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Economia

La vignetta della settimana #8

Che Natale ci aspetterà tra Amazon e Covid? Se riapriranno i negozi, qualcuno ci andrà o preferiremo ricevere il tutto comodamente a casa?

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Con novembre è iniziato il momento “caldo” di Amazon: Black Friday anticipato (e quindi esteso a tutto il mese di novembre), Cyber Monday ed acquisti di Natale (che quest’anno le persone sembrano voler fare arrivare prima del dovuto, per ovvi motivi). A tutto questo bisogna aggiungere la variabile dell’apertura dei negozi locali per l’emergenza, che soprattutto per Natale rischiano di essere messi fuori gioco dal colosso online. Trovano a convergersi, infatti, due elementi sociali in questo novembre: il Covid-19 e la tutela del lavoratore.

Del primo le conseguenze sappiamo tutti quali sono, oltre l’apertura dei negozi c’è la paura e il nuovo concetto di “uscita per necessità” che rischia di cancellare le vecchie regole dello shopping – in questo caso natalizio – a favore del web, un processo di emancipazione dalla società già in atto prima della pandemia a dire il vero. Il nostro ozio però prevede una mobilitazione di merci non indifferente. Imballare, etichettare, caricare, spedire, scaricare, smistare, ricaricare nei furgoni che arrivano al domicilio.

Questi sono solo alcuni passaggi dell’immensa filiera dell’import/export. Centinaia di migliaia di uomini nel nostro paese lavorano nei magazzini per far sì che comode persone nelle loro abitazioni usino promozioni che li attirano. Bisogna essere consapevoli che acquistando si favoriranno turni asfissianti, incremento di ritmi di lavoro, aumento di tensione nel personale. Allora la necessità di domandarsi se quello che stiamo per acquistare sia o meno indispensabile, se valga l’aumento della morsa capitalista sulla tutela dei lavoratori nel settore, se noi vogliamo abboccare all’amo lucente come un pesce di lago.

E se, ancora, procederemo all’acquisto, prenderci la responsabilità di aver trasformato, così, in una merce il lavoratore, il quale sarà assimilato dall’alto occhio dell’economia a quell’immenso flusso di pacchi ed acquisti di quei giorni, perché produttore di un unica cosa: guadagno. Tutto ciò che di più lontano, insomma, dovrebbe essere il capitale umano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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