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Le elezioni negli stati europei da tenere d’occhio nel 2021

Nel 2021 in molti stati europei si andrà alle urne, e ciò, a seconda dei diversi scenari, influenzerà inevitabilmente l’intera politica continentale. Cerchiamo allora di analizzare quali tra le tante elezioni di quest’anno dovremo tenere in considerazione con un occhio di riguardo.

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In tutta Europa si terranno elezioni che potrebbero scuotere il panorama politico continentale, anche se bisogna tenere conto che la pandemia da coronavirus potrebbe continuare a causare disagi e rinvii, come nel 2020. Ma alcune cose sono certe: Angela Merkel, leader di lunga data della Germania ed elemento cardine per l’intera Unione Europa, è pronta a dimettersi, ed anche altri leader politici di alto livello dovranno affrontare le elezioni, che saranno inevitabilmente un referendum sulla loro gestione della pandemia.

Le elezioni presidenziali portoghesi – 24 gennaio

André Ventura, candidato presidente e leader del partito di estrema destra “Chega”

I sondaggi danno il presidente in carica Marcelo Rebelo de Sousa ad oltre il 60% dei consensi. Sousa appartiene al Partito Social Democratico, un movimento politico liberale e di centrodestra, che trova al Parlamento Europeo un affiliazione con il partito popolare. In Portogallo il Partito Social Democratico si trova all’opposizione del governo di minoranza guidato da Antonio Costa, socialista.

Dietro di lui i sondaggi danno la socialista Ana Gomes (13%) e sorprendentemente il candidato di estrema destra André Ventura (10%), che ha fondato il suo partito “Chega” solo nel 2019. A seconda di come andrà Ventura alle elezioni, l’estrema destra portoghese potrebbe diventare una forza importante del paese, confermando una tendenza che vede interessati tutti i paesi europei.

Le elezioni politiche olandesi – 15/17 marzo

Mark Rutte, primo ministro dimissionario olandese e leader del Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia.

In testa ai sondaggi con ben 37 seggi su 150 troviamo il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD), partito di centro-destra guidato dal primo ministro Mark Rutte. Il partito del primo ministro aveva guadagnato molti consensi a seguito della sua morbida gestione del coronavirus, e ora sperava di sfruttare questo rinnovato supporto per riconquistare la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti. Ma nella giornata di ieri Rutte si è dovuto dimettere a seguito di un vecchio scandalo riguardante la richiesta del governo di richiamare indietro alcuni sussidi concessi alle famiglie. Non si sa come l’opinione pubblica reagirà a queste dimissioni, ma solitamente gli olandesi apprezzano i politici che si assumono le proprie responsabilità, e il vantaggio del VVD è davvero enorme. Rutte inoltre è uno dei leader più longevi d’Europa, e se vincesse si ritroverebbe davanti ad un quarto mandato da primo ministro.

Anche in questo caso bisogna tenere d’occhio i partiti di estrema destra: il partito Forum per la Democrazia è emerso sulla scena politica nel 2016 e ha ottenuto un grande punteggio sia nelle elezioni provinciali del 2019 sia alle elezioni europee dello stesso anno. Tuttavia la popolarità del partito è diminuita negli ultimi mesi a causa di alcune lotte interne ai suoi vertici. Ne ha approfittato l’altro partito di estrema desta, il più affermato Partito per la Libertà, guidato da Geert Wilders, che ora si trova alle spalle del partito di Rutte, potendo arrivare a vincere ben 24 seggi. Wilders inoltre potrebbe sfruttare le recenti dimissioni del governo per guadagnare ancora più consensi e recuperare lo svantaggio.

Le elezioni parlamentari bulgare – 28 marzo

Il primo ministro e favorito alle prossime elezioni, Boyko Borisov

Le elezioni parlamentari bulgare arriveranno dopo mesi di proteste anti-governative che chiedono le dimissioni del primo ministro Boyko Borisov, a causa delle accuse di corruzione a suo carico e della sua influenza sulla magistratura e i servizi di sicurezza nazionali. Borisov ha cercato di placare le proteste con un rimpasto di governo, ma ciò non ha avuto l’esito sperato e ora l’entourage governativo teme che i socialisti bulgari possano vincere le elezioni.

Sempre quest’anno inoltre si terranno nel paese le elezioni presidenziali. Nessuno si è ancora candidato, ma il presidente socialista in carica, Rumen Radev, che ha criticato duramente Borisov negli ultimi mesi, può essere rieletto.

Tornando a focalizzarci sulle elezioni parlamentari, resta da vedere se emergerà una nuova coalizione dopo i recenti disordini, ma al momento, il partito di Borisov “Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria”, è in testa ai sondaggi con il 28%. Il Partito Socialista, guidato da Korneliya Ninova, è subito dietro intorno al 25%. Per distogliere l’attenzione dalle proteste, Borisov ha concentrato la sua campagna elettorale sugli scandali di corruzione dei socialisti, e sulla mancata lotta alla criminalità organizzata, che ha limitato l’accesso della Bulgaria ai fondi dell’UE nel 2008. Il primo ministro accusa anche i socialisti di stretti legami con il Cremlino, sebbene Borisov stesso abbia intrattenuto rapporti piuttosto cordiali con Mosca.

Bisogna poi ricordare che l’esito del voto non riguarderà solo la Bulgaria: per garantirsi il sostegno di un piccolo partito nazionalista, Borisov ha ostacolato infatti la Macedonia del Nord nel suo percorso di adesione all’Unione Europea.

Le elezioni parlamentari scozzesi – 6 maggio

La prima ministra scozzese Nicola Sturgeon

La corsa parlamentare in Scozia sarà da tenere d’occhio in modo particolare: la prima ministra scozzese Nicola Sturgeon ha infatti detto che chiederà un referendum sull’indipendenza, aprendo così la strada ad una resa dei conti con il governo del primo ministro britannico Boris Johnson. La Scozia ha votato per rimanere nel Regno Unito con un margine del 55% dei voti in un referendum sull’indipendenza del 2014, ma Sturgeon ritiene che il malcontento scozzese sulla Brexit e il crescente sostegno all’indipendenza, possa portare ad un risultato molto diverso. Lo Scottish National Party della Sturgeon è saldamente in testa ai sondaggi, con ben il 54% delle preferenze.

Le elezioni politiche tedesche – 26 settembre

La cancelliera tedesca Angela Merkel e il suo successore alla guida della CDU, Armin Laschet.

Questa sarà la prima elezione in cui Angela Merkel, leader del partito Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU), non si candiderà alla carica di cancelliere. La leader tedesca infatti vuole ritirarsi dal mondo politico, lasciando così la guida del paese che governa ormai ininterrottamente dal 2005. Chi prenderà il suo posto è la grande domanda, non solo per la Germania ma anche per l’Europa, dove è stata a lungo considerata la leader e la guida più potente del continente.

Nella giornata di oggi il congresso della CDU ha eletto Armin Laschet, primo ministro della Renania Settentrionale-Vestfalia, presidente del partito con ben 521 voti, battendo la concorrenza di Friedrich Merz, avvocato milionario esponente dell’ala più a destra del partito. Laschet era considerato il candidato più in linea alla politica della Merkel, e poteva contare sugli alti consensi all’interno del suo stato e sull’appoggio di altri importanti esponenti del partito. Tuttavia molti non lo ritengono all’altezza di ricoprire il ruolo di cancelliere, e soprattutto il ruolo di guida europea, che molti nel continente si aspettano dalla Germania. D’altra parte Merz sarebbe stato un successore ancora più controverso, per via dei suoi toni sprezzanti contro l’immigrazione e le questioni di genere, e a causa della sua lontananza dalla visione politica della Merkel.

Gli attuali alleati di governo della Merkel, ovvero i socialdemocratici (SPD), hanno invece presentato come candidato cancelliere il ministro delle finanze Olaf Scholz, mentre i Verdi non hanno ancora annunciato un loro candidato. Quest’ultimi saranno da tenere d’occhio in modo particolare perché attualmente sono tra i partiti più piccoli del Bundestag, ma il loro sostegno è cresciuto dalle ultime elezioni, portandoli al secondo posto nei sondaggi, dietro alla CDU della Merkel e l’SPD.

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Nato nel 2001 in provincia di Monza, ho frequentato il Liceo Scientifico Banfi a Vimercate. Ora studio Scienze Internazionali e Istituzioni Europee presso l'Università degli Studi di Milano, e dal 2021 sono iscritto ad Azione. Con i miei articoli cerco di stimolare le persone a formare un proprio pensiero critico, così che sappiano muoversi nel caos del presente in modo sicuro e consapevole.

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