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C’era una volta l’America – Week News 047

Stati Uniti d’America, Unione Europea, Italia e Campania. Uno spaccato sulle notizie e sulle riflessioni da fare per la Politica e non solo. Buona Lettura!

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Buon inizio settimana a tutte e a tutti,

C’era una volta l’America, o meglio gli USA, patria delle opportunità e dell’individualismo che però costruiva uno spirito di comunità. Beh, l’individualismo è rimasto, la comunità un pò meno, perché con la vittoria al fotofinish con il voto postale del democratico Joe Biden contro l’attuale presidente Donald J. Trump pone gli USA dinnanzi ad un cammino di transizione democratica tra i più travagliati della loro storia.

C’è una pandemia in corso e decine di migliaia di vittime, le regole democratiche sono sotto attacco dall’attuale presidente e, nonostante, i social network stiano segnalando le fake news immesse dallo staff e dallo stesso Presidente Trump sui presunti brogli la situazione è incandescente perché da una parte c’è uno stato delle grandi città come New York o Los Angels e dall’altro ci sono gli USA del Midwest e della zona rurale che è impaurita e lacerata dagli scontri razziali mai del tutto sopiti.

Con la vittoria di Biden, l’Unione Europea festeggia perché la linea Trump del dialogo con il Regno Unito e con i singoli paesi europei verrà messo da parte grazie al ritorno del multilateralismo in chiave anti Russia e, soprattutto, anche per la recente e attualissima pandemia da Covid19 con l’obiettivo di limitare per quanto possibile le mire espansionistiche cinesi.

La situazione in Italia tra commedia e tragedia

Ex commissario per l’emergenza covid in Calabria, Saverio Cotticelli

In Italia la situazione legata al Covid19, sta assumendo dei toni tragicomici, con le opposizioni che attaccano il governo per la scelta del commissario alla sanità calabro che era stato designato proprio da Conte e Salvini nel governo gialloverde. Un paese che non trova pace, il nostro, che davanti ad una nuova terribile ondata di contagio si sta dividendo sempre di più in fautori di mille soluzioni diverse delle quali però nessuno sa effettivamente quale sia quella giusta, e quindi continuiamo a navigare a vista.

Terribile è la situazione negli ospedali di tutto il paese, e soltanto parlare di emergenza solo a Torino o solo a Milano o solo a Napoli fa un torto ad una categoria (quella del personale sanitario) che dopo questa pandemia potrebbe risultare decimata o comunque in forte difficoltà, perché mentre nella prima parte della pandemia la solidarietà l’ha fatta da padrone oggi si avvicendano stanchezza e anche un senso di malessere generalizzato dal fatto che gli sforzi compiuti nei mei scorsi sembrano vani.

In materia economica, il governo concede non solo il DL Ristori, ma anche il Ristori Bis per aiutare le fasce della popolazione non garantite da uno stipendio e martoriate dalla chiusura, senza contare che forse in questo momento storico anche per recenti dichiarazioni dei medici servirebbe di più un lockdown generalizzato e non soltanto la misura delle tre aree di rischio che, invece, a detta di molti esperti doveva essere prevista già da questa estate.

Noi Giovani vittime sociali di questa pandemia

A soffrire di tutto questo siamo noi, proprio noi giovani, che non siamo quelli degli apertivi o quelli che sono irresponsabili come qualcuno anche in questi mesi retoricamente ci ha descritto. Siamo noi la generazione che dopo due crisi economiche sulla nostra pelle sta gestendo una crisi sanitaria e sociale, in un modo che forse nemmeno ci fa accorgere come le cose più semplici oggi siano impossibili.

Essere animali sociali a 20 anni è una necessità della vita, esserlo a 60 anni è una fortuna da non dissipare. Proprio per questo, le vittime sociali di questa pandemia saremo noi, al netto della partecipazione sui social network e tramite mezzi informatici. La nostra generazione sta pagando un prezzo altissimo per quello che riguarda la cultura, la socialità e anche il vivere politico.

Noi Giovani giuristi liquidati con un post facebook

Il risultato lampante di tutto questo lo stiamo vivendo noi giovani giuristi che siamo stati liquidati amaramente dal Ministro Bonafede con un rinvio per l’esame di abilitazione forense tramite comunicazione su Facebook. Indecorose anche alcune uscite di chi dovrebbe, almeno sulla carta tutelarci. Si resta al palo di un mondo fermo negli anni 40′ del 900 e che vede tanti giovani cadere nello sconforto più totale davanti a tanto menefreghismo verso dei giovani professionisti.

Proprio sul vivere politico vorrei soffermarmi con voi, ricordo ancora quando a scuola ci raccontavano che nelle classi non si doveva fare politica, o ancora che alla maturità se parlavi di politica potevi metterti in difficoltà da solo. Ecco dicendo così, educando la nostra generazione con questo diktat, oggi stiamo scontando non solo un vuoto di partecipazione politica, che peggiorerà nei prossimi anni con la nuova crisi economica post pandemia, ma stiamo creando i presupposti per essere una generazione senza voce.

1989-1999: la generazione meno rappresentata in politica

Nel nostro piccolo lo vediamo tutti, e non cambia molto se tu sei del PD, di Italia Viva o di Fratelli d’Italia o della Lega, la generazione che va dal 1989 al 1999 è quella meno rappresentata o peggio rappresentata perché forse vale più quanti follower hai sui social network di quello che realmente pensi per migliorare cosa accade nella tua città o nel tuo paese.

L’ultima assemblea di Italia Viva, nonostante come sempre condividessi quasi al 90 % tutta la linea politica (vi invito a vedere l’introduzione di Matteo Renzi in materia di politica estera), tranne quella sulla riapertura della didattica in presenza che è un tragico errore che aiuta la pandemia vista la situazione delle infrastrutture italiane. Questa assemblea mi ha lasciato l’impressione di come anche questo partito nuovo, femminista proclamatosi giovanile non stia puntando nei quadri dirigenti sia nazionali che locali alla partecipazione vera ed effettiva di giovani capaci di elaborare un pensiero critico, e per giovani indico la generazione di chi è nato a fine anni 80′ e per tutti gli anni 90′.
Mi auguro di sbagliarmi per il bene del partito a cui ho aderito con gioia un anno fa, e per il bene del centro sinistra italiano.

Insomma, mentre in Campania in questi anni di governo De Luca non si sta costruendo niente di alternativo e concreto nel campo del centro sinistra e del riformismo consegnando la verve amministrativa dei prossimi 10 anni alla destra, nemmeno quella liberale, ma quella sovranista e nazionalista.

Nella mia Campania…

Intanto, tornando alla stretta attualità, segnalo la vicenda del forum dei giovani di Pompei che vergognosamente ha avuto un mandato di sfratto dal neo sindaco con una richiesta di riavere le chiavi della sede che sembra una ripicca nei confronti dell’ex presidente Salvatore Caccuri, oggi diventato un consigliere comunale di minoranza. Quando si dice incentivare la partecipazione giovanile alla vita della città, a Pompei dove ho tanti amici e un rapporto cordiale con i ragazzi del forum locale trovo profondamente ingiusta una situazione del genere, ancora più ingiusta quando si motiva questa scelta attraverso una scelta fatta per aiutare la Croce Rossa in un momento di emergenza nazionale. Bisogna chiedere ai giovani di aprire la sede alle esigenze della CRI, non chiedere le chiavi per sfrattarli, ecco cosa significa mortificare il lavoro di giovani che nel loro piccolo cercano di fare della loro città un posto migliore.

Ad Ercolano, intanto la situazione è stabile, ma comunque preoccupante con più di 540 contagi in città oggi spero che la giornata possa essere felice per tutti, in special modo al nostro primo cittadino, Ciro Buonajuto che oggi compie gli anni. A lui, vanno i miei migliori auguri per i suoi primi 43 anni, che la serenità di questo giorno possa aiutare lui e la nostra comunità ercolanese in questi giorni difficili.

Noi siamo quelli che resistiamo ai colpi, che non si arrendono, che trovano nell’altro anche se a distanza le motivazioni per lottare nel nostro piccolo per un mondo migliore.

Tazzina di caffè: questa settimana vi consiglio la visione di una serie tv su Netflix, “La Regina di Scacchi” un appassionante spaccato della vita geniale di una scacchista nel mondo degli anni 60′ degli USA con un interessante confronto tra l’individualismo USA e il collettivismo URSS.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

P.Avvocato lavoro presso Eni Gas e Luce s.p.a. 27 Anni. Vivo ad Ercolano (NA). - Sono Consigliere del Forum dei Giovani di Ercolano con delega al Forum della Città Metropolitana di Napoli. - Coordinatore del Comitato Territoriale di Italia Viva Ercolano. - Capo Allenatore per la Prima Divisione dello S.C. Ercolano. Mi piace scrivere di politica, cultura, sport e sono un grande tifoso del Napoli.

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