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La gabbia del narcisista

Il narcisista di per sé ha dei forti scompensi di svalutazione che cerca di soffocare con una fittizia egemonia.

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Il narcisismo è sinonimo di insicurezza, un meccanismo di difesa che si può tramutare in una realtà patologica. L’idea dell’io che si crea, è un’idea di megalomania. Questo avviene per un senso di inappagamento verso sé stesso, esso è infatti vittima di sé stesso, senza accorgersene. L’invalidazione appunto sta nella ricerca continua di una immagine “perfetta” da porre per l’esterno e questo porta a un tormento su cosa sia giusto o sbagliato, ogni decisione è basata sull’immagine di sé. Di conseguenza c’è un vero e proprio distacco dalla realtà, perché quello che viene messo in risalto dalla mente è il rafforzamento da una immagine fittizia, disconnessa dalla vera essenza.

La disistima per sé stessi

L’ immagine che un narcisista si crea è di una personalità egemone in una continua ricerca di perfezione. L’idea di fallire è una delle paure più forti infatti, che viene sfogata proiettandola sugli altri, trattando di conseguenza l’altra persona un fallito. Perché la verità è che questa sensazione la si vuole reprime in continuazione. L’immagine poi viene rafforzata anche dalla scelta di un certo tipo di lavoro, che rispecchia perfettamente la maschera creata. La verità? non sa cosa gli piace veramente, perché è troppo concentrato sulla sua immagine per conoscere il vero se stesso. Di conseguenza di fondo si crea una forte sensazione di sofferenza. L’insoddisfazione infatti è un sintomo che può emergere di conseguenza.

L’amore per se stessi è molto carente e quindi anche l’autostima è debole, questo consegue a una instabilità, specialmente nei rapporti di coppia, non amando e valorizzando se stesso non riuscirà mai a valorizzare e amare l’altro. Proietterà quindi questa cosa su qualsiasi uomo e donna che troverà nel suo cammino. Può anche scaturirsi un ulteriore meccanismo di difesa ovvero il non accettare l’amore di un’altra persona, precludendosi il benessere, perché di fondo c’è una incapacità a interfacciarsi con i propri bisogni più intrinsechi. Questa sofferenza provocata come conseguenza a questo schema inconscio, viene magari sfogata con la promiscuità sessuale.

Il fil rouge

Il meccanismo che si crea è un “fil rouge”: la solitudine è la maggiore paura, collegata alla ferita del rifiuto e quindi collegabile alla “ferita del non amato”, perché risale all’ossessione di non essere poi l’uomo o la donna “ideale”. Che riporta, in base al vissuto di ogni singolo soggetto, alla ferita dell’umiliazione. Di conseguenza tenderà ad avere rapporti con persone che gli risuonano un senso di valore che il soggetto non si da. Nei rapporti con gli altri tenderà a fare da giudice per ogni passo falso, perché accredita il suo senso di valore illusorio, lo fa sentire superiore e migliore come scritto sopra è un “fil rouge” per non sentire il suo senso di insicurezza, impotenza e inferiorità.

Non a caso ogni conferma che ha dall’altra persona è un approfittarsi per annientare la sua autostima, è un prevaricatore in sostanza. Si pone sul piedistallo perché così nessuno scalfirà la sua immagine “perfetta”. Un’altra forte paura infatti è il confronto, non può accettare alcun tipo di critica, perché nel profondo segnerebbe la sua maschera, e quel graffio sulla sua maschera porterebbe a scoprire che dietro quest’ultima è presente l’impotenza, la fragilità, mai ascoltata prima d’ora perché lo fa sentire debole. Tutta questa debolezza è mascherata dall’arroganza, posta sia per non ascoltarsi e sia per non far vedere agli altri che non si è così potenti come si vuole far vedere.

L’illusione

Un narcisista immerso nella sua trappola è in realtà un eterno bambino, è un dipendente o meglio osserva e ama paradossalmente la solitudine da dipendente, è convinto che tutti gli debbano qualcosa, come un bambino che piange per essere sfamato dalla mamma, quando questo non avviene gli si apre la ferita del narcisismo. E’ sempre alla ricerca di approvazioni altrui, perché non essendo connesso con se stesso non sa scegliere, allora cerca approvazioni esterne per lucidare ancora di più la sua maschera. Questo meccanismo riporta ancora di più la sua sensazione repressa di base l’insicurezza, continua a cercare approvazioni esterne e tutto ciò lo maschera con l’illusione al potere a cui tanto ambisce.

Il narcisista questo è, un illuso, un mendicante che nasconde la veridicità del suo essere vulnerabile. Tutto gira sull’amore verso sé al quanto carente, è ancora in uno stato infantile, ma senza la consapevolezza e un lavoro su di sé rimarrà a lungo se non prende le redini in mano. Il super ego è una istanza importate in questo caso perché coordina ogni azione, esso ne è succube, come ogni soggetto che si professa in modo infantile ancora in una certa età. Staccarsi dallo schema narcisistico è complesso, è vero, perché sostanzialmente un velo di narcisismo nella società è presente.

L’empatico

Nei rapporti di coppia (sia amicali che sentimentali), si manifesta lo schema della vittima e del carnefice, quest’ultimo si lega alle persone empatiche di solito. Ciò che l’empatico non sa è che il narcisista è una persona immatura e instabile e che per questo sua sensibilità solitamente è facilmente manipolato. Perché la vittima migliore per il narcisista è l’empatico? Beh semplice esso ha bisogno di attenzioni e ammirazioni, di quelle cure che lui stesso non sa darsi o che magari in età infantile non ha mai avuto, e quest’ultimo sa soddisfare alla grande queste aspettative, quando entrambi finiscono nella trappola ecco che nasce la co-dipendenza.

La società di per se è prevalentemente narcisista, mette l’ego al primo posto, premiandolo esempio con gare ecc.. premiando sempre il migliore. Diventa questo un riflesso abitudinale nelle nostre azioni e credenze, che per certe persone ha un impatto più potente, ma per il nostro inconscio collettivo è una trappola, specialmente per chi ha bassa autostima paradossalmente, ma non sempre. Per l’appunto anche il brutto anatroccolo era convinto di essere un brutto anatroccolo, visto in malo modo perché diverso, daltronde è stato educato così, quando in realtà era un maestoso cigno, e lo ha scoperto solo crescendo… Tutte sta nelle nostre mani, parlando a queste persone, decidi di esserne succube o distinto?

“Accetta te stesso così come sei. E questa è la cosa più difficile al mondo, perché va contro la tua formazione, istruzione, cultura. Fin dall’inizio ti stato detto come dovresti essere, nessuno ti ha mai detto, che vai bene così come sei” Osho

Ed è proprio così, è la via di uscita alla manipolazione del super ego.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono una ventenne autrice di emozioni. Mi sono fatta trasportare dalla passione per la scrittura, che di conseguenza mi ha portata a frequentare la facoltà di lettere. Per continuare in un futuro a coltivare scrivendo, la mia voglia di abbattere le mura di protezione che le persone si creano per la paura di conoscere.

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