Connect with us

Cittadini

Ciro Di Maio e il suo riscatto con la Pizza Madre

La rubrica “Sulla Nostra Pelle” si aggiorna grazie alla bellissima storia di Ciro Di Maio, un ragazzo sfuggito alla criminalità organizzata. La sua salvezza è la pizza che lui prepara con dedizione e con prodotti rigorosamente italiani.

Published

on

Magari qualcosa, una moneta che cade, un piccolo braccialetto che si impiglia alla maglia di qualcuno, uno scontrino che scivola via, cambia il destino di una persona. E quella persona, per un piccolo, banalissimo gesto, non farà più le stesse cose che avrebbe fatto invece se quel gesto non si fosse verificato. E la sua vita prende un altro binario. Magari per sempre. Magari per un po’ soltanto. Chissà.”

Iniziamo, con questa bellissima citazione di Stefano Benni, questo articolo della rubrica “Sulla Nostra Pelle” che, quindi, si aggiorna con una nuova emozionante storia tutta italiana. Il protagonista è Ciro di Maio, un giovane pizzaiolo che è riuscito a cambiare il corso del suo destino.

Un’infanzia difficile

Ciro Di Maio nasce a Frattamaggiore, un piccolo comune in provincia di Napoli, cresce e si forma in una realtà fin troppo afflitta dalla criminalità organizzata che sembrava aver segnato per sempre il suo fragile destino. Il padre del ragazzo, il signor Eugenio, è caduto nella morsa soffocante di un sistema che distrugge la vita e il futuro non solo di chi cade all’interno della sua trappola, ma anche di tutti coloro che lo circondano.

Ciro trascorre, dunque, un’infanzia difficile e vede sfumare ogni possibilità di formarsi all’interno di una struttura protetta come la scuola che abbandona, pertanto, nella fragile età adolescenziale. Ma il ragazzo non si abbatte e, grazie alla sua innata forza d’animo, mostra una spiccata dedizione al lavoro che lo caratterizzerà fino alla svolta della sua vita.

La svolta

Suo padre, con estremo coraggio, riesce a liberarsi dalla stretta soffocante della camorra che da tempo ormai lo teneva in pugno e decide di crescere i suoi figli nella povertà totale in modo tale che questi ultimi non si lasciassero mai tentare da un demone irresistibile: il denaro facile. L’ingordigia di assaporare tra le mani la ricchezza e di sentire il profumo dei soldi che si moltiplicano facilmente senza alcuno sforzo, costituisce un facile tranello che fa precipitare l’uomo, con tutte le sue debolezze, nel vortice della criminalità.

Il numero fortunato con cui Ciro riesce a cambiare la sua vita è 350. Già, con soli 350 euro il ragazzo cambia rotta al suo destino che, invece di assaporare l’astratta briosità della ricchezza, lo porta a degustare una verve irresistibile famosa quasi come il Dio Denaro: la Regina Pizza.

Nel 2015 il ragazzo inizia un’avventura inaspettata perché trova, per caso, un lavo da pizzaiolo a Brescia per la catena “Rossopomodoro”. La svolta avvenne nel momento in cui la catena decide di lasciare la gestione in mano a sei soci. Tra di loro spicca Ciro che con tanta dedizione e impegno, passo dopo passo, compra le quote degli altri associati aiutato da un manager che ha lo stesso nome di suo padre, Eugenio.

Pizza Madre

E così nasce a Brescia il locale “Pizza Madre” che oggi impiega una quindicina di persone che comprendono anche tutti i dipendenti che rischiavano di rimanere a casa prima della gestione di Ciro. Questo locale è molto famoso per la veracità delle sue pizze, ma anche per il suo variegato menù alla carta di alta cucina. Come dice entusiasta Ciro:

“Ci amano perché rappresentiamo la tradizione napoletana della buona cucina. Utilizziamo ingredienti semplici, ma tutti freschi e selezionati. Anche per questo abbiamo ottenuto la fiducia di alcuni calciatori del Brescia Calcio, che mi chiedono dopo le partite o in certe occasioni speciali di cucinare per loro”

Anche Eva Henger ha potuto apprezzare queste prelibatezze cucinando insieme a Ciro le pizze che hanno al loro interno i migliori presidi: Olio Dop, Mozzarella di Bufala Campana dop, pomodorino del Piennolo, ricotta di bufala omogeneizzata e porchetta di Ariccia Igp.

Ma si sa, il segreto di una buona pizza è sempre nella pasta:

Scegliamo ogni giorno il livello esatto di idratazione, in base all’umidità di giornata. Ne esce un impasto molto lievitato, morbido, idratato. Seguiamo la tradizione anche nelle forme. Odio le pizze rotonde e realizzate come fossero un programma di un computer. Le pizze devono avere le orecchie e se c’è più pomodoro da una parte è perché utilizziamo pomodori veri, non salsine che si spalmano omogeneamente. Siamo veraci, anche le nostre pizze devono esserlo”

Che dire, oggi vi abbiamo riportato una storia molto forte, espressiva di un riscatto che ci fa comprendere quanto sia importante il nostro atteggiamento nei confronti delle avversità. Ci fa comprendere quanto siano importanti le nostre scelte su ciò che ci offre la nostra vita e quanto, queste ultime, denotano ciò che siamo o, comunque, quello che vogliamo essere.

Ciro è caduto nella trappola del gusto, del piacere del cibo sano che prevede l’utilizzo di prodotti rigorosamente italiani. Ciro rappresenta il riscatto, raffigura la vittoria ottenuta nonostante le avversità della vita.

“Pizza è una parola magica, quasi un abracadabra. Pronunci “Pizza” e molte cose si realizzano”

Fabrizio Caramagna

Ringrazio Ciro per aver affidato alle mie parole la sua straordinaria storia di forza e di coraggio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trending