Connect with us

Cittadini

Aaron: “Vivo ascoltandomi”

Cari lettori e lettrici della nostra emozionante rubrica vi presento la storia di Aaron Nobile, un ragazzo di appena 26 anni che ha deciso di stravolgere la sua vita: Aaron viaggia a piedi per tutto lo stivale e, in questo modo, riscopre la serenità nelle piccole cose.

Published

on

Cari lettori e lettrici della nostra emozionante rubrica vi presento la storia di Aaron Nobile, un ragazzo di appena 26 anni che ha deciso di stravolgere la sua vita per provare a scorgere nell’essenzialità delle “cose” materiali le bellezze del nostro territorio. Aron Nobile è originario di Dongo, un tranquillo paesino che si affaccia sulla sponda occidentale del lago di Como e, negli ultimi tre anni, ha deciso di affrontare due differenti viaggi di quattro mesi ciascuno.

Durante la prima avventura ha girato tutta l’Italia in bicicletta ma, nella seconda esperienza, incontra Dexter colui che diventerà il suo grande amico a quattro zampe. Di conseguenza abbandona le due ruote per affidarsi completamente alle sue gambe che lo portano in posti magici e senza tempo. La sua ultima tappa, che tutt’ora lo ospita, è la Sardegna dopodiché lascerà il nostro bel paese per esplorare nuovi territori.

Ma com’è nata questa “rivoluzione” che ha stravolto la sua vita?

Nell’età adolescenziale Aaron lavorava assiduamente in una officina come gommista spendendo quello che guadagnava con beni materiali che nel breve periodo avevano l’effetto di appagarlo momentaneamente ma, nel lungo periodo, gli lasciavano una scia di insoddisfazione che col tempo andava intensificandosi. Sicché si sviluppa, dentro Aaron, una necessità di cambiamento che si manifesta con continue ansie e attacchi di panico.

Disturbi comuni nei giovani d’oggi che sono circondati da ogni comodità possibile ma nonostante ciò sono sempre più frustrati e, soprattutto, insoddisfatti.

Così il giovane ragazzo lascia l’officina e inizia a prendere in mano la sua vita dedicandosi ad un altro ambiente lavorativo: la ristorazione che gli ha permesso di lavorare solo per un determinato periodo dell’anno e, dunque, godersi il restante tempo di inattività facendo quello che lo appagava di più.

All’età di vent’anni Aaron non sopportava l’idea di trascorrere le sue giornate vincolato a fare sempre le solite cose come una routine che piano piano lo comprimeva e lo spegneva. In questo modo si dedica allo svolgimento di abitudini positive, come per esempio lo yoga e la meditazione, che lo portano a fare uno straordinario viaggio introspettivo rivelatore della sua essenza.

La prima avventura in Spagna

Nel settembre del 2016 inizia la sua prima avventura nelle strade della Spagna e, con lo zaino in spalla, tra un autostop e l’altro, vive le sue prime esperienze meravigliose che hanno fatto breccia nel suo cuore.

“Viaggiare e stare a contatto con la natura sono state una medicina per il mio spirito. Durante le prime esperienze mi sono subito reso conto di quanto il viaggio ti possa arricchire e trasformare”

Insomma, come se l’uomo sia prima di ogni cosa un essere derivante dalla natura e che per questo abbia un perenne bisogno di essa. Aver a che fare, ogni giorno, con le piccole grandi meraviglie che l’universo ci offre disseta l’anima e fa scorrere un’energia che solo in quel contatto originario riesci a sentire. Aaron, dunque, lavora nel settore della ristorazione in determinati periodi dell’anno e di solito riesce ad avere nella paga anche il vitto e l’alloggio, in questo modo riesce a risparmiare un po’ di soldi che gli serviranno per affrontare i viaggi che coloreranno i restanti mesi dell’anno.

Il ragazzo spende il necessario per mangiare e ogni tanto si concede una stanza in B&B per rilassare corpo e mente con le comodità a cui prima era abituato e che dava per scontate. Una volta arrivato in una nuova località cerca un posto tranquillo e mediamente isolato dove poter piazzare la sua tenda senza dar fastidio a nessuno ma avendo comunque a portata i servizi che un paese può offrire.

In quattro anni di vagabondaggi non ho mai avuto problemi anzi, ho sempre trovato tantissime persone che di propria iniziativa hanno voluto aiutarmi. Ognuno alla sua maniera. Questa è una delle cose che mi piace di più delle mie avventure: la spontaneità con cui le persone scelgono di aiutarmi forse perché faccio quello che parecchi sognano, ma che pochi hanno il coraggio di realizzare”

Dunque, non solo la natura può regalarci quella serenità essenziale di cui il nostro corpo e il nostro spirito hanno bisogno ma anche la socializzazione semplice, senza filtri, senza lo schermo di uno smartphone può rasserenare l’anima e portarci di conseguenza a fare del bene in modo spontaneo creando un effetto a catena del tutto salutare.

Uno zaino che si svuota

Nello zaino di Aaron – l’unico bene materiale che porta con se in questo suo cammino – troviamo l’essenziale: indumenti, il cibo per se e per il suo cane, un pannello solare portatile per caricare il telefono – anche se preferisce caricarlo in un bar in modo tale da avere una buona occasione per dialogare con le persone del posto -, oggetti per la cura personale del corpo e una torcia. Appesi all’esterno troviamo invece un materassino, una tenda, un sacco a pelo, un fornello per cucinare e un pentolino.

Ma la cosa più straordinaria è che il giovane avventuriero si è reso conto che con il trascorrere del tempo il suo zaino inizia a svuotarsi e ad avere meno bisogno di certe cose. Questa riduzione materiale è andata di pari passo con la riduzione delle preoccupazioni interiori che un tempo gli procuravano ansia e attacchi di panico.

Meno hai, meno ti preoccupi e più sei mentalmente libero, pronto a recepire la bellezza della vita.

Aron ha nel cuore tre tappe meravigliose. La prima è Villamagna, in provincia di Chieti, la seconda è Trentinara, nel Cliento e, la terza, è Carloforte in Sardegna. In questi paesi è stato accolto come se fosse un figlio della loro comunità che è tornato da una lunghissima avventura. La naturalezza con cui le persone del posto si aprono accogliendo il giovane ragazzo, facendolo sentire a casa, è di una potenza che non si può descrivere a parole, occorre viverla per comprenderla. Il giovane avventuriero ha lasciato in questi posti un frammento del suo cuore.

Carpe Diem

Aaron non pensa al futuro, al momento desidera vivere ogni attimo del presente, vuole continuare a seguire quel sentimento che lo spinge a vivere queste straordinarie esperienze. Giorno dopo giorno ascolta il suo istinto che gli indica le strade da seguire per raggiungere altri posti meravigliosi. Insomma, vivere per nutrire la vista e lo spirito delle meraviglie che il mondo ci offre.

“Vivo ascoltandomi. Ora come ora sento di voler continuare a viaggiare condividendo la bellezza delle sensazioni che provo e vivendo la vita che davvero voglio vivere”

Spesso nel nostro quotidiano diamo troppo peso alle cose negative, dimenticandoci di quanta bellezza ci sia nelle piccole grandi cose che la natura ci offre. Le persone devono scegliere di ascoltarsi e dimenticare, nel contempo, tutti quei condizionamenti a cui si è sottoposti sin dalla nascita. L’anima, anche se viene sommersa da tutte queste angosce inutili, è dentro tutti noi e quello che dobbiamo fare è semplicemente ascoltarla per arrivare così alla nostra realizzazione personale.

Viva la vita, Grazie”

Grazie a te Aaron, per aver raccontato nella nostra rubrica il cammino che ti ha portato a vivere la vita a pieni polmoni. In questo mondo colmo di superficialità un articolo dedicato alla felicità nell’essenza, al bene che dobbiamo riversare alla Natura che ci ospita in questo nostro breve passaggio, è quello che ci serve per liberarci dai pesi materiali che imprigionano la nostra anima.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

Trending