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Cultura

Un viaggio introspettivo attraverso “Il peso delle parole”

Questo meraviglioso romanzo edito Dark Zone vi porta in un viaggio introspettivo grazie all’utilizzo dell’espediente narrativo del flashback. Attraverso la storia di vita di cinque intraprendenti personaggi potrete capire quanto le parole pesano nelle nostre vite.

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Olimpia Emma Petruzzella nasce a Molfetta e alla tenera età di quattro anni inizia a studiare musica diventando, in poco tempo, un’abile violinista. Si è laureata alla magistrale di “Archeologia” presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e oggi vive a Roma dove frequenta il master di Drammaturgia e Sceneggiatura presso l’Accademia di Arte Drammatica “Silvio D’Amico”.

Inoltre, manda avanti diverse collaborazioni importanti con alcune testate giornalistiche e magazine online e, nel mentre, gestisce un blog di critica letteraria con il nome “Biancaneve critica”. Nel 2013 pubblica il suo primo straordinario racconto, “Storia di noi due”.

Attualmente collabora con l’agenzia letteraria “SaperScrivere” come ghostwriter e con l’agenzia di comunicazione web “Pantomedia” come social media manager. In queste ultime settimane ho avuto il piacere di leggere un suo bellissimo romanzo intitolato “il peso delle parole” ed edito da Dark Zone in cui si intrecciano le vite di personaggi intraprendenti immersi nelle difficoltà delle loro tumultuose vite.

I personaggi

Strutturato in 25 capitoli che racchiudono un racconto che si sviluppa in 580 pagine circa questo romanzo racconta la vita di cinque personaggi legati dalla complessità delle loro vite:

  • Sean, un ex violinista con un padre assente e un’estrema attrazione verso quello strumento, il violino, che tenta di ripudiare ma che sente sempre presente nel profondo della sua anima;
  • Vanessa, un’estroversa editor che si sente sempre sbagliata, inadeguata, o meglio, incompleta e che per questo si ritrova ben presto ad essere divorziata e circondata da relazioni vuote e prive di sentimento;
  • Logan, un attore gay che, essendo sempre alla ricerca di nuove esperienze, con il suo sregolato comportamento da ragazzo iper viziato riesce a far cadere il matrimonio del suo amico in una crisi quasi insanabile;
  • Mark, un famoso sceneggiatore anch’egli gay, con uno spiccato senso dell’amicizia e dell’amore anche se, sotto quest’ultimo aspetto, inciamperà in qualche errore imperdonabile;
  • Diana, la vera protagonista di questo romanzo, una giovane sceneggiatrice di successo che a causa del suo passato che la vide vittima di episodi di bullismo psicologico, non riesce a lasciarsi andare nelle relazioni con il prossimo.

Intrecciamo le vite di questi straordinari personaggi e il gioco è fatto. Il risultato è una combo di emozioni quotidiane che costellano le vite di molte persone. Una volta terminata la lettura di questo romanzo, che apparentemente può sembrare un semplice racconto di storie di vita di persone comuni, matura dentro me la profonda sensazione di solidarietà e vicinanza verso questi personaggi che in fondo rappresentano le paure, le emozioni, le sensazioni di tutti noi.

I flashback che ci fanno viaggiare

Attraverso il susseguirsi delle pagine iniziamo a comprendere il comportamento introverso di Sean che nasconde la sua essenza con un eccentrico foulard rosso sempre nel collo. Riusciamo a comprendere l’atteggiamento di Vanessa che, nella sua esuberanza eccentrica cerca di colmare un’incompletezza che nasce dall’apparente perfezione dell’amica e, ancor di più, riusciremo a recepire le emozioni della protagonista Diana che a causa del bullismo subito si trasforma in una vera e propria Sherlock Holmes.

In altre parole, questo romanzo è un viaggio introspettivo che affronta tematiche molto contemporanee e sensibili, una fra tutte il bullismo psicologico. Attraverso le sue parole, la scrittrice ci fa comprendere quanto una ripetuta “presa in giro” possa influire per sempre sulla vita di una persona cambiando inevitabilmente il suo modo di essere e di rapportarsi con la società. E questo mi porta a comprendere anche la scelta del titolo: “il peso delle parole”.

Ma non finisce qui. Questo romanzo che ci porta ad immedesimarci nei successi e, soprattutto, nelle debolezze interiori dei protagonisti, utilizza uno strumento narrativo importante: i flashback. Capitolo dopo capitolo viaggiamo negli anni che hanno segnato per sempre i personaggi del racconto.

Che dire cari lettori e lettrici, amate i flashback? Amate i racconti che vi portano in un viaggio introspettivo? Amate i romanzi che affrontano tematiche sensibili e contemporanee? Beh allora non vi resta che iniziare a leggere questo straordinario testo e, nel raccomandarvelo, vi auguro una buona riflessione interiore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

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