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Cultura

Quanto è importante la lettura per noi italiani?

Durante la pandemia sono aumentati i lettori ma perché i libri sono importanti? Quanti sono i lettori in Italia? E quanti libri vi sono in media nelle case degli italiani?

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In questi momenti così difficili pieni di sofferenze e tribolazioni, i libri costituiscono una fuga, un’evasione dalla realtà. Quando sfogliamo le pagine di un libro è come se aprissimo le ante di una finestra sempre su mondi differenti. Ci catapultiamo e ci impersonifichiamo nelle scelte dei protagonisti, come marinai in mare aperto conosciamo antichi ricordi e vecchie terre, viviamo vite che appartengono al passato, sogniamo ad occhi aperti, pur essendo comodamente seduti sul nostro sofà.

Ogni volta che iniziamo un nuovo libro è come se la nostra stanza non avesse più pareti.

La preziosa eredità dei libri

I libri costituiscono la nostra eredità, l’uomo ha sempre avuto la necessità e l’impulso di incidere i suoi ricordi e le sue emozioni, in modo che queste potessero riecheggiare nell’eternità. Preistoricamente le emozioni erano rappresentate con i disegni, gli antichi egizi ci hanno trasmesso la loro eredità con i geroglifici.

Poi con la scoperta della scrittura e grazie alla tenacia e all’abilità certosina dei monaci amanuensi, che con il loro impegno hanno ricopiato e diffuso milioni di testo in modo da renderli fruibili a tutta la collettività, oggi tramite i libri noi abbiamo memoria del passato. La globalizzazione e la tecnologia hanno cambiato il mondo, prima era la penna che a suon di valzer scorreva sul foglio, oggi invece sono le nostre dita che a suon di tip tap digitano le tastiere dei nostri computer.

Quanti sono i lettori in Italia?

Secondo un’indagine condotta dall’ ISTAT, nell’anno 2000 la quota di lettori era al 38,6%, l’andamento è stato crescente a raggiungere il picco nel 2010 con il 46,8% per poi ridimensionarsi, e accrescere nuovamente nel 2016, al livello del 2001 (40,6%), stabile fino al 2018. Nel 2018 la quota più alta di lettori continua a essere quella dei giovani. La quota di lettori tra i 15 e i 17 anni è pari al 54,5% nel 2018, in crescita rispetto al 47,1% del 2016.

Tra uomini e donne c’è un divario rilevante. Nel 2018 la percentuale delle lettrici è del 46,2% e quella dei lettori è al 34,7%. Il divario si manifesta dal 1988, anno in cui risultavano lettori il 39,3% delle donne rispetto al 33,7% degli uomini. Nel 2018 si osserva tuttavia un incremento significativo di 4,2 punti percentuali tra gli uomini da 25 a 34 anni.

Non vi è dubbio, il pubblico più appassionato alla lettura è rappresentato dalle ragazze tra gli 11 e i 19 anni (oltre il 60% ha letto almeno un libro nell’anno). La quota di lettrici scende sotto il 50% dopo i 55 anni mentre per gli uomini è sempre inferiore al 50% in tutte le classi di età. In virtù delle statistiche è possibile chiosare che il 40,6% della popolazione legge almeno un libro all’anno. Solo il 14,3% passa in rassegna come “lettore forte” (con 12 libri letti nell’ultimo anno). Inoltre il 78,4% dei lettori legge solo libri cartacei, mentre solo il 7,9% solo e-book o libri online.

Quanti libri ci sono a casa degli italiani?

Un’ ulteriore indagine compiuta dall’Istat che merita la nostra attenzione è quella che ci rivela la quantità di libri posseduti dagli italiani. Dall’analisi condotta nel 2015 è stato riscontrato che quasi una famiglia su dieci (9,1% circa 2,3 milioni di famiglie) ha dichiarato di non avere nessun libro in casa. Tale assunto trova conferma e supera la media nazionale in Puglia (18,2%), Calabria (16,3%) e Basilicata (16,1%). Anche nei casi in cui è presente una libreria domestica, il numero di libri disponibili è considerevolmente ridotto: il 29,1% delle famiglie possiede non più di 25 libri e il 64,4% ha una libreria con al massimo 100 titoli.

Sul versante opposto, si individua invece che il 26% delle famiglie possiede più di 100 libri. A conferma di ciò le percentuali maggiori sono individuabili in Liguria (37,1%), il Trentino-Alto Adige (34,6%) e il Friuli-Venezia Giulia (34,3%). La presenza di libri in casa non è sinonimo di lettura, difatti più di una persona su cinque tra quelle che dichiarano di poter fruire di oltre 400 libri (22,2%) non ne ha letto nemmeno uno e quasi una su quattro (24,5%) ha dichiarato di leggere non più di tre libri all’anno.

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Sono laureata in giurisprudenza, le mie più grandi passioni oltre al diritto, sono il cinema e la lettura. La cultura per me ha sempre rappresentato un valore aggiunto e mi ha consentito di mantenere vivo l'ardore e la sete di conoscenza che da sempre mi caratterizzano.

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