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Cultura

Il Grand Hotel dell’Europa, rinchiuso nella bolla del suo glorioso passato

Grand Hotel Europa, edito Nutrimenti è un romanzo scritto dal poeta e scrittore Ilja Leonard Pfeijffer. Riporta al suo interno tre tematiche importanti per il nostro presente ma incentrate in un passato che ingloba l’Europa nei suoi antichi fasti gloriosi.
Turismo di massa, identità europea e immigrazione sono, dunque, i fili conduttori di questo romanzo molto contemporaneo.

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Per i pochi che ancora non lo conoscono Ilja Leonard Pfeijffer è un poeta, scrittore e drammaturgo olandese che ha pubblicato più di quaranta opere letterarie che comprendono poesie, romanzi, saggi e racconti. Uno dei suoi libri che ha riscosso maggior successo è “La Superba” che, tra l’altro, ha vinto il Libris Literatuur Prijs, il più importante riconoscimento letterario olandese, il Premio quinquennale della Reale Accademia delle Lettere Nederlandesi di Gand e, in Italia, si è classificato quinto nel Premio Strega europeo.

Oggi vi presento la recensione di un’altra sua opera di successo, Grand Hotel Europa edito Nutrimenti che è stato il libro più venduto in Olanda nel 2019, con 250.000 copie e i diritti di traduzione acquistati in quindici paesi.

Questo romanzo è sicuramente molto coinvolgente, grazie alle tematiche al suo interno affrontate: il turismo di massa e i suoi effetti negativi all’interno di un Europa inserita nella bolla di un passato glorioso.

Il luogo, in cui il nostro scrittore inizia a trasformare in lettere le sue esperienze di vita è il Grand Hotel Europa. Bellissimo, maestoso ma alquanto decadente, l’albergo rappresenterà la culla di riflessione necessaria di un uomo che ha visto finire la sua più grande storia d’amore con Clio, una brillante storica d’arte. Il passato è una costante in questo romanzo. Lo vediamo trascorrere inesorabilmente nei ricordi felici del nostro autore, che lo portano da Genova a Venezia e in sorprendenti viaggi in cui, nella riluttanza di apparire un vero turista, lui e la sua amorosa si avventurano nella ricerca di un dipinto di Caravaggio mai più ritrovato.

Grazie agli ospiti che insieme a lui soggiornano in questo Hotel ormai alla ricerca di una sua moderna identità, l’autore introduce il primo tema rilevante affrontato nel romanzo: l’identità europea. L’Europa è permeata della propria storia, o meglio, annega nel ricordo di ciò che è stata. Noi europei siamo nati tra le rovine degli imperi tramontati, viviamo aggrappati nelle nostre antichissime tradizioni che ci proteggono dal dubbio dell’avvenire che, di fatto, non trova spazio in questo immenso affresco.

Ilja Leonard Pfeijffer

In altre parole, grazie ad un fruttuoso scambio di idee con Patelski – l’intellettuale dell’Hotel – , l’autore arriva alla conclusione che il vecchio continente, l’Europa, è il luogo di villeggiatura del resto del mondo. È un grande continente rimasto inglobato nella bolla di un passato talmente glorioso che forse non può offrire nient’altro al di là del luna park di colonne, capitelli, archi trionfali e affreschi intoccabili. La nostra debolezza, in quanto europei, è il nostro legame con le tradizioni a cui noi attribuiamo valore solo perché esistono da moltissimo tempo e, quindi, le percepiamo radicate nel nostro DNA.

Il secondo tema rilevante affrontato da questo romanzo è l’opprimente fenomeno del turismo di massa. Caro mio lettore in questo libro troverai la faccia oscura del turismo, troverai l’aspetto più infido che porta inevitabilmente il nostro Paese, emblema per eccellenza del passato, a fare i conti con milioni di turisti che solo con il loro respiro costituiscono una minaccia fatale per i nostri famosissimi affreschi, uno fra tutti quello che adorna la Cappella Sistina: Il Giudizio Universale.

Solo con il loro respiro. Appare esagerata come affermazione eppure La Cappella Sistina era stata costruita come sede di riflessione e di raccoglimento per la Chiesa. Oggi, questa Cappella ospita sei milioni di visitatori all’anno ed è quindi sottoposta ad uno stress che non è in grado di sopportare:

“Le persone respirano, e l’alito di sei milioni di visitatori all’anno, combinato alla polvere e a frammenti di pelle, costituisce una minaccia fatale per gli affreschi della Cappella Sistina”

Le persone nei loro viaggi sono alla ricerca di un’autenticità che riportano direttamente nei freddi schermi dei loro smartphone. L’unica cosa che ci interessa, in quanto turisti, è aggiungere nel nostro taccuino dei vissuti quella famosa opera d’arte, così possiamo dire al mondo intero, tramite i nostri canali social, che anche noi l’abbiamo vista, che anche noi siamo cool. Infatti, se intraprendi viaggi in posti del mondo esclusivi ti qualifichi come una persona particolare e tutto questo si trasforma in una gara a chi ha vissuto l’esperienza più autentica.

Il turismo di massa

Il turismo di massa è un fenomeno molto recente e, dunque, la minaccia è talmente nuova che ancora non la trattiamo come tale anzi, vediamo ancora questa forma di turismo esasperata come un modello di profitto.

L’attuale ondata di turisti che travolge l’Europa è la conseguenza di due evoluzioni importanti:

  1. l’introduzione delle linee low cost;
  2. l’ascesa delle cosiddette nuove economie

Le statistiche prevedono che nel 2030 quattrocento milioni di turisti cinesi si riverseranno in Europa e, una gran parte di questi, sceglieranno come meta l’Italia. Ormai l’Europa è completamente assuefatta da un turismo che la resa esclusivamente un parco divertimenti e di questo ne è un esempio lampante Venezia. Questa città si è fatta assorbire a malincuore dal turismo perché non c’era più un’economia alternativa che potesse mantenerla a galla.

L’Europa è, oramai, economicamente improduttiva rispetto ad altre realtà all’avanguardia come l’Asia o gli USA. In altre parole, la vecchia signora è solamente un giardino del mondo. Dunque, benché il turismo sia una fonte di reddito, produce anche notevoli disagi alla popolazione locale. La città vende la sua anima per il turismo e quest’ultimo è la conseguenza più visibile della globalizzazione.

“il turismo distrugge ciò da cui viene attratto”

La terza tematica che viene riportata in questo interessante romanzo è quella legata al fenomeno dell’immigrazione che noi tutti oggi conosciamo. L’autore introduce questa tematica grazie al racconto di Abdul, il giovane facchino immigrato in Europa che, a differenza di un europeo qualunque, vuole dimenticare il suo difficile passato. Così il nostro autore introduce una contrapposizione struggente tra il turista in bermuda che si appoggia alla statua di San Sebastiano per fare un selfie e così facendo la decapita, e un giovane ragazzo che affronta un viaggio terribile tra le onde del mare per trovare nel giardino del passato il suo fragile futuro.

Anche se ciò che dobbiamo accettare è che:

“Nessun futuro distrarrà il vecchio continente dal suo glorioso passato”

Ci sarebbe tanto da scrivere su questo romanzo, così carico di tematiche che riguardano il nostro continente e il nostro presente imbrigliato in un passato glorioso ma fin troppo soffocante. Ma preferisco fermarmi qui, per invitarvi a leggere questa elegante e appassionata storia sul passato, l’amore, il turismo e l’immigrazione.

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Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

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