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Cronaca

Un dramma che si ripete

Sabato scorso in Sardegna, e più precisamente a Bitti (NU), si è abbattuto un violentissimo nubifragio che ha devastato un paese già afflitto dall’uragano “Cleopatra” del 2013. Attraverso la voce dei residenti riportiamo i tragici momenti vissuti da questa popolazione nonché un grido di aiuto per ricostruire il paese dilaniato dalle macerie.

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Un tuono scalfisce il pacifico silenzio nell’entroterra dell’antica isola del mediterraneo. Un tuono come un mostruoso presagio avverte gli abitanti della terribile catastrofe che sta per abbattersi nel loro preziosissimo paese. Un tuono e… ci risiamo. Inizia così, come la ripetizione di un dramma scritto nella minaccia spaventosa di un tuono, il nubifragio che sabato ha colpito il centro della Sardegna.

Bitti, un paese in provincia di Nuoro, non è nuovo a questo genere di eventi climatici. Attraverso un residente cercheremo di analizzare quello che è successo in questo fine settimana e, soprattutto, avremo modo di constatare di cosa ha veramente bisogno questa comunità afflitta dalla natura con lei poco generosa.

Nel 2013 la Sardegna venne completamente devastata dall’uragano Cleopatra che aveva provocato la morte di 18 persone e che non risparmiò neanche Bitti, generando nel territorio non pochi danni e preoccupazioni. Ma la tempesta del temibile Cleopatra è una flebile pioggia autunnale in confronto alla bomba d’acqua riversata sabato notte nel piccolo centro barbaricino.

Per capire come mai questo paese deve, ogni anno, temere l’ira di madre natura, dobbiamo partire dalla conformazione del territorio. Bitti si erge sopra cinque fiumi che confluiscono tutti all’interno di uno solo di questi. Inoltre, il paese è posizionato come se fosse un imbuto, a valle di una distesa di montagne, per cui ogni qual volta che il clima tropicale mostra tutta la sua potenza la cascata della circonvallazione che si trova nella parte più alta cede, rilasciando i detriti nella parte più bassa del paese. Questo è quello che è accaduto nella notte tra venerdì e sabato.

In 24 ore la furia della tempesta ha riversato 320 millimetri d’acqua con una portata, dunque, almeno quattro volte superiore a quella verificatosi nel 2013 che aveva provocato una vittima.

Sono tre, invece, le persone decedute nella terribile notte di sabato scorso, trascinate da un fiume d’acqua che con sé portava detriti, macerie, macchine, cisterne di gasolio e tutto ciò che trovava nel suo inarrestabile cammino. Il sindaco del paese ha provveduto preventivamente e chiudere le scuole e a tutelare i soggetti più fragili ma, l’allerta meteo che indicava un nubifragio in arrivo, non poteva certo preventivare una simile catastrofe che si è abbattuta sui tetti degli abitanti del piccolo centro.

La distruzione

Le condizioni in cui ora versa il paese sono catastrofiche. La tempesta durante la sua furia infernale ha completamente inghiottito le strade; le case sono distrutte dal momento che i detriti trascinati hanno ricoperto le strutture abitative – alte anche dieci metri – fino al secondo piano. Dunque, il livello dell’acqua ha raggiunto quasi i 4 metri di altezza.

A differenza dell’uragano Cleopatra che aveva inondato il paese, il nubifragio di sabato è stato più catastrofico perché ha trascinato con se tutto quello che incontrava nel suo cammino per cui le persone bloccate nelle loro case sono riuscite a mettersi in salvo uscendo dall’abitacolo attraverso il secondo piano. La maggior parte delle persone non può più entrare nelle propria abitazione dato che quest’ultime sono state ampiamente compromesse e di conseguenza devono essere completamente risanate. In altre parole, il 90% della popolazione ha perso la casa. Tutta la parte bassa del paese dev’essere ricostruita nella sua interezza.

Bisogna ripartire

Stiamo parlando di un meraviglioso popolo di instancabili lavoratori. I Bittesi si sono subito messi all’opera per ridare un volto al loro paese e si sono distinti per la loro immensa generosità. Ma c’è bisogno di fare di più, c‘è la necessità di aiutare una comunità che da anni fa i conti con questi cataclismi devastanti che mettono in ginocchio le loro vite. Il primo obiettivo è tutelarsi da eventuali altri nubifragi costruendo delle strade a fianco al letto del fiume in modo tale che quest’ultimo scorra in modo fluido senza esondare alla prima tempesta tropicale che si abbatte nell’entroterra barbaricino.

A tal proposito pare che la Giunta regionale guidata da Christian Solinas abbia provveduto a stanziare, mediante un emendamento in “manovrina” sulle misure Covid, 40 milioni di euro. È doveroso sottolineare anche un’altra necessità: superare gli ostacoli burocratici che potrebbero impedire l’erogazione delle risorse necessarie per intervenire tempestivamente nelle zone, gravemente compromesse, della Sardegna.

Al momento la popolazione ha bisogno di cose essenziali come detergenti, mascherine, guanti, scope, pale, tira acqua, stracci, bobcat e, cosa più importante, hanno bisogno di soldi.

#TutticonBitti

Non possiamo neanche immaginare cos’hanno provato queste persone quando vedevano scorrere davanti ai loro occhi le macerie del loro paese distrutto; non vorremo mai vivere quei momenti di panico che hanno vissuto quando un loro caro era dato per disperso nelle campagne limitrofe; non riusciremo neanche lontanamente a immaginare la nostra vita senza la sicurezza di un tetto in cui vivere.

Ma ciò che possiamo fare è aiutare, nel nostro piccolo, il comune di Bitti attraverso la campagna #tutticonBitti che, per l’appunto, ha lo scopo di raccogliere i soldi essenziali per ricostruire un paese dilaniato dalle macerie.

A tal fine vi riporto qui sotto l’IBAN con la causale “Alluvione 2020”

IT84N0101585250000000011498

Ringrazio chi mi ha dato modo di raccontare per la Politica del Popolo, il dramma che ha visto coinvolto il fragile ma grintoso paese di Bitti, con la speranza che questa sia l’ultima volta in cui mi accingo a scrivere, con il cuore dolente, i particolari di una catastrofe che dilania la mia amata isola.

#TutticonBitti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

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