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Economia

Quanto costa la pandemia all’economia italiana?

Sentiamo spesso parlare di crisi economica dovuta all’arrivo del Covid-19 nel nostro paese, ristoratori infuriati contro i Dpcm e le ordinanze di regione, ma quanto costa effettivamente?

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Per cercare di avere un’idea più chiara su quale sarà il prezzo che la nostra economia e i nostri portafogli andranno a pagare, ho ripreso e analizzato qualche numero. Secondo un’analisi Coldiretti sulla base di dati Ismea, vi sarà una perdita di fatturato di oltre 8 miliardi causata dalla mancata vendita di cibo e bevande, inoltre per colazioni, pranzi e cene fuori casa è stimato un calo del 40% annuo.

Quando leggiamo questi dati, non dobbiamo ricondurne la causa solo al fatto che durante il primo lockdown e l’attuale chiusura, che a me piace chiamare (per alleggerire una parola che oramai è diventata troppo pesante) lockdown “soft”, non abbiamo consumato pasti al ristorante o preso un caffè al bar, ma anche perché tantissimi italiani hanno, giustamente, avuto paura di rimanere senza liquidità in un periodo di forte incertezza e hanno iniziato a risparmiare.

Questo fenomeno è confermato dai dati di Abi che nel bollettino mensile di settembre hanno sottolineato un incremento della liquidità sui depositi anno su anno dell’8 per cento, a quota 1.682 miliardi, in aumento di 125 miliardi, inoltre a fine agosto la liquidità era già su quei livelli, a 1.671 miliardi.


Se questo denaro entra nei conti bancari, ovviamente non sarà impiegato per le spese “superflue”, come potrebbero essere quelle per prodotti di maggiore qualità, oppure semplicemente un minor acquisto di prodotti che spesso vengono acquistati per essere consumati in compagnia. A questo punto mi sento quasi in dovere di di chiamare in causa uno dei prodotti più amato dagli italiani che rischia però di subire una forte crisi in vista di un ipotetico lockdown durante le festività natalizie.


Sto parlando proprio del vino che secondo l’indagine Coldiretti, se il Natale dovesse essere vittima di un lockdown e considerate le varie chiusure del settore ristorazione, sarebbe a rischio l’occupazione di 1,3 milioni di persone impiegate nella produzione di vino. In particolare subirebbe un grosso danno la vendita di vini di alta qualità, infatti nel 2020 per il vino italiano di qualità si prevedono perdite di oltre il 40% delle vendite. Possiamo solo auspicare che con l’arrivo del tanto atteso vaccino anche la situazione economica si risollevi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono nata a Brescia il 1 gennaio 1998 e studio Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Bergamo. Ho una una forte passione per la politica e l’attualità la quale mi ha permesso di partecipare alla conduzione di una trasmissione radio e di creare il podcast “Pensa Liberamente” assieme allo staff della Politica del Popolo (insomma, avrete capito che parlo molto). Una delle mie sfide più importanti è quella di stimolare i giovani a ragionare e non permettere a nessuno di farlo per loro.

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