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Cultura

Jonestown: il più grande suicidio collettivo della storia

Nel 1978, Jim Jones spinse 909 membri della sua setta a bere Kool-Aid allungata con il cianuro. Questo è rimasto alla storia come il più grande suicidio di massa. Ma quali sono gli eventi che hanno portato a questo tragico finale?

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Jim Jones era un predicatore americano molto popolare in America tra gli anni Sessanta e Settanta. Nasce nel 1931 in Indiana, in una famiglia molto umile. Diventa presto un attivo membro della comunità pentecostale, attratto dalle loro forme di adorazione molto concrete ed entusiaste. Jones studiò pedagogia all’università dell’Indiana, e a 21 anni iniziò a fare il pastore alla Somerset Methodist Church di Indianapolis.

Nel 1954 fonda la sua prima chiesa a Indianapolis basata su sentimenti di integrazione e giustizia sociale. Riuscì ad avvicinarsi alla comunità nera, soprattutto donne. All’inizio degli anni Sessanta circa duemila persone partecipavano alle sue funzioni.

Jim Jones durante una funzione

Jim Jones era un comunista, cosa molto pericolosa negli Stati Uniti soprattutto nel 1954. Introducendo nei suoi sermoni e prediche concetti come l’uguaglianza universale riuscì a passare inosservato e a continuare a raccogliere seguaci. Fece di questo anche un impegno sociale avvicinandosi sempre agli ultimi e agli emarginati gestendo rifugi e mense. Riusciva ad unire la fede alla politica. Le sue battaglie e il successo della sua congregazione lo resero così noto a Indianapolis che nel 1961 il sindaco Charles Boswell lo nominò a capo della Commissione per i Diritti Umani.

Da questo momento in poi Jones capì che per ottenere maggiori proseliti doveva far credere di avere particolari poteri. Iniziò così ad inscenare dei miracoli, sembrava conoscere in anticipo i nomi delle persone che incontrava per la prima volta e guariva ciechi e zoppi durante le liturgie. Jones disse che poteva anche resuscitare i morti. Moltissime persone si avvicinarono alla chiesa e le donazioni aumentarono.

La follia di Jim Jones

Alla fine degli anni Sessanta il potere sulla sua congregazione è enorme. È così forte che inizia a radicalizzare il suo pensiero rendendolo sempre più politico. In questo suo delirio di onnipotenza inizia a fare uso di droghe, soprattutto anfetamine. Inizia ad avere delle visioni su un possibile olocausto nucleare: l’Unione Sovietica avrebbe lanciato missili a testata nucleare sugli Stati Uniti il 16 luglio 1967.

Dopo aver letto un articolo sulla rivista Esquire intitolato “Nove posti per nascondersi” decise di trasferire la sua setta, composta di 150 membri, ad Ukiah, California. Intanto il pensiero religioso di Jones stava subendo cambiamenti radicali. Partendo dal fatto che nella Bibbia Dio stesso giustificava molti atti di violenza, Jones iniziò a sostenere che l’adesione troppo fedele al testo fosse pericolosa, convinzione che più tardi avrebbe condensato nelle parole “la Bibbia uccide”. Scrisse un libretto in cui identificava sé stesso con il Messia del Cristianesimo. Durante i suoi sermoni arrivò a gettare a terra copie del libro sacro e a calpestarle. Inizia così il lavaggio del cervello all’interno della setta.

Nel frattempo Jones diventa anche un personaggio politico estremamente potente. Fa eleggere il sindaco di San Francisco, inizia anche a controllare alcune risorse del welfare dello stato, come scuole, mense e ospedali. I membri della setta più vicini a lui iniziano a militarizzarsi. Jones era un personaggio importante e andava protetto. Intorno a lui si crea una sorta di milizia armata che serviva a sconfiggere i dissidenti. Aveva anche un gruppo vicino che lo aiutava a fingere attentanti alla sua persona e a inscenare grandi “miracoli”.

L’inizio della fine

Un asilo di Jonestown, 1978

Nel 1973 “Il Tempio del Popolo” è una delle organizzazioni più grandi e potenti della California, legata a uomini di potere e con un flusso costante di denaro. Iniziano però a venire fuori articoli sulla violenza all’interno del gruppo. Le accuse non sono ancora troppo gravi, anche perché George Moscone, sindaco di San Francisco, fatto eleggere da Jones, ferma un’inchiesta nei suoi confronti.

Da alcuni mesi Jones aveva invitato i fedeli a vivere in comune, in appartamenti presi in affitto dalla chiesa, in modo da realizzare un altro aspetto del “socialismo divino”. Prima di trasferirsi, i fedeli dovevano vendere o lasciare alla chiesa tutti i loro beni terreni.

Le defezioni non erano ammesse: chi provava a lasciare il culto veniva perseguitato e minacciato per molto tempo dai fedelissimi di Jones.

Dal pulpito, Jones non mancava mai di ricordare storie terribili di disgrazie o di morte che avevano per protagonisti i “traditori”. In questo periodo, a San Francisco, Jones iniziò a parlare per la prima volta di suicidi che sarebbero potuti essere utili alla causa.

Nel 1977 Jones, sempre più paranoico e alterato dalle droghe, affitta un pezzo di terra di 15 mila chilometri quadrati in Guyana. Centinaia di membri della setta vengono costretti a trasferirsi a Jonestown, come veniva chiamato informalmente il gruppo di baracche in mezzo alla giungla.

Jonestown

Foto aerea di Jonestown

I passaporti degli adepti vengono confiscati. E questi vengono costretti a lavorare la terra e a sottostare alle regole di Jones, che nel mentre arma ancora di più la sua milizia. Organizza altri finti attentati scatenando un’atmosfera di panico e terrore. È in questo clima malato e ricco di tensione che Jones inizia a parlare del “grande piano”, il suicidio di massa. Non ne fa un segreto, ne parla invece come se fosse una grande vittoria del socialismo e degli oppressi. Gli adepti si operano affinché questo piano possa realizzarsi e propongono loro stessi diverse alternative.

Ci sono altri particolari agghiaccianti, come il fatto che i discorsi di Jones venivano trasmessi giorno e notte negli altoparlanti in tutto il villaggio e che molti venivano costretti ai lavori forzati accusati di essere contro rivoluzionari o fascisti. Quando Jones diceva di riportare le notizie dal resto del mondo, si trattava per lo più di notizie inventate sulle condizioni degli afroamericani negli Stati Uniti, che riportavano castrazioni forzate per le strade di Chicago o la distruzione di intere città a causa di scontri etnici. Venne introdotta una graduale censura delle lettere da e per la comunità.

Leo Ryan

Foto di Leo Ryan sull’aereo per la Guyana con due suoi collaboratori

Leo Ryan, un deputato californiano democratico di 53 anni, era conosciuto per i suoi modi decisi e per alcune iniziative poco ortodosse per informarsi in prima persona dei problemi di cui si occupava. Decide di interessarsi a Jonestown.

Nel 1978 decise di andare in Guyana per verificare la situazione. A Jonestown inizia ad intervistare gli adepti, i quali in un primo momento si mostrano gioviali e sorridenti. Nella notte, però una persona in preda al panico gli chiede di portarlo immediatamente via da lì. Il giorno dopo arrivano decine di persone con la stessa richiesta. Ryan raccolto il materiale necessario decise di andarsene. Poco prima di salire sull’aereo arrivarono dei membri della setta armati, iniziarono a sparare, rimasero uccise 4 persone. Uno tra queste proprio Leo Ryan.

Il suicidio

Barili di Kool Aid

In questo momento Jones capisce che è finita. Decide che è quello il momento per il “grande passo”. Riunisce tutti i membri della comunità e prepara dei grandi barili di Kool Aid, un succo di frutta, allungato con valium e cianuro. Gli adepti si sistemarono in due lunghe file pronti a prendere un bicchiere.

Morirono 909 persone quel giorno. Jones si sparò in testa. Quando arrivò l’esercito americano si trovò davanti questo tetro e raccapricciante spettacolo di morte.

Dopo il massacro

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono nata a Siracusa il 23/08/1999. Attualmente sono iscritta alla facoltà di Economia a Padova. Non ho molto da dire su di me, mi interesso a moltissime cose, mi piace scrivere ed informarmi. Sono molto contenta di collaborare con i ragazzi de "la Politica del Popolo", spero davvero che questa esperienza possa migliorare me e le persone che seguono questo blog.

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