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Musica

Cristallo:” Ho scelto di non fermare la musica e di adattarmi al momento che stiamo vivendo”

Cristallo sul suo nuovo EP “Piano B”: “È aumentata la diffidenza la paura verso il prossimo, verso persone nuove.”

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Cristallo è Francesca Pizzo. Dopo l’esperienza nel duo Melampus, inaugura il progetto solista in lingua italiana a nome Cristallo. A fine 2019 pubblica i singoli “Cosa C’è” e “Falena”, mentre a maggio del 2020 pubblica “Casa di Vetro”. Anticipato nel corso dell’ultimo anno da quattro dei cinque brani che lo compongono, il nuovo EP di Cristallo si intitola “Piano B.

  • Perché Cristallo? Sei una ragazza fragile?

Nasce perché sono un’ amante delle pietre dure e all’inizio eri intenzionata ad adottare come nome d’arte il nome di una di queste pietre. Poi, alla fine, ho optato per cristallo perché lasciava più spazio all’immaginazione. Inoltre  cristallo descrive in parte anche la mia personalità. Le caratteristiche del cristallo  sembrano rispecchiare anche il mio carattere come  per la freddezza e la trasparenza; ritornano anche nei miei testi.  Come cantante, facendo riferimento alle proprietà del cristallo, sembra contraddistinguermi maggiormente non tanto la fragilità, ma la delicatezza.

  • Quanto ha influenzato il Covid la tua carriera musicale?

Io ero abituata a suonare molto dal vivo, perciò il covid ha determinato un blocco per tutti noi musicisti e cantanti. Questa lunga pausa si fa sentire anche perché non sono abituata. Inoltre avevo il disco pronto per l’uscita in primavera, ma la pandemia ha bloccato tutto poiché non si poteva organizzare il tour. La sospensione dall’attività del live mi ha portato a dovere scegliere in che modo proseguire il percorso artistico iniziato pochi mesi fa.

Ho così deciso di condividere col pubblico parte dei brani destinati al disco la cui uscita era prevista per la scorsa primavera ma che, come accaduto a molti altri colleghi, al momento è sospesa. Ho scelto di non fermare la musica e al contempo di adattarmi al momento che tutti stiamo vivendo. Inoltre penso che il covid abbia influenzato le mie relazioni, non solo di coppia ma relazioni anche con l’esterno. È aumentata la diffidenza la paura verso il prossimo, verso persone nuove.

  • Cosa lega tra loro le tracce dell’EP?

Il filo conduttore che intercorre tra le cinque tracce dell’EP è legato al confronto con l’altro, alle relazioni e al concetto di prossimità e fa perno sul binomio presenza/assenza. Guardarsi nella proiezione che l’altro ha di noi tentando di farla nostra; la possibilità di prendersi il giusto tempo per domandarsi cosa si desidera davvero: queste sono le tematiche sentite, scelte  nel mio nuovo lavoro discografico. Il sound dell’EP è una commistione di acustico e digitale.

  • Casa di vetro“: una finestra sul mondo reale e immaginario?

Ho abitato, per anni, in una casa che si affaciava su grandi alberi e ricordo di averli osservati molto. Allo stesso tempo questa immagine è una metafora di quello che significa relazionarsi con l’esterno e quindi anche  con gli altri. Il brano l’ho scritto molto prima della lockdown, anche se, secondo me, era puntuale rispetto al periodo che stavamo vivendo. Inoltre se si fa riferimento lockdown quella finestra sembra essere l’unica via d’uscita per evadere dalle nostre abitazioni. Come anche i nostri dispositivi digitali sono finestre.

  • Cosa ti aspetti dal 2021?

Come artista, spero al più presto di ritornare a suonare dal vivo. Il lavoro dietro la produzione di un disco è tanto e si esprime solamente nel momento in cui si porta il disco sui palchi. Come persona cercherò di alimentare tutti quei rapporti veri, profondi con le persone alle quali voglio bene e che in questi mesi non è stato possibile incontrare spesso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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