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Economia

La nuova era della mobilità: nasce Stellantis

John Elkan e Carlos Tavares, Fca e Psa festeggiano la fusione ormai ultimata tra i loro due gruppi che darà vita a Stellantis.

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“È un giorno storico per Fca e per Psa e per i soci di entrambe le società. Negli ultimi 10 anni abbiamo aumentato di 5 volte il valore del Gruppo Fiat, la fusione proposta con Groupe Psa è un ulteriore coraggioso passo avanti nel nostro viaggio”

Esordisce cosi John Elkan alla vigilia delle ‘nozze’ tra Fca e Psa che darà vita al gruppo Stellantis grazie al 99,15% dei voti nell’assemblea degli azionisti Fca. Un matrimonio che alle quotazioni attuali unisce il gruppo italiano e quello francese in una maxi fusione da 44 miliardi di capitalizzazione a fine 2020. Oggi quindi il passaggio cruciale con le due case automobilistiche che hanno convocato , a porte chiuse per le restrizioni legate al Covid, le rispettive assemblee degli azionisti.  

Fca e Psa prevedono comunque di perfezionare la fusione il 16 gennaio 2021. Lo hanno comunicato i due gruppi automobilistici in una nota, indicando che il perfezionamento arriva a seguito delle approvazioni assembleari odierne e dell’ottenimento delle ultime autorizzazioni normative nel corso del mese scorso, tra cui in particolare da parte della Commissione europea e della Banca centrale europea.

Come si è arrivati alla fusione?

La strada per arrivare al consolidamento, che l’ex ad di Fca Sergio Marchionne vedeva fondamentale per il settore auto, fra cambi di paradigma e investimenti miliardari, è stata lunga e non sempre lineare. I primi abboccamenti, infatti, hanno visto protagonista proprio il compianto manager italo-canadese e Carlos Tavares, l’ad di Psa che guiderà il nuovo gruppo. Di fronte agli ostacoli, però, il Lingotto ha flirtato coi cinesi di Geely prima e con i coreani di Hyundai poi, per arrivare a un passo da una fusione con Renault, saltata quando la strada sembrava ormai in discesa, per tornare, infine, al tavolo con Psa Peugeot e a un matrimonio che farà nascere Stellantis, di cui il primo azionista sarà la Exor della famiglia Agnelli, che controllera’ il 14,4% del nuovo player dell’auto.

Dietro al gruppo guidato dall’erede dell’Avvocato, John Elkann, ci saranno la famiglia Peugeot(7,2%), lo stato francese (6,2% attraverso Bpi) e i cinesi di Dongfeng(5,6%): saranno loro i principali soci di Stellantis, che avrà sede in Olanda, dove gli azionisti potranno sfruttare i diritti sul voto multiplo, stringendo la presa sul gruppo.

I ruoli di amministratore delegato rimarranno a Carlos Tavares, attuale guida di Psa; Sarà lui a guidare una casa automobilistica il cui fatturato potrebbe sfiorare i 200 miliardi con 9 milioni di veicoli l’anno. Se il manager sarà l’undicesimo uomo in un consiglio d’amministrazione altrimenti diviso pariteticamente fra l’anima italo-americana e quella francese, a presiedere il board rimarrà Elkann. Un ruolo cruciale lo avrà anche Mike Manley ovviamente. Dopo aver preso sulle proprie spalle, come numero uno di Fca, l’ingombrante eredità di Marchionne, il manager, protagonista in passato del rilancio del marchio Jeep, si occuperà del redditizio e cruciale mercato americano.

John Elkann

Il voto dei soci dei due gruppi, ovviamente, sarà un passaggio fondamentale in vista della fusione, che Fca e Psa Peugeot vogliono chiudere entro il primo trimestre. L’accelerazione, annunciata lo scorso autunno, sembra legata alla convinzione che l’Antitrust Ue darà il proprio via libera al matrimonio grazie anche agli aggiustamenti messi in campo dai due gruppi su diversi fronti, a partire da quello dei veicoli commerciali leggeri. 

Stellantis ha già comunicato che continuerà a possedere i 15 marchi che portano in dote Fca e Psa con questo accordo storico. Al nuovo amministratore delegato, Tavares, spetta ora la realizzazione di un piano industriale che, stando a quanto si sa finora, non avrà ripercussioni sul reparto produttivo e sugli stabilimenti. Tutto dovrebbe essere pronto entro l’estate, quando Stellantis mostrerà al mondo e ai consumatori un nuovo inizio. Una novità che, intanto, potrebbe esser ben accolta dai lavoratori riguarda la presenza di rappresentanti dei sindacati nel board.

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Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver ottenuto la triennale mi sono trasferito a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso La Sapienza. Faccio supplenza in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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