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Cosa stiamo aspettando? – Week News 051

L’Italia non può perdere più tempo, la nostra generazione può pagare un prezzo troppo alto. Cosa stiamo aspettando ?

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Buon lunedì amici, in primis mi scuso, per l’assenza della settimana scorsa. Cerchiamo di rimediare con delle riflessioni che ci rincorrono in questi giorni.

C’è una domanda negli ultimi giorni che mi frulla per la testa. Cosa stiamo aspettando ?
Per quale motivo, in Italia la prima nazione europea per numero di morti da Covid 19 è già in affanno sulla programmazione dell’attuazione del piano di vaccinazione! Per quale motivo mentre la Germania è già pronta, ed ha già demandato tutto alla sua teutonica programmazione militare, noi stiamo attendendo inerti questa situazione?

Insomma, l’Italia quando ?

Il Premier Giuseppe Conte

Sia chiaro non è accettabile che il messaggio per l’utilizzo del vaccino sia titubante e senza una chiara strategia. L’ultima puntata di questa telenovela ha visto prevalere nel consiglio dei ministri la proposta di Italia Viva di utilizzare la logistica dell’esercito per incardinare degli hub dove creare dei centri vaccinali a pieno regime.

A conferma di queste titubanze che coinvolgono le scelte governative si vedono delle grandi discrepanze nell’utilizzo della classificazione delle regioni, le famose zone rosse, arancioni e gialle.
Passa quasi inosservato e sicuramente sotto la soglia di attenzione dei media nazionali che le regioni diventate a rischio più basso, dopo appena 20 giorni di zona rossa sono la Campania e la Basilicata, e non sono merito dei controlli, ma soprattutto merito delle persone che hanno compreso i rischi e che tranne qualche episodio isolato stanno davvero dando una prova di maturità importante.

Prima di alcune altre riflessioni sull’immobilismo che stiamo percependo in questi giorni ecco degli articoli interessanti:

Hanan al-Barassi
  • Iniziamo con la storia di Hanan al-Barassi, una donna libica che ha pagato con la vita la sua voglia di rivoluzione dei diritti umani nel suo paese sconvolto da anni di violenze.
    Clicca qui per leggere articolo di Daniela Ionita
  • Altro argomento internazionale interessante è quello del cambiamento climatico, riguarda tutti noi e le scelte della nuova amministrazione Biden sono interessanti e importanti. Ci parla di questo Riccardo Isernia, clicca qui per leggere.
  • Avete presente quando si vedono due donne o due uomini per strada mano nella mano e restiamo sconvolti ? Ecco perché in Italia c’è bisogno del DDL Zan a difesa di chi è ancora troppo lontano dal capire che l’amore non ha confini di genere. Clicca qui per leggere.
  • Chi non ha comprato su Amazon o tramite un portale di e-commerce ? Ormai tutti noi spendiamo i nostri soldi virtualmente, in questo articolo di Valentina Menassi ci spiega il perché questi giganti del web pagano meno tasse di tutti. Clicca qui per leggere.
  • Passiamo allo sport. Finalmente le donne hanno anche loro la dignità del professionismo, e finalmente si muovono i primi passi per abbattere il gender gap nello sport. Insomma, un primo passo per le sportive, ma un grande passo che spero coinvolga presto tutte le italiane. Clicca qui per leggere .

Queste sono delle premesse per una riflessione più ampia che possiamo cogliere da questo momento di apparente stasi per la nostra generazione.

L’immobilismo tutto italiano

Abbiamo davvero bisogno di ripensare totalmente l’approccio all’esistenza del cittadino fino a come l’abbiamo intesa oggi, e per questa rivoluzione copernicana c’è bisogno di due elementi fondamentali: la formazione delle abilità pratiche e teoriche. Stiamo vedendo in questo momento storico che l’immobilismo sta bloccando tutta la genesi di quello che dovrebbe essere il futuro dell’Italia.

Stamattina, il post su Facebook del direttore Enrico Mentana è eloquente di quello che pensano tutti i cittadini italiani in questo momento storico. Vada che la classe politica tutta è inadeguata da Salvini a Zingaretti passando per Renzi fino alla Meloni, ma oggi non basta etichettare, oggi è il tempo di agire anche di scontrarsi su idee di paese diverse ma di scontrarsi sui contenuti e non sui posti o su questa fantomatica cabina di regia per il Recovery Plan.

In questo quadro generale, l’allarme lanciato dal Governatore della Campania, Vincenzo de Luca non deve lasciarci indifferenti. Il rilancio del Sud deve essere l’obiettivo fondamentale di come verranno investiti i soldi che provengono dall’Unione Europea, o sarà così oppure ci sarà l’ennesima questione meridionale sulla pelle dei cittadini e di noi più giovani. Abbiamo visto negli ultimi tempi come l’Italia abbia due economie: quella del Nord sviluppata sui canoni europei e quella del Sud che rincorre da sempre quei canoni ma che ha un grande problema non solo culturale, ma sociale: quello del lavoro sommerso.

A questo si aggiunga che i servizi e anche il target economico del Sud favorisce quasi naturalmente il lavoro sommerso perché i salari sono più bassi e perché il costo della vita è minore o si rege da sempre sull’assistenzialismo che negli ultimi anni con il reddito di cittadinanza da misura straordinaria è diventata normalità. Insomma, altro che abolire la povertà al Sud quella: delle infrastrutture, dei servizi, in primi i trasporti e la sanità, e quella economica sono state soltanto narcotizzate dai redditi a pioggia, dai bonus e da tutte quelle misure che non hanno incentivato il lavoro e la possibilità di impresa.

Il Recovery Plan italiano: su cosa si dovrebbe puntare?

Il Recovery Plan italiano, quindi, a mio modesto avviso dovrebbe prevedere una grandissima spinta agli investimenti e ad una nuova riforma del fisco e delle pensioni che abbiano due obiettivi fondativi:

  • Garantire maggiori introiti ai lavoratori autonomi e dipendenti.
  • Garantire che ogni tipo di lavoro abbia un’uscita adeguata al tipo di usura pisco-fisica del proprio compito.

Bisogna invertire completamente quelli che sono stati i canoni delle politiche degli ultimi 20 anni, perché bisogna tassare non la ricchezza fisica e quella del lavoro, ma quella delle mere rendite finanziare cioè tassiamo il denaro per il denaro e non il denaro per il lavoro o per gli immobili.
Bisogna, quindi, abolire il concetto di quota 100 e reddito di cittadinanza dando maggiore equità e giustizia sociale.

A tutto ciò, si aggiunga che nuovi lavori stanno nascendo, e che la vera sfida sarà creare un istituto previdenziale europeo e un’unica tassazione progressiva europea che ci metta a riparo dal dumping economico che i paesi di Visegrad e alcuni dei cd. frugali compiono non solo ai danni dell’Italia ma dell’intera Unione Europea.

La Campania ed Ercolano

La Campania ed Ercolano sono soltanto dei puntini in uno scacchiere europeo, ma devono farsi trovare pronti per la sfida sempre e solo se questo governo o un qualsiasi governo nazionale abbia le capacità di prendere i soldi europei e farli diventare dei progetti esecutivi che possano dare credibilità non solo alla Politica ma a tutto lo stato italiano nei confronti dell’Unione Europea.

La mia città da qualche giorno sta vivendo l’incubo di un debito riscontrato soltanto poche settimane fa dall’ufficio Economato, e che riguarda dei mancati incassi che l’ente non ha realizzato nelle annualità precedenti. Oltre l’errore commesso, che spero venga chiarito e pagato, perché non può essere solo un software ad aver sbagliato, come ho avuto già modo di dire in questo post Facebook ora l’interesse per tutti noi giovani e non solo di Ercolano è che questo debito non significhi minori servizi e tasse più alte per chi decide di abitare nella città degli scavi. Al Consiglio Comunale, alla Giunta e al Sindaco dico: ora bisogna trovare una soluzione! Per il colpevole o i colpevoli il tempo ,come sempre, è galantuomo.

Nel mio piccolo sto cercando di dare il mio personale contributo al progetto OSE del gruppo Europarlamentare di Renew Europe, perché non esisteranno investimenti senza la sostenibilità ambientale. Insieme a ragazze e ragazzi di tutta Europa stiamo mettendo in campo una survey dove richiediamo semplicemente le abitudini e quale possano essere le vostre proposte più interessanti sul tema della sostenibilità ambientale. Clicca qui per dirci la tua! Lavorare a questo progetto insieme a Matteo, Giada, Pamela, Marianna, Naomi, Giuseppe e tutte le ragazze e i ragazzi che ci daranno una mano sarà una esperienza fantastica che mi fa ben sperare per il futuro politico della nostra Europa.

Questa neo zona arancione ancora non può permettere le elezioni del Forum della Città Metropolitana di Napoli, il rammarico per i mesi perduti in estate per colpa della solita e farraginosa burocrazia è tanto, ma questo fantastico gruppo di ragazze e ragazzi che unisce il Nolano, il Vesuviano, i Monti Lattari, la penisola Sorrentina con le isole del golfo di Napoli resiste a questa pausa forzata con delle brillanti attività nelle proprie città.

Ad Ercolano, infatti, stasera alle ore 21.15 avremo un’assemblea straordinaria per approvare il nuovo regolamento del Forum. Tra le novità più importanti la previsione di un capitolo di bilancio, la totale elettività delle cariche e il nuovo range dai 16 ai 34 anni così come richiesto dalla Legge Regionale. Riscriverlo da capo non è stato solo un divertimento da giurista, ma un cercare di ridare nuova linfa all’unica istituzione giovanile presente da oltre 10 anni in città. A questo, siamo in attesa da giorni che l’ufficio per il verde pubblico si muova ad andare a prendere e collocare sul territorio di Ercolano le piante donate dal signor Mario Arcucci, proprietario del Palazzo Arcucci che spero diventi una delle attrattive turistiche e culturali più belle di Ercolano.

Noi ci siamo, e anche se rinchiusi in casa cerchiamo di dare il nostro piccolo contributo per la nostra comunità e per i luoghi che amiamo.

Tazzina di Caffè: questa settimana non posso che consigliare “Ho visto Diego” il libro di Ciro Ferrara che racconta la sua esperienza di amico e compagno di squadra di Diego Armando Maradona, il D10S del calcio che ci ha lasciato prematuramente lo scorso 25 Novembre.

P.s. L’inchiesta sulla fondazione Open sta assumendo tinte sempre più fosche e poco chiare, i PM di Firenze collezionano una nuova bocciatura in Cassazione. Davanti a tutto questo, la fiducia nella Magistratura resta immutata, differente e urgente è, invece, ripensare ad una riforma complessiva del sistema giustizia dall’avvocatura passando per i processi telematici fino alla magistratura e alle varie modalità di accesso a queste nobili professioni. Ah, sia chiaro il primo passo per realizzare tutto questo, è avere un ministro che non sia Alfonso Bonafede.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

P.Avvocato lavoro presso Eni Gas e Luce s.p.a. 27 Anni. Vivo ad Ercolano (NA). - Sono Consigliere del Forum dei Giovani di Ercolano con delega al Forum della Città Metropolitana di Napoli. - Coordinatore del Comitato Territoriale di Italia Viva Ercolano. - Capo Allenatore per la Prima Divisione dello S.C. Ercolano. Mi piace scrivere di politica, cultura, sport e sono un grande tifoso del Napoli.

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