Il collegamento con tutte le altre persone che sono in sintonia con noi, si collega con il resto dell‘universo. E’ la parte istintiva, sentimentale, emotiva e non meccanica ma fluida e agiata alla vita, infatti accoglie tutto ciò che accade; anche durante la penetrazione essa accoglie. Il femminile è legato a una ciclicità di: vita morte e vita, che solo lei è riuscita a sviluppare, in quanto dopo la morte lei accoglie la rinascita (attraverso il parto). Essa è la madre terra, è feconda come quest’ultima, sensibile, con un spiccato senso emotivo. Il suo lato oscuro è la cattiveria, la vera follia, che va integrato con le varie ferite che possono innescare certe reazione.

Il super ego maschile quindi giudicherà le tue azioni in maniera pratica pensando al futuro come farebbe un padre, invece il super ego femminile tende a consigliarti di fare la cosa che senti. Avere queste due polarità è naturale. La prima ha un istinto terreno, la seconda amorevole.

Una persona integra e completa ha entrambi questi aspetti marcati con consapevolezza. Negli anni si sono creati vari preconcetti sia per la donna che per l’uomo, che hanno influenzato nei secoli la persona. L’uomo, è uomo solo se rappresenta lo stereotipo della virilità, se piange o è sensibile è visto come una famminuccia ovvero debole. La donna intraprendente invece viene vista come un maschiaccio. Oggi ciò è meno marcato, ma la scia di questi preconcetti sono ancora memorizzati nelle nostre cellule.

Questa memoria impedisce l’evoluzione, essendo cresciuti con questa abitudine ciò viene visto come un paradosso, ma avere un lato maschile e femminile dentro di noi è sintomo di una maturità nel nostro modo di vivere. Oggi questa informazione destabilizza maggiormente l’uomo, esso fa più fatica ad abbracciare l’archetipo femminile che è presente in se stesso, perché per gli inconsapevoli viene vista come una vergogna. Il risultato è che lo sviluppo psicologico di entrambi i sessi viene compromesso. La svalutazione dell’ archetipo femminile, da parte della società patriarcale e la predominanza della persona (maschera, del “potente”), hanno reso comune il non essere mai sinceri nella realtà.

Amore materno e paterno

In natura siamo circondati dalla dualità, tanto che anche la psiche umana è composta, come abbiamo già detto di maschile e femminile. Il classico modello con cui abbiamo da sempre convissuto è la madre e il padre. L’amore materno se ci pensate è incondizionato, senza regole, lei ama gratuitamente. Al contrario l’amore paterno ama se c’è un motivo, se te lo meriti, ama se ha una ragione di farlo. Tutti noi sogniamo l’amore materno che ci rende unici, ma è un amore che se fosse assoluto diventerebbe pericoloso, ci imprigionerebbe in casa (utero domestico).

Le persone per questo ad un certo punto si distaccano dalla madre e cercano il padre: colui che ci fa uscire di casa, che ci fa scoprire il mondo e le tattiche per lottare in società. Se questa fortuna non accade la conseguenza e il senso di smarrimento al mondo terreno, che ne consegue la maturazione di essere la parte mancante di se stessa. Questo avviene con fatica in quanto quella sicurezza paterna verrà poi ricercata nel partner inconsciamente, questo è abbastanza nocivo perché non porterà alla maturazione.

 Non per caso in ebraico il cervello viene designato col nome “mochin”: “i cervelli”, più di uno. Nella terminologia della Kabalah si tratta di Chokhmà (Sapienza) e Binà (Intelligenza). La prima si trova nell’emisfero destro, che grazie all’intuizione ha la capacità di concepire idee elevate e complesse. Si concepiscono temi al di sopra della logica, una facoltà per la quale il simbolo, il paradosso, l’enigma, il lato romantico, artistico e creativo di una data situazione, sono pane quotidiano, è un aspetto femminile, per questo il sacro è femmineo.

La seconda facoltà, Binà, risiede a sinistra, e costituisce la capacità di afferrare il lampo di Chokhmà e gli da forma e concretezza, analizza e spiega a seconda dei concetti logici. Grazie a Binà, le rivelazioni di Chokhmà vengono assimilate dall’intelletto, trasmesse e comunicate, trasformate in progetti pratici e concreti. Binà è raziocinio, linguaggio, rigorosità e senso pratico, è la rudezza maschile.

Non c’è maschile senza femminile e non c’è femminile senza maschile. Sono due metà della mela, la parte naturale intrinseca dell’umanità e voltarsi a questa consapevolezza porta alla conoscenza di se stessi. Perciò grida alla tua mente analitica la tua parte esoterica, perché rappresenta la verità.

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Sono una ventenne autrice di emozioni. Mi sono fatta trasportare dalla passione per la scrittura, che di conseguenza mi ha portata a frequentare la facoltà di lettere. Per continuare in un futuro a coltivare scrivendo, la mia voglia di abbattere le mura di protezione che le persone si creano per la paura di conoscere.

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