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Politica

Da voltagabbana a “costruttori”: dibattito sul vincolo di mandato

Nasce un gruppo al Senato in difesa di Conte e ora anche al Movimento non piace più il vincolo di mandato.

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Nasce al Senato “Maie-Italia 23”, un nuovo gruppo parlamentare di Senatori raccattati nei meandri più bui e dimenticati di Palazzo Madama, pronti a sostenere l’attuale Premier per un eventuale governo Conte Ter. Sono i “costruttori”(di cosa?), novelli salvatori della Patria, i “responsabili”. Così li apostrofa la stampa mainstream e soprattutto il nuovo organo di stampa di palazzo Chigi, Il Fatto Quotidiano. L’epiteto di voltagabbana, traditori e trasformisti, solitamente usato dal Movimento per descrivere i protagonisti di queste mosse da palazzo stile Prima Repubblica, è ormai abbandonato.

Il vincolo di mandato e la Costituzione

Nel mezzo di questa invernale crisi di governo, ritorna in auge nel dibattito pubblico un tema che era feticcio del primo Movimento, anche se ormai sembra non farsene più un problema: il vincolo di mandato.

L’articolo 67 della costituzione recita che «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.»

Il mercato delle vacche

Era il 2019, poco più di un anno fa, quando Di Maio, all’indomani del passaggio di una sua parlamentare ad Italia Viva, sembrava più che intenzionato a parlare con il Pd per fermare quello da lui definito “mercato delle vacche”, cioè la trasmigrazione di deputati e senatori da un gruppo all’altro.

Ma la battaglia risale già agli albori del movimento, quando Grillo e i primi militanti affermavano che senza mandato imperativo i parlamentari possono tradire impunemente il mandato ricevuto dal popolo. Insomma “l’eletto può fare, usando un eufemismo, il cazzo che gli pare senza rispondere a nessuno” per usare le stesse parole che il comico pronunciava nel 2013. 

Il principio di libero mandato

Edmund Burke

Il principio di libero mandato non è comunque una invenzione italiana e nemmeno una prerogativa esclusiva del nostro paese, essendo presente nella maggior parte delle democrazie rappresentative moderne. Fu il filosofo Edmund Burke a formulare questo principio già prima della Rivoluzione francese, nel “Discorso agli elettori di Bristol”, sottolineando come «I rappresentanti eletti nei dipartimenti non saranno rappresentanti di un dipartimento particolare, ma della nazione intera, e non potrà essere conferito loro alcun mandato», che è ancora oggi la principale filosofia di fondo di chi sostiene questo principio.

Il mandatario del volere popolare, il rappresentate del popolo, una volta eletto non può più essere semplice espressione degli interessi di partito, né rappresentare unicamente ed esclusivamente quella parte di popolazione che lo ha eletto, ma deve trascendere gli interessi di parte, rappresentando in toto la nazione. Ed è per questo che non può essere vincolato alle decisioni del partito con il quale è stato eletto: il rappresentate risponde al popolo sovrano, non al capo politico.

Ed è così che questo principio ha attraversato la storia, passando per la rivoluzione francese e lo Statuto Albertino, per arrivare fino alle democrazie moderne. E non è un caso che le “costituzioni” degli Stati Socialisti abbiano rigettato il libero mandato per abbracciare l’idea di un mandato imperativo.

Il trasformismo grillino

Tornando all’oggi, solo il tempo ci dirà se questi “responsabili” saranno i fautori della risoluzione di questa crisi di governo. Ma è ormai certa e irreversibile la trasformazione del Movimento: anche l’endorsement di Di Battista a questa operazione suggella un cambio di passo inequivocabile.

E la nuova amicizia dei grillini con un relitto della prima repubblica quale Mastella, capo manovratore di queste operazioni grottesche, che solo tre mesi fa era stato attaccato dallo stesso Di Battista per non si sa bene quale ragione, rende ancora più chiara la svendita dei grillini a qualunque compromesso pur di governare.

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Nato a Brescia il 9 marzo 2001, attualmente vivo a Palazzolo sull'Oglio. Frequento l'ultimo anno di liceo scientifico e Il prossimo anno studierò economia e finanza presso l'Università Bocconi di Milano. Mi interesso di politica fin da piccolo e sono iscritto ad Azione. Spero di poter dare un contributo significativo con i miei articoli. "L'essenziale è rimanere fedeli al proprio scopo"

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