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Joe Biden ha annunciato la sua squadra per affrontare il cambiamento climatico

Il presidente eletto ha affermato di aver scelto una squadra che darà la priorità alle politiche green, spingendo il settore dell’energia pulita e stimolando la protezione ambientale, così da rendere la battaglia contro il cambiamento climatico importantissima sia dal lato politico che economico.

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Il presidente eletto Joseph R. Biden Jr. ha presentato sabato i membri chiave del suo team incaricato di supervisionare i cambiamenti climatici, dichiarando che la sua amministrazione attuerà delle politiche green rivolte al ripristino dell’economia e alla creazione di nuovi posti di lavoro. Biden, parlando a un evento a Wilmington (Delawere), ha detto che il team per il clima sarà operativo fin dal primo giorno, ribadendo che sulla lotta al cambiamento climatico gli Stati Uniti sono già fin troppo in ritardo.

Un elemento di spicco sarà Gina McCarthy, ex amministratore dell’Agenzia per la protezione ambientale del presidente Obama. Biden le affiderà un nuovo ufficio della Casa Bianca, creato appositamente per lo sviluppo della futura politica ambientale dell’amministrazione americana. Il gruppo guidato dalla McCarthy conterrà membri progressisti come la rappresentante Deb Haaland del New Mexico, guida del Dipartimento degli interni e co-sponsor del Green New Deal, e figure dell’establishment come Jennifer Granholm, ex governatrice del Michigan selezionata da Biden come segretaria del dipartimento energetico.

Michael Regan, il principale regolatore ambientale della Carolina del Nord, è stato nominato a guidare l’Environmental Protection Agency, e Brenda Mallory, un avvocato ambientale di lunga data, presiederà il Council on Environmental Quality. Il vice della signora McCarthy sarà Ali Zaidi, che attualmente è vice segretario per l’energia e l’ambiente dello Stato di New York. Inoltre bisogna ricordare che Biden il mese scorso ha nominato l’ex Segretario di Stato John Kerry come referente internazionale sulla lotta al cambiamento climatico.

“Siamo in crisi”, ha detto Biden sabato. “Abbiamo bisogno di una risposta nazionale comune al cambiamento climatico”. Kamala Harris, la vicepresidente eletta e senatrice della California, ha ricordato che lo stato californiano quest’anno ha sopportato la peggiore stagione di incendi mai registrata. Definendo gli incendi solo come un sintomo della crescente crisi climatica, insieme alle inondazioni storiche nel Midwest e ad una stagione record per quanto riguarda gli uragani, ha ribadito che la crisi climatica non è una questione politica o una bufala, ma è una minaccia reale per tutto il mondo.

Ecco cosa ha in mente di fare Biden

Quando Biden entrerà in carica a gennaio, erediterà un governo impegnato a contenere la pandemia di coronavirus e un’economia ridotta in frantumi dalla perdita di milioni di posti di lavoro. Il presidente dovrà anche affrontare un percorso di ricostruzione normativo, dopo che l’amministrazione Trump durante i suoi 4 anni, ha invertito più di 100 normative ambientali, deridendo la scienza e sostenendo la produzione di combustibili fossili, i principali responsabili del riscaldamento globale.

Sabato Biden ha ricordato che intende fare della lotta ai cambiamenti climatici una parte importante nel percorso di ricostruzione dell’economia statunitense, chiedendo 500.000 nuove stazioni di ricarica per veicoli elettrici, la costruzione di 1,5 milioni di nuove case a basso consumo energetico, e la creazione di un “corpo civile per il clima”, che realizzi progetti sul clima e sulla sua conservazione.

Si prevede che il contenimento delle emissioni di carbonio creerà attriti con i leader degli Stati dipendenti dai combustibili fossili, ma i membri della nuova amministrazione si dicono sicuri che la lotta al cambiamento climatico creerà nuovi posti di lavoro. Le loro convinzioni si basano sul fatto che nel prossimo decennio molti paesi e diverse aziende intendono investire svariati trilioni di dollari in veicoli elettrici, tecnologia di rete, turbine eoliche e altri componenti a energia pulita.

Le nomine di Biden tuttavia devono ancora essere confermate dal Senato. Finora nessuna delle nomine del presidente eletto ha incontrato la resistenza repubblicana, ma alcuni gruppi che si oppongono al contrasto del cambiamento climatico hanno definito la Haaland come una donna troppo radicale sulle questioni energetiche. E i senatori repubblicani della Carolina del Nord non hanno confermato il loro sostegno alla nomina di Regan.

Inoltre i dettagli su come Biden intenda coordinare l’intero team rimangono poco chiari. In una lettera alla nuova amministrazione, quattro senatori democratici statunitensi, guidati da Edward J. Markey del Massachusetts, hanno chiesto a Biden di creare una nuova entità climatica che riferisca direttamente al presidente, elevando i consigli progettati per affrontare la giustizia ambientale e garantendo che i responsabili delle politiche green abbiano maggiore autorità all’interno dei dipartimenti economici chiave come quello del Tesoro, o all’interno dell’ufficio del Rappresentante commerciale degli Stati Uniti. In questo modo Biden dovrebbe dotarsi di una coordinazione esecutiva simile a quella con cui Roosevelt ordinò tutte le azioni della sua amministrazione durante la Seconda Guerra Mondiale.

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Nato nel 2001 in provincia di Monza, ho frequentato il Liceo Scientifico Banfi a Vimercate. Ora studio Scienze Internazionali e Istituzioni Europee presso l'Università degli Studi di Milano, e dal 2021 sono iscritto ad Azione. Con i miei articoli cerco di stimolare le persone a formare un proprio pensiero critico, così che sappiano muoversi nel caos del presente in modo sicuro e consapevole.

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