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Economia

La chiusura da un miliardo e mezzo a weekend

Il luogo dello shopping per eccellenza è stato vittima dei vari dpcm e questo ha causato delle perdite importanti annientando la concorrenza con i negozi esterni ai centri commerciali.

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Avete presente la sensazione che si prova a trascorrere ore e ore del nostro prezioso weekend in coda per acquistare un regalo di Natale, un vestito o qualcosa che ha semplicemente catturato la nostra attenzione a causa di qualche strategia di marketing ben strutturata?

Questa sensazione sembra essere stata dimenticata a causa delle innumerevoli chiusure dei centri commerciali durante il weekend che hanno causato dei grossi danni economici al punto che ANCC-Coop, ANCD-Conad, Confcommercio, Confimprese, CNCC – Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali e Federdistribuzione hanno lanciato un appello che sembra però essere rimasto inascoltato. Talmente inascoltato che, dati alla mano, le chiusure dei centri commerciali nel weekend sono costate un miliardo e mezzo alla settimana.

Inoltre, una stima inquietante peggiora ancora di più la prospettiva economica. Si teme la perdita di migliaia di posti di lavoro, tenuto conto che, su 36.000 negozi attivi nelle oltre 1.200 strutture rappresentate dal Cncc, 7.000 sono a gestione familiare. Dobbiamo anche considerare un fattore molto importante che ha peggiorato ulteriormente le sorti dei poveri commercianti dei centri commerciali: alcuni weekend i negozi che non si trovavano all’interno dei centri commerciali erano aperti.

Sicuramente questo fattore ha eliminato la competizione dei centri commerciali favorendo i negozi al di fuori di essi. Speriamo che le prossime riaperture in vista dei saldi invernali saranno finalizzate ad aiutare questa categoria colpita dal Coronavirus e dai vari dpcm.

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Sono nata a Brescia il 1 gennaio 1998 e studio Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Bergamo. Ho una una forte passione per la politica e l’attualità la quale mi ha permesso di partecipare alla conduzione di una trasmissione radio e di creare il podcast “Pensa Liberamente” assieme allo staff della Politica del Popolo (insomma, avrete capito che parlo molto). Una delle mie sfide più importanti è quella di stimolare i giovani a ragionare e non permettere a nessuno di farlo per loro.

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