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È morto Marsden, autore di “You’ll Never Walk Alone”, l’inno del calcio

La straordinaria storia dell’inno più famoso della storia del calcio, dal musical di Broadway Carousel fino all’Anfield Stadium di Liverpool.

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C’è un motivo preciso per cui se ad ogni appassionato di calcio domandate quale sarebbe il suo sogno sportivo vi risponde “una qualsiasi partita del Liverpool ad Anfield”, e quel motivo non è da ricondurre a un giocatore in particolare, né ad un allenatore, né tantomeno al gioco della squadra inglese, seppur illuminante.

Il motivo è da ricercare nell’atmosfera che lo stadio e gli spalti gremiti di famiglie e tifosi creano specialmente prima del fischio d’inizio, quando 50.000 persone intonano all’unisono le parole di “You’ll Never Walk Alone”, inno ufficiale del Liverpool e simbolo assoluto del calcio.  Come ogni pezzo d’arte in grado di suscitare emozioni, anche questo brano ha una storia da raccontare. 

Le origini

Carousel, musical tratto dal poema scenico Liliom, viene inscenato per la prima volta nel 1945 a Broadway, con le musiche di Richard Rodgers e i testi di Oscar Hammerstein. “You’ll Never Walk Alone” viene proposta agli spettatori in due scene diverse dello spettacolo: la prima quando la protagonista viene consolata per la perdita del marito, la seconda e più memorabile in occasione degli esami finali della classe in cui vi è la figlia adolescente della protagonista.

È proprio grazie a quest’ultima scena che il brano acquista grande popolarità negli Stati Uniti, tanto da essere una consuetudine in occasione delle feste di diploma negli USA. 

La diffusione europea 

Poco dopo l’emissione della versione cinematografica del musical, il brano conquistò la scena musicale americana ed europea. Furono tantissime le cover del brano registrate e interpretate dai più illustri cantanti del tempo quali Roy Hamilton, Frank Sinatra, Johnny Cash, Elvis Presley e Nina Simone. 

Negli anni ’60 a Liverpool oltre al fenomeno nascente Beatles, ai primi posti delle classifiche musicali vi erano stabilmente i Gerry and the Pacemakers, il cui leader era appunto Gerry Marsden, venuto a mancare qualche giorno fa all’età di 78 anni. 

La band nel 1963 cavalcò l’onda di entusiasmo creatasi attorno al brano e incise una cover di “You’ll Never Walk Alone”.

L’incontro con il Liverpool FC

All’epoca dei fatti era usanza comune per le tifoserie di calcio inglesi intonare prima e durante l’intervallo la top10 del momento, tra cui figurava anche la cover dei Gerry and the Pacemakers. Qualche mese dopo però, quando il brano non si trovava più in cima alle classifiche, un operatore della BBC riprese i tifosi dei Reds cantare all’unisono “You’ll Never Walk Alone” convincendo così il celebre Ed Sullivan Show a invitare la band inglese insieme ad alcuni tifosi del Liverpool per cantare insieme il brano in tv. Era nato un inno.

Nel 1965 avvenne la definitiva consacrazione durante la finale di Coppa d’Inghilterra contro il Leeds a Wembley, quando i tifosi intonarono il brano urlando ai propri giocatori che «non avrebbero mai camminato da soli» e il commentatore sportivo Wolstenholme descrisse la canzone come

«Il biglietto da visita del Liverpool». 

Il coronamento di un amore 

Con il passare degli anni il brano divenne non più un inno di calcio ma un vero e proprio simbolo dei Reds, il loro marchio di fabbrica con il quale erano conosciuti in tutto il mondo.

Per coronare questo legame artistico, le parole “You’ll Never Walk Alone” vennero inserite nella parte superiore dello stemma della squadra e vennero incise nello Shankly Gates, la celebre e maestosa entrata dell’Anfield stadium dedicata a Bill Shankly, nominato il più grande e vincente allenatore della centenaria storia del Liverpool. 

La disputa: Celtic, Borussia Dortmund e Liverpool

L’inno più famoso della storia del calcio lo è anche per la sua storia, i suoi aneddoti e la sua diffusione. Questo brano è stato adottato come inno da diverse altre squadre, non necessariamente inglesi, su tutte il Celtic, squadra scozzese, e il Borussia Dortmund, della Bundersliga tedesca. I primi hanno intavolato anni fa una disputa con il Liverpool su quale delle due squadre avesse adottato il brano come simbolo prima dell’altra. La prova che ad oggi sembra la più affidabile risiede nel libro dell’ex giocatore Reds Tommy Smith, il quale sostiene che Gerry Marsden avesse fatto sentire all’allora allenatore della squadra Bill Shankly una demo della cover non ancora pubblicata. 

“Shanks [Bill Shankly] era sorpreso di quel che aveva udito… I giornalisti sportivi erano al nostro seguito e, affamati di notizie fuori dall’ambito tecnico, riportarono l’accaduto alle loro redazioni, con l’effetto che tutti credettero che tale nuovo brano fosse l’inno ufficiale del Liverpool”

Nei quarti di finale di Europa League del 2016, si affrontarono Borussia Dortmund e Liverpool. Prima del fischio d’inizio le due tifoserie cantarono all’unisono le parole di “You’ll Never Walk Alone” dando vita ad un magico momento che ottenne il premio come “miglior immagine di tifo” di quella stagione. 

Questo è ciò che una cover, unita allo sport più seguito del mondo, riesce a creare: magia. 

Il testo 

When you walk through a storm, hold your head up high
And don’t be afraid of the dark
At the end of the storm, there’s a golden sky
And the sweet, silver song of a lark
Walk on through the wind
Walk on through the rain
Though your dreams be tossed and blown
Walk on, walk on
With hope in your hearts
And you’ll never walk alone
You’ll never walk alone
Walk on, walk on
With hope in your hearts
And you’ll never walk alone
You’ll never walk alone

Quando cammini nel bel mezzo di una tempesta
tieni bene la testa in alto
e non aver paura del buio
alla fine della tempesta, c’è un cielo d’oro
e la dolce canzone d’argento cantata dall’allodola
cammina nel vento
cammina nella pioggia
anche se i tuoi sogni saranno sconvolti e scrollati
va avanti, va avanti
con la speranza nel tuo cuore
e non camminerai mai da sola
non camminerai mai da sola
va avanti, va avanti
con la speranza nel tuo cuore
e non camminerai mai da sola
non camminerai mai da sola

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ciao! Sono Giulia, ho 20 anni e vivo a Modena. Ho iniziato a scrivere per alcune testate giornalistiche occupandomi di sport, mia grande passione, per poi focalizzarmi su attualità, politica e comunicazione. Mi sono sentita dire migliaia di volte che le donne nel mondo dello sport hanno semplicemente una funzione di "accalappia-ascolti". Vivo nell’utopia, che spero non rimanga tale, di rendere protagonista il contenuto di ciò che dico, non l’involucro.

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