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Cultura

Tu prova ad avere un’idea – Ripensando De André e Gaber

Un confronto profondo e dettagliato tra due dei più grandi cantautori italiani edito da Ensemble, dalla penna di Felice Di Giandomenico, Michele Balducci, Raimonda Basso Bondini, Roberta Di Bonito e Paola Pirani.

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Quante volte ci siamo trovati ad ascoltare una canzone di Fabrizio De André o di Giorgio Gaber e a riflettere su quello che vogliono comunicare attraverso le loro parole. Spesso i loro testi sono stati il motore per scatenare critiche ma anche apprezzamenti nei confronti di certe tematiche o argomenti che loro stessi hanno portato alla luce.

Il “mestiere” del cantautore si sa, é in ogni modo quello di risvegliare gli animi, di smobilitare gli spiriti. Questa settimana per la nostra rubrica “Il libro della settimana” vi parliamo di “Tu prova ad avere un’idea – Ripensando De André e Gaber” edito da Ensemble.

Il libro riporta le osservazioni e le parole di artisti, giornalisti e altre persone che sono state vicine a Fabrizio De André e a Giorgio Gaber , si delineano gli ideali, le riflessioni, le inclinazioni di quelli che sono stati due grandi cantautori italiani e che ci vengono presentati attraverso i loro punti in comune e le loro differenze. Prima di essere cantautori sono stati uomini e in quanto tali anime dotate di una spiccata personalità, di uno spirito osservatore e di una grande capacità di rielaborare pensieri.

L’uomo travolto dall’utilitarismo

Ciò che rimane punto fermo é che entrambi erano proiettati nella libera riflessione sull’uomo, sulla società, sulla realtà e sulla vita.

“In un’epoca come la nostra dove l’omologazione, il non-pensiero, l’appiattimento culturale la fanno mediamente o meglio mediaticamente da padrone”

E’ questo uno dei punti d’incontro evidenziati in questo libro tra i due cantautori: l’uomo é al centro di un mondo in continua evoluzione dove non esiste più spazio per l’individualità. L’essere umano viene travolto dall’utilitarismo, fenomeno per cui l’individuo entra in un circolo vizioso dove si preoccupa più dell’apparire e dell’avere piuttosto che dell’essere.

Il libro percorre un viaggio tra le personalità dei due cantautori facendo luce sui loro ideali, ma soprattutto su ciò che li univa e ciò che li divideva. Quello che ha distino i due cantautori, uno dall’altro, é stato il loro substrato culturale, le loro origini.

Ci identifichiamo in ciò che siamo oppure no?

Per arrivare a formulare pensieri e riflessioni come ci viene esposto nel libro, ogni individuo dovrebbe essere in grado di affrontare una crisi individuale come affermano entrambi.

“A volte la propria personalità rimane impigliata nella rete di sovrastrutture socio economiche che conformano l’individuo più all’avere che all’essere”

Uno dei capitoli del libro si focalizza proprio su questo tema: ci identifichiamo per ciò che abbiamo e non per ciò che siamo. Una delle differenze che viene evidenziata tra Gaber e Faber é quella della forma ma non contenutistica. Gaber é sempre stato più realista mentre Faber più fiabesco.

Il libro ci porta a galla tutto ciò che abbiamo sempre sentito dalle parole e dalla musica dei due artisti per chi fosse sempre stato appassionato ascoltatore e fa compiere una scoperta stimolante per chi non li avesse magari mai sentiti per davvero.

Di due artisti come Gaber e Faber non si potrà mai finire di parlare, argomentare e scoprire ma che voi siate appassionati o non, “Tu prova ad avere un’idea – Ripensando De André e Gaber” edizioni Ensemble, merita davvero una lettura attenta.

Mettete da parte superficialità e apatia e preparatevi a un viaggio cultural-socio-politico su due grandi cantautori che ancora oggi nel 2020 hanno ancora tanto da raccontarci. La cultura continua a viaggiare negli anni. Le idee e le riflessioni profonde non conoscono né generazione né epoca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nata a Bologna il 10/06/1990. Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne all’Universitá di Bologna. Appassionata di musica, cinema, danza, teatro, arte e sostenitrice della cultura in generale come valore aggiunto.

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