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Cultura

Il Controcampo: Transcending Time, un corto che lascia ad occhi aperti

Abbiamo avuto l’opportunità di fare quattro chiacchiere con la giovane cineasta Julie Ramona Tjalas che uscirà nel 2021 con il suo cortometraggio Transcending Time.

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Transcending Time è un cortometraggio scritto e diretto dalla giovane cineasta emergente Julie Ramona Tjalas, classe 1997 di Tucson, Arizona, che ho avuto l’onore di conoscere durante uno stage al Festival di Cannes, dove ha vinto il Colin Higgins Foundation Award. Il cortometraggio, presentato come film di tesi alla Arizona State University nel 2020, è stato inviato ad oltre 25 festival in giro per il mondo, e si è aggiudicato miglior regia, miglior sceneggiatura e il Dalea Faulkner Award al Show Low Film Festival.

Julie Ramona Tjalas, 23

Credo che sia fondamentale introdurre queste personalità emergenti all’interno della nostra attenzione e delle nostre conversazioni, nonché i temi cruciali che storie come questa trattano. Julie, che si occupa di regia, produzione, montaggio, cinematografia, scrittura, chi più ne ha più ne metta, ed è una fiera sostenitrice dei diritti LGBTQIA+, ci presenta un racconto che per lei è molto personale ma è anche di enorme rilevanza per il mondo in cui viviamo. La storia è quella di Billie (Cyd Gambill), ragazzo transgender (FtM) che si ritrova incastrato in una spirale di pensieri autodistruttivi. Sull’orlo della disperazione, inizia a considerare l’autolesionismo ed il suicidio. A fermare la sua lama sarà un intervento dal futuro, un curioso uomo che sostiene di essere Billie stesso (con il nome di Clark Newman, interpretato da Gene Ganssle), dopo la transizione.

Il cortometraggio sarà disponibile a partire da Maggio 2021, a causa dell’esclusività richiesta dai film festival. Intanto, Julie è stata così gentile da concedermi un’intervista sulla sua nuova produzione. Vi invito a seguire la sua casa di produzione su instagram, Shoes Untied, e di vedere il trailer a questo link. Tenete un occhio fisso su questa giovane donna, perché la risentiremo sicuramente.

Cyd Gambill nel ruolo di Billie
  • A quale festival si trova al momento il cortometraggio?

Al momento è stato selezionato per il Trans Stellar Film Festival, un festival di film lgbtq, specie di fantascienza. Questo è il suo secondo festival, mentre sto ancora aspettando risposta da una decina di altri. Ho ricevuto diversi no, il panorama dei festival è molto più competitivo di quanto mi aspettassi. Sapevo che sarebbe stata dura, ma molti di questi festival sono competitivi, non solo quelli al livello di Sundance.

C’era un festival in Nuova Zelanda che ha ricevuto 2000 progetti, tutti cortometraggi. Ma voglio davvero mettere il mio nome là fuori e creare una collezione di allori. Quando arriva ai festival, piace molto alle audience. Molte persone mi hanno anche detto che il film li ha fatti piangere. Ho anche vinto il Director’s Award for Visions and Voice della mia università, e tre premi a Show Low. Quindi quattro, per ora.

  • Cosa ti ha ispirata a scrivere questo film?

Sono sempre stata interessata all’essenza del processo di transizione, nonché all’idea di poter tornare indietro, di poter dire: “Ehi, so che non stai bene adesso, ma indovina: io sono te”. Mi ricordo quando ho chiesto su internet se le persone potessero parlare ai sé giovani, cosa direbbero, e molte persone hanno scritto che sarebbero crudeli con loro stessi. Credo che non dobbiamo essere solo più gentili con gli altri, ma anche e soprattutto con noi stessi, e portare pazienza mentre stiamo ancora imparando. Mi ha ispirata molto il fumetto All Star Superman.

C’è una pagina in cui una ragazza sta per buttarsi, e Superman arriva e le dà parole di conforto, la abbraccia e dice: “Sei molto più forte di quanto credi”. Questa linea di dialogo si trova anche nel film – l’uomo adulto guarda il poster di Superman nella camera del ragazzo e lo dice. L’uomo del futuro si chiama Clark, come il suo supereroe preferito, ed indossa un completo giacca e camicia, mentre nel poster Superman si sta strappando la giacca per rivelare il suo stemma. Non credevo che avrei scelto questa idea per il mio cortometraggio di tesi, all’inizio volevo fare qualcosa di post-apocalittico, ma sono contenta di non averlo fatto perché sarebbe stato molto più difficile e costoso.

Gene Ganssle, professore alla Arizona State University e interprete di Clark
  • Come pensi che si inserisca un film del genere nel periodo che stiamo vivendo, e che importanza pensi che abbia?

Credo che sia molto importante. Parte del perché ho fatto questo film è per promuovere l’empatia, specialmente verso gli uomini trans e l’identità maschile trans, perché credo che non sia sufficientemente rappresentata nei media. Credo che la chiave all’omofobia sia la mancanza di empatia, e quella deriva dal fatto che molte persone omofobe non conoscono nessuno che sia trans.

Credo che non solo presentare personaggi del genere sullo schermo, ma creare anche un collegamento emotivo, porti ad un bilanciamento nel discorso. Ecco la posizione che [il cortometraggio] occupa: un tassello nel crescente movimento verso una discussione più aperta. 15 anni fa i personaggi trans non erano mai rappresentati in materiali mainstream, o se lo erano non era in modo positivo.

  • Che risposte ha ricevuto?

Risposte molto positive, nessuno finora ha avuto delle critiche forti, tutto il processo è stato davvero positivo. Molte persone restano commosse, e Transcending Time ha ricevuto un gran numero di domande al pannello dei registi, anche 8 di fila. Le persone ne sono interessate, ed è stata una boccata d’aria fresca. Sono curiosa di vedere dove andrà, credo che lo manderò sulla piattaforma Omeleto, e non vedo l’ora di vedere quale sarà la risposta là. Credo che abbiamo anche fatto un buon lavoro a trattare l’autolesionismo con delicatezza. Ho decisamente imparato molto rispetto all’ultimo anno di liceo, e sono curiosa di vedere cosa ha in serbo il futuro.

  • Hai qualche racconto interessante del set?
La locandina ufficiale del cortometraggio, che uscirà a Maggio 2021

Ne ho un paio. La scena più difficile da girare è stata quella dei palloncini, in cui i pensieri negativi attraversano il cielo (ndr la scena si trova nel trailer), dal punto di vista tecnico almeno. Non era esattamente una giornata ventosa, vi era solo un po’ di brezza. Catturare quelle immagini, metterle a fuoco, aspettare che i palloncini fossero nell’inquadratura e che vi rimanessero abbastanza è stato molto difficile.

Il secondo giorno stavamo girando la scena dell’autolesionismo, e l’attore principale si è chiuso in un armadio per 10 minuti, mentre ascoltava musica deprimente. È anzi arrivato troppo in fondo alle sue emozioni, e ho dovuto tirarlo fuori io da lì, perché la situazione stava diventando pericolosa. Volevamo che l’emozione fosse quella giusta, ma non volevamo che nessuno si facesse male. Inoltre è stata dura dover correggere la crew riguardo ai pronomi del nostro attore, perché sta interpretando un ruolo, ma il suo essere trans non è un personaggio, e ha avuto problemi di misgendering. Quello è stato un momento intenso.

Spero davvero di avervi messo una pulce nell’orecchio riguardo al lavoro di Julie Ramona Tjalas, cineasta a tutto tondo, fiera guerriera per i diritti civili, e splendida persona. Spero, con la mia piattaforma del blog, di poter aiutare anche solo un minimo a portare i riflettori su coloro che davvero amano il cinema, e vogliono usarlo per amplificare le loro stesse voci e far sentire ciò che hanno da dire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Margaret Duggan, studentessa italoamericana classe '96, proveniente da Lecce. Laureata in Cinema e Televisione alla California State University Northridge a Los Angeles e studentessa magistrale di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale a Bologna, ho lavorato a produzioni cinematografiche sia studentesche che professionali. Nel tempo libero mi piace andare in campeggio, nuotare, leggere, e ovviamente guardare film! Con la mia rubrica "Il Controcampo" vorrei mostrare ai miei lettori i lati meno conosciuti dell'industria del cinema. Insieme possiamo proiettarci nei teatri di posa, negli uffici di produzione, nei camerini degli attori, ed esplorare tutte le stanze della "fabbrica dei sogni"!

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