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Economia

La madre di tutte le bolle: Bitcoin

Dopo aver stabilito un nuovo record di oltre 42.000 dollari venerdì scorso, il Bitcoin si è stabilizzato a circa 40.000 dollari il sabato, ma alla fine è arrivata una severa stangata domenica e il movimento al ribasso non sembra ancora finito.

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Dopo aver stabilito un nuovo record di oltre 42.000 dollari venerdì scorso, il Bitcoin si è stabilizzato a circa 40.000 dollari il sabato, ma alla fine è arrivata una severa stangata domenica e il movimento al ribasso non sembra ancora finito. Il Bitcoin viene scambiato a 31.200 dollari al momento della scrittura, dopo un minimo di quasi 30.000 dollari.

Considerando che il Bitcoin si stava muovendo verso i 41.000 dollari ieri mattina ciò equivale a un calo del 26,45% rispetto al massimo storico aggiornato appena l’8 gennaio scorso. A questo ovviamente va aggiunta la volatilità che stanno attraversando i mercati azionari a causa dei nuovi focolai Covid in Cina e al processo di impeachment atteso oggi sul presidente uscente Donald  Trump.

A cosa si deve il calo?

La recente forte ascesa del Bitcoin e il picco psicologico di 40.000 dollari sembra giustificare questo calo. Tuttavia, va anche sottolineato che sempre più voci si levano per mettere in guardia contro la velocità con cui il Bitcoin ha progredito nelle ultime settimane.

Il Bitcoin potrebbe essere la “madre di tutte le bolle” secondo Bank of America. In particolare, BofA Global Research, nel suo rapporto settimanale “The Flow Show” pubblicato giovedì scorso e riportato da MarketWatch, ha sollevato la questione se il movimento dei prezzi del bitcoin rappresenti la “madre di tutte le bolle“.

A tal fine, la banca ha paragonato l’ascesa della Bitcoin a vecchie bolle che sono scoppiate. Ciò include un aumento del prezzo dell’oro di oltre il 400% alla fine degli anni ’70, oltre ad altre notevoli manie d’investimento: le azioni giapponesi alla fine degli anni ’80, il mercato azionario thailandese a metà degli anni ’90, le dot-com alla fine degli anni ’90 e i prezzi delle abitazioni a metà degli anni 2000. Tutti questi settori hanno registrato guadagni a tre cifre prima di crollare. Più di recente, anche le azioni cinesi, le biotecnologie e le Big Tech FAANG hanno fatto enormi guadagni.

“La madre di tutte le bolle”

La conclusione è che il Bitcoin sembra “la madre di tutte le bolle” secondo Michael Hartnett, responsabile della strategia di investimento della Bank of America Securities. Hartnett sottolinea nel suo rapporto che la spettacolare ascesa di Bitcoin negli ultimi due anni (un’impennata di circa il 1.000% dall’inizio del 2019) è di gran lunga superiore ai guadagni di altre attività che hanno visto un aumento massiccio negli ultimi decenni.

Va notato che lo studio di BoA non prevedeva in realtà che i prezzi del Bitcoin sarebbero diminuiti. Ha semplicemente indicato l’evoluzione della Bitcoin come un altro esempio di comportamento di investimento sempre più speculativo. Da un punto di vista grafico, vale la pena notare che il calo attuale sta iniziando ad essere sufficiente ad offuscare il profilo rialzista di Bitcoin visibile nei dati giornalieri. Un breakout al di sotto dei 35.000 dollari indebolirebbe ulteriormente il profilo grafico di Bitcoin e potrebbe far presagire un ritiro ancora più profondo.

L’11 gennaio si è espressa anche la Financial Conduct Authority, l’autorità di vigilanza britannica che con una nota ha lanciato un chiaro monito agli investitori: “La Fca è consapevole del fatto che alcune società stanno offrendo investimenti in criptoasset, o prestiti o investimenti legati a criptovalute, che promettono rendimenti elevati. Se i consumatori investono in questi tipologie di prodotto, dovrebbero essere pronti a perdere tutti i loro soldi”. E ancora “Come per tutti gli investimenti speculativi ad alto rischio”, ha proseguito la Fca, “i consumatori dovrebbero assicurarsi di comprendere in cosa stanno investendo, i rischi associati a tale investimento e qualsiasi protezione normativa applicabile”.

Il vertiginoso crollo del Bitcoin nelle ultime 48 ore ha confermato, semmai dovesse occorrere qualche ulteriore chiarimento, che a prevalere sulla criptovaluta erano stati ancora una volta i movimenti speculativi (e non certo un rinnovato interesse nella moneta come strumento di pagamento). Nel dettaglio, affermano alcuni esperti, sarebbero stati i miner ovverp i soggetti che attraverso le proprie macchine di calcolo permettono alla blockchain di essere efficiente in cambio di una ricompensa in Bitcoin, ad aver realizzato i propri guadagni vendendo la cripto di cui erano in possesso.

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Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver ottenuto la triennale mi sono trasferito a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso La Sapienza. Faccio supplenza in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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