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Cultura

Da dove prende il nome la “Repubblica delle Banane”?

L’espressione “repubblica delle banane” non è nuova alle nostre orecchie. Ma cosa vuole dire e qual è la storia dietro questa iconica frase?

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Per chi non lo sapesse “repubblica delle banane” è un’espressione dispregiativa del linguaggio politico e giornalistico che indica, in genere, una piccola nazione instabile dal punto di vista politico. Governata da un’oligarchia ricca e corrotta, la cui economia dipende solo da un modesto settore agricolo il cui controllo è in mano a multinazionali.

Il motivo di questa associazione di parole ha origine dalla storia americana e dal suo colonialismo informale, operato attraverso la United Fruit Company, oggi Chiquita.

La storia del termine

Lavoratori United Fruit Company in Guatemala negli anni ’30

Questa espressione fu coniata dallo scrittore statunitense O. Henry nel 1904 nel suo racconto breve Cabbages and Kings (Re e Cavoli) per riferirsi allo stato dell’Honduras, già ai tempi uno dei maggiori produttori ed esportatori di banane.

Uno dei suoi racconti “l’ammiraglio” è ambientato in uno stato di fantasia “la Repubblica di Anchuria”. Questo viene descritto come uno stato indipendente, la cui economia si basa completamente sulle banane. Questa situazione attira l’attenzione di alcune società americane interessate a coltivare e a vendere banane negli Stati Uniti. Queste società nel racconto ottengono il monopolio delle banane, corrompono la classe politica e finanziano colpi di stato.

L’Anchuria descriveva in maniera piuttosto accurata la situazione dell’Honduras e del Guatemala a fine Ottocento, quando la banana fu introdotta per la prima volta negli Stati Uniti. Il frutto ebbe immediatamente successo tra la borghesia americana che poteva permettersi di acquistare il frutto esotico.

Il colonialismo informale americano

Per motivi climatici ed economici era più semplice e conveniente per gli Stati Uniti importare le banane da piccoli stati tropicali dell’America Latina, piuttosto che coltivarle. Così a inizio Novecento la United Fruit Company, la Standard Fruit company e la Cuyamel Fruit company controllavano di fatto Honduras e Guatemala.

L’United Fruit Company nasce nel 1899. Era un’azienda americana che operava in America Latina. Il leader della compagnia, Minor C. Keith, riuscì ad espanderne l’influenza e ad ottenere il monopolio delle banane. La United Fruit Company si guadagnò un ruolo dominante nel continente americano. Fu un potente mezzo per stabilire la supremazia degli USA su tutte le Americhe.

Durante gli anni del colonialismo europeo, gli USA mantennero una particolare posizione. Ritenendo di essere superiori agli stati colonialisti, pensavano fosse superfluo imporre il loro potere su ampie porzioni di globo. Si limitarono ad un colonialismo informale. Controllavano l’economia dei paesi sottoposti senza nessuna modifica politica.

Queste società possedevano i porti e le ferrovie, che aveva costruito in cambio di concessioni sulla terra. Controllavano immense piantagioni e, di fatto, gestivano l’economia del paese che a quel punto era tutta basata sulla monocoltura della banana.

Interventi da parte degli USA e colpi di stato

Gloriosa victoria, Diego Rivera, 1954

Le società interferirono più volte nel governo di quei paesi, favorendo quelle fazioni e quei gruppi che si dimostravano più pronti ad assecondare i loro interessi. Ad esempio, nel 1911 la Cuyamel Fruit Company arrivò ad ingaggiare un generale mercenario americano, Christmas Lee, e ad allearsi con l’ex presidente del paese per mettere in atto un colpo di stato contro il governo dell’Honduras.

L’episodio più emblematico fu il colpo di stato del 1954 in Guatemala. Il paese era sottoposto da anni al controllo straniero, con susseguirsi di governi militari corrotti. Nel 1951 venne eletto il giovane ufficiale dell’esercito Jacopo Arbenz. Il neo presidente promise la liberazione del paese dalla United Fruit Company. Questo allarmò gli Stati Uniti che risposero tempestivamente. Il capo della CIA, Allen Welsh Dulles, anche azionista della UFC, organizzò un colpo di stato agitando il pericolo comunista.

Nel 1954 Città del Guatemala fu bombardata dall’aviazione americana costringendo il presidente Arbenz a lasciare il paese. Dopo questo fu costituito un nuovo governo, sottomesso agli interessi degli Stati Uniti. Una repubblica delle banane.

Repubbliche delle banane oggi

Uso nella metafora nella polemica politica in Slovenia

Inizialmente il termine Repubblica delle banane descriveva il fenomeno di questi stati fantoccio, del centro America, controllati da multinazionali, specializzati in una monocoltura. Con il passare del tempo e con la decolonizzazione dell’Africa il termine si è ampliato.

La definizione di repubblica delle banane oggi è quella di un paese largamente dipendente dall’esportazione di un unico prodotto o materia prima (banane o caffè, ma anche risorse naturali come petrolio, oro o diamanti). L’estrazione o produzione di queste materie prima è nelle mani di una ristretta élite che, affiancata dai militari, gode dei profitti, mentre la gran parte della popolazione rimane in condizioni di povertà.

La locuzione è entrata nel vocabolario quotidiano per indicare genericamente un regime dittatoriale e instabile, in cui le consultazioni elettorali sono pilotate, la corruzione è endemica e diffusa così come una forte influenza straniera. Per estensione, è usata a volte per definire governi in cui un leader di partito forte concede vantaggi ad amici e sostenitori senza grande considerazione delle leggi e mettendo alla porta coloro che non l’hanno votato o appoggiato in senso economico e/o politico.

La Repubblica delle banane nella cultura pop

Il termine ha avuto la sua fortuna anche nella cultura pop contemporanea. Pablo Neruda la utilizza nel suo poema Canto General, Gabriel Garcia Marquez invece descrive in Cent’anni di solitudine la città di Macondo dominata da grandi coltivatori di banane. Nel 1979 Lucio Dalla e De Gregori pubblicano l’album intitolato Banana Republic . Nella serie 1992, prodotta da Sky, la repubblica delle banane viene spiegata dal personaggio di Marcello Dell’Utri.

Probabilmente il termine è diventato di uso comune con una commedia di Woody Allen, Il dittatore dello stato libero di Bananas, uscito al cinema nel 1971. Nel film si racconta la storia di un immaginario paese dell’America Latina che attraversa tutte le varie fasi tipiche delle “repubbliche delle banane”: assassini politici, colpo di stato militare sponsorizzato da gruppi economici, dalla CIA e una rivolta armata di ispirazione socialista.

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Sono nata a Siracusa il 23/08/1999. Attualmente sono iscritta alla facoltà di Economia a Padova. Non ho molto da dire su di me, mi interesso a moltissime cose, mi piace scrivere ed informarmi. Sono molto contenta di collaborare con i ragazzi de "la Politica del Popolo", spero davvero che questa esperienza possa migliorare me e le persone che seguono questo blog.

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