Connect with us

Mondo

Le infiltrazioni dell’estrema destra nella polizia tedesca

Le minacce di morte legate ad informazioni segrete della polizia e la scoperta di numerose chat di estrema destra tra gli agenti, hanno alimentato in tutta la Germania una serie di preoccupazioni sull’infiltrazione dell’estrema destra nelle forze armate tedesche.

Published

on

L’estremismo di estrema destra sta rinascendo in Germania, spaventando un paese che ogni giorno si ritrova ad affrontare il suo orribile passato. Il scorso mese un’inchiesta parlamentare iniziata ormai due anni fa, ha concluso che le reti di estrema destra sono penetrate ampiamente nei servizi di sicurezza tedeschi, comprese le forze speciali. Ma i riflettori dell’opinione pubblica si stanno concentrando soprattutto sulla polizia tedesca, una forza molto più decentralizzata e divisa in fazioni, soggetta ad una supervisione meno rigorosa, pur avendo un impatto più immediato sulla sicurezza quotidiana dei cittadini.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la più grande preoccupazione occidentale fu quella di impedire che le forze di polizia tedesche venissero nuovamente militarizzate, politicizzate e usate come arma da uno stato autoritario, come fu per la Gestapo. La polizia fu quindi radicalmente rivista, e ai cadetti di tutto il paese ancora oggi vengono insegnati i dettagli più spietati della vergognosa eredità nazista. Tuttavia negli ultimi anni la Germania è stata travolta da sempre più denunce riguardanti gruppi di estrema destra formati e supportati da agenti di polizia.

“Ho sempre sperato che si trattasse di casi individuali, ma ora ce ne sono troppi”, ha detto Herbert Reul, ministro degli interni della Vestfalia, lo stato più popoloso della Germania, dove ben 203 agenti di polizia sono indagati per presunti collegamenti con matrici estremiste. Per Reul l’allarme era suonato a settembre, quando si è scoperto che 31 agenti del suo stato avevano ricondiviso la violenta propaganda neonazista proposta dai gruppi estremisti . “Era quasi un’intera unità di ufficiali, e l’abbiamo scoperta per caso”, ha ricordato Reul la scorsa settimana in un’intervista. “Tutto ciò mi ha sconvolto. La situazione con cui abbiamo a che fare non è per nulla banale. Abbiamo un problema con l’estremismo di estrema destra e non so fino a che punto arriverà all’interno delle istituzioni. Ma se non ce ne occupiamo ora crescerà sempre di più”.

A ottobre invece sono state ritrovate delle chat piene di materiali razzisti ricondivisi da 25 agenti della polizia di Berlino. Separatamente, sei cadetti sono stati espulsi dalla stessa accademia di polizia dopo aver minimizzato l’Olocausto condividendo immagini di svastiche con un gruppo di amici. A novembre poi una stazione di polizia nella città occidentale di Essen è stata perquisita dopo che in una chat di WhatsApp erano state scoperte immagini a sfondo nazista. La scorsa settimana infine è stata scoperta un’altra violenta chat estremista che coinvolgeva quattro agenti di polizia delle città settentrionali di Kiel e Neumünster.

La Germania si trova quindi in un vero e proprio incubo, cominciato una sera del caldo agosto 2018, quando l’avvocata difensore tedesca di origine turca, Seda Basay-Yildiz, ha ricevuto un fax agghiacciante contenente le seguenti parole: “Brutta scrofa turca. Macelleremo tua figlia”. La signora era ormai abituata alle minacce dell’estrema destra, ma quest’ultima era diversa. Questo fax infatti conteneva il suo indirizzo, che non era stato reso pubblico date le precedenti minacce a suo carico. Ciò voleva dire che gli estremisti avevano avuto accesso a un database protetto dallo Stato. La signora preoccupata ha quindi chiamato la polizia, ma le successive indagini hanno dimostrato che le informazioni rubate dagli estremisti erano proprio state recuperate dai computer della polizia federale.

Basay-Yildiz è diventata famosa come avvocato dopo aver rappresentato la famiglia di un venditore di fiori turco, morto a seguito di un attacco del NSU, un gruppo terroristico neonazista che ha ucciso 10 persone, nove delle quali immigrate, tra il 2000 e il 2007. Le forze di polizia di tutta la Germania avevano iniziato a incolpare gli immigrati, non riuscendo a riconoscere che gli autori di quei terribili attacchi erano dei neo-nazisti ricercati. Fu da quel momento che l’avvocata Basay Yildiz cominciò a ricevere le prime minacce.

L’avvocata Basay-Yildiz

In tutto dal 2015 il governo statale tedesco ha riscontrato ben 77 casi di estremismo di estrema destra nelle sue forze di polizia. La scorsa estate ha nominato sul tema un investigatore speciale, il cui team si è concentrato esclusivamente sulle minacce via e-mail. Gli investigatori hanno quindi scoperto che le informazioni private della signora Basay-Yildiz erano state rintracciate su un computer del primo distretto di Francoforte, un’ora e mezza prima che ricevesse la minaccia. L’agente di polizia che in quel momento era il responsabile della postazione, è stato sospeso. L’intera stazione di polizia è stata poi perquisita, analizzando computer e cellulari, e portando alla sospensione di altri cinque agenti. Infine con lo svolgersi delle indagini i sospettati sono diventati addirittura 38.

“Se ci sono ben 38 persone sospettate, significa che ti ritrovi ad affrontare un problema strutturale. E se il governo non se ne rende conto, non cambierà assolutamente nulla”, ha detto sconfortata la signora Basay-Yildiz. Anche altri temono che l’infiltrazione degli estremisti nei ranghi della polizia costituisca per l’intera Germania una reale minaccia, tra cui una preoccupante sovversione delle istituzioni statali, le stesse che dovrebbero servire e proteggere il popolo, non a minacciarlo. “Gli estremisti stanno tentando di ribaltare lo stato dall’interno. Il rischio di un’infiltrazione è reale e deve essere preso sul serio”, ha detto Stephan Kramer, capo dell’agenzia di intelligence dello stato orientale della Turingia.

I corpi militari, ed in particolare la polizia, sono stati molto corteggiati dal partito di estrema destra Alternativa per la Germania, meglio noto come AfD, sin dalla sua fondazione nel 2013. Ben quattro dei suoi 88 parlamentari nel Bundestag (la camera federale tedesca), sono ex agenti di polizia, e l’intrusione nelle istituzioni statali, specialmente nelle forze armate, è stata parte della strategia del partito fin dall’inizio. Un’ala del partito più estremista si è poi già fatta molta strada tra le forze di polizia degli stati orientali.

Ci si chiede dunque se le forze di polizia possano vigilare adeguatamente su se stesse, allontanando gli estremisti al suo interno. Su questo punto l’avvocata Basay-Yildiz è molto scettica. Sul suo caso infatti nonostante numerose prove, la polizia non è riuscita ad identificare nessun colpevole. L’avvocata si è ormai convinta che la polizia abbia protetto gli estremisti all’interno dei suoi ranghi, e nel frattempo nuove minacce sono arrivate a casa della signora.

L’11 novembre, l’avvocata ha ricevuto la sua ultima minaccia con scritto: “Heil Hitler! Saluta tua figlia da parte mia”. Immediatamente ha denunciato l’accaduto alla polizia, ma la loro valutazione è stata che lei e sua figlia non fossero in reale pericolo. “Tutto ciò mi rende insicura: di chi posso fidarmi? E chi posso chiamare se non posso fidarmi della polizia?”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato nel 2001 in provincia di Monza, ho frequentato il Liceo Scientifico Banfi a Vimercate. Ora studio Scienze Internazionali e Istituzioni Europee presso l'Università degli Studi di Milano, e dal 2021 sono iscritto ad Azione. Con i miei articoli cerco di stimolare le persone a formare un proprio pensiero critico, così che sappiano muoversi nel caos del presente in modo sicuro e consapevole.

Trending