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Fate Presto! – Week News 048

Fate presto: non è soltanto un espressione che fa rabbrividire è un’esigenza per il nostro paese e per la Campania. Ecco le mie riflessioni.

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Buon mercoledì a tutti, Fate Presto! Quante volte durante le emergenze sentiamo questa espressione? Tante, a volte troppe. Sono passati quasi 40 anni dal 23 Novembre 1980, quando in Irpinia la terra tremò e si crearono lutti e rovine per una regione la Campania che è sempre stata antesignana di quello che sarà poi per tutta l’Italia.

Dietro a quel “Fate Presto!” del quotidiano “Il Mattino” c’era tutto l’orgoglio ferito di un popolo, quello campano e napoletano, che non vuole sentirsi e non è inferiore a nessuno. Sono passati 40 anni, in alcune zone forse sembrano siano passati 40 giorni. Tutto quello che è seguito a quell’evento è stata un’epoca che ha cambiato per sempre la Campania e l’Italia.

Mi rifiuto di pensare che, oggi, a distanza di 40 anni da quella tragedia stiamo di nuovo inesorabilmente ripiombando in questa dannata spirale di un continuo dire “Fate Presto” per eventi stavolta che si potevano ben prevedere perché si sapeva che ci sarebbe stata la seconda ondata, e forse ci sarà anche una terza magari mitigata da quel vaccino che in questi giorni vede contendersi le migliori case farmaceutiche mondiali il primato mondiale poiché è stato realizzato in praticamente meno di un anno.

Questo è il tempo del discernimento…

Ho perso ogni voglia di essere politicamente corretto, cari lettori, e mi sono stufato di pensare che sia il tempo dell’attesa. Questo è il tempo del discernimento tra quello che subiamo ogni giorno e cosa possiamo fare per cambiare lo stato delle cose, perché verrà il momento nel quale non capiremmo finalmente che questa nostra vita non ha tanto senso altrimenti. Il mondo sta soffrendo le crisi esistenziali, politiche, culturali, sociali ed economiche quasi tutte allo stesso modo, sia chiaro chi è ricco e garantito ne uscirà economicamente meglio, mentre chi è povero o non garantito dovrà fare il doppio della fatica.

In questi giorni nel nostro paese, tricolore non per la bandiera, ma per i colori stabiliti dal Ministero della Salute c’è un grande dibattito che è concentrato sugli accadimenti che ogni giorno stanno avvenendo: ospedali saturi, video nei pronto soccorso, morti nei bagni.

Sembra, a volte, che i giornalisti stessi si dimentichino che siamo in una emergenza sanitaria che dura praticamente quasi in modo ininterrotto da Marzo, e che ancora oggi sta mandando in affanno tutto il nostro sistema sanitario nazionale. Dopo questa crisi, avremo due scelte davanti a noi come generazione: scegliere di metterci in gioco davvero chiedendo che il sistema capitalistico europeo e internazionale cambi riequilibrando maggiormente l’ambito privato e quello pubblico.

Insomma i diritti non possono essere solo pubblici e i doveri solo privati

Occorre ripensare al modello di società dove diritti e doveri siano garantiti un misto di danari pubblici e privati, un modello come quello che viene attualizzato in Germania che è l’unica potenza mondiale ed europea che nonostante le difficoltà non sta procedendo ad un lockdown drammatico come i nostri e soprattutto ha una visione di paese dei prossimi 30 anni che è molto chiara. Alcuni diranno che il collegamento tra stabilità politica e stabilità socio-economica e culturale è evidente proprio in Germania, e a queste persone dico, perché non provarci anche in Italia ?

Perché non scommettere sul fatto che il nostro paese possa fare uno scatto in avanti, invece, che difendersi dalla regressione culturale e sociale. Se da un lato abbiamo una destra che si limita a riportare le notizie, dall’altro abbiamo un centro sinistra timido e assente anche nelle persone dei suoi leader più comunicativi. Insomma come è possibile che lasciamo a Salvini la possibilità di commentare lo sbarco di circa 20 clandestini a Nerano, in Campania, senza batter ciglio sul fatto che quella comunità di uomini e donne fantastici della piccola frazione di Massa Lubrense ha riaperto la salumeria del luogo per dar da mangiare a quelle persone.

Altro, invece, è capire come sia possibile che tutto ciò sia accaduto perché è compito di uno stato democratico garantire che questa gente non possa arrivare indisturbata sulle nostre coste risalendo addirittura fino alla Campania.

Quando tutto si gestisce come uno scontro tra tifoserie

Ecco cosa manca, tragicamente manca la capacità di dividere i problemi senza dividere le persone in “buoni” e “cattivi”, in italiani e migranti, ma di comprendere come fare ad evitare o gestire meglio tutto questo senza perderci in uno scontro tra tifoserie. L’analisi dei fatti è diventata dunque una sconosciuta, e questo lo vediamo in tutti gli ambiti. Dal governo italiano fino alle piccole scelte che vengono fatte nel nostro quotidiano, sembra tutto limitato al mero consenso o peggio ancora al 15 minuti di celebrità indicato perfettamente da Andy Warhol. Abbiamo una situazione è drammatica, e stavolta non è per demerito di qualcuno ma perché manca qualcosa, che io chiamo “Gestione”.

In questi giorni sulle reti RAI gira nervosamente e vorticosamente lo spot per il reclutamento di altri 450 medici, anche tra quelli in pensione, da destinare alla Campania tramite il bando messo in atto dalla protezione civile nazionale. La Campania, sono anni che richiede personale per ASL a livello sia amministrativo che sanitario, e dall’inizio della pandemia che dolente o nolente il Governatore De Luca chiede una linea della prevenzione proprio perché siamo tutti consapevoli nella nostra bellissima regione che stiamo combattendo una guerra con pochissimi uomini e risorse striminzite, ma nonostante tutto la stiamo vincendo essendo la regione con il più basso numero di decessi in rapporto alla popolazione tra le regioni più popolose.


Questo dimostra come le donne e gli uomini campani da sempre abituati a vivere in emergenza, proprio in questa ultima emergenza si stanno esaltando e dando il meglio di se. Non è puro campanilismo, sono le storie che tutti i giorni ci arrivano da amici medici e infermieri che ci raccontano di come si reinventano le soluzioni più sicure per curare tutti e non lasciare nessuno senza un conforto, una diagnosi o una medicina.

Cos’è il Tampone Sospeso?

In questo contesto, quello che viene chiamato e passa per tutti i maggiori TG nazionali come “Tampone Sospeso” è non solo una bellissima iniziativa che si sta facendo nel quartiere Sanità di Napoli da un associazione di giovanissimi imprenditori e medici insieme alla curia locale della Fondazione San Gennaro che sta riuscendo a non far sentire soli persone che per motivi socio economici si sentono tante volte abbandonati dallo Stato.

Ho sentito in questi giorni la vice presidente dell’Associazione Sa.Di.Sa., che è una mia amica, a breve speriamo di dare fattivamente una mano, basta una piccola donazione che possiamo fare da ogni parte d’Italia perché le buone azioni non hanno bisogno di nomi, ma di atti concreti.

E infine ad Ercolano…

Ad Ercolano, come in tutta la Campania si sta respirando un’aria pesante dovuta non solo ai lutti, ma ad essere di nuovo ripiombati in un incubo che vede attività commerciali anche se aperte senza clienti e che vede le strade vuote con alcuni rumori delle ambulanze o delle pattuglie che girano per controllare il rispetto delle regole.

Una bella richiesta subito accettata dall’Amministrazione è stata quella del mio amico segretario dei GD Giovanni Oliviero, che ha prontamente richiesto che le strisce blu non sia a pagamento per tutta la durata di questo nuovo lockdown. Siamo in partiti diversi, ma le buone idee si riconoscono sempre e per questo siamo amici.

Stasera, invece, insieme alla mia amica Angela Raccioppoli parlerò di futuro, giovani, associazionismo e di tante altre tematiche alle 21.45 perché sarò suo ospite nella nuova edizione di “I Giovani e La Quarantena” un format social molto interessante ideato da Amleto De Vito, un ragazzo e un consigliere di municipalità che tiene molto al confronto tra i giovani. Troverete la diretta sulle pagine social mie e del format, mentre domani alle 21.30 sarò in assemblea con il Forum dei Giovani di Ercolano con delle ragazze e ragazzi fantastici che stanno programmando tanto per il post pandemia.

Seguitemi, perché potranno farci restare a casa ma la mente facciamola viaggiare!

Tazzina di Caffé: Questa settimana consiglio la lettura di “Quello che non ti dicono” di Mario Calabresi e se avete sicuramente un pò di tempo da passare a casa su Amazon Prime c’è un interessante docufilm sulla vita di Tiziano Ferro, mentre per gli sportivi “Mi Chiamo Francesco Totti” è già un cult del cinema sportivo italiano da non perdere!

Un abbraccio,

Alfredo

P.s. La regione Campania sta pianificando la riapertura delle scuole, nonostante le difficoltà, attraverso una serie di screening per riportare in classe i bambini dai 0-6 anni. Altro che latte al plutonio e polemiche, in Campania si lavora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

P.Avvocato lavoro presso Eni Gas e Luce s.p.a. 27 Anni. Vivo ad Ercolano (NA). - Sono Consigliere del Forum dei Giovani di Ercolano con delega al Forum della Città Metropolitana di Napoli. - Coordinatore del Comitato Territoriale di Italia Viva Ercolano. - Capo Allenatore per la Prima Divisione dello S.C. Ercolano. Mi piace scrivere di politica, cultura, sport e sono un grande tifoso del Napoli.

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