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Tu e la paura

La paura è un sentimento istintivo, limitativo ma perché abbiamo paura? Come si può affrontare la paura senza farci del male?

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La paura è un sentimento istintivo, limitativo. Essa si interfaccia con la realtà, dove dietro troviamo un meccanismo inconscio abituale appartenente al bambino interiore. La paura nasce da un sentimento di avversione verso l’ignoto. Osho l’ha definita: ”Un abbandono del conosciuto per lo sconosciuto”. La paura è un tema centrale nella nostra vita: anche se continuiamo a soffocarla vanamente, quest’ultima ricompare sempre sotto diverse forme: ansie, limitazioni nella creatività ecc..

Ma perché si dovrebbe aver paura dell’ignoto?

L’ignoto è uno stato dove la mente si assopisce e dove compare la sensazione di impotenza che per il nostro ego è insopportabile. Proprio per questo viene cacciata continuamente dalla mente. Quando avvertite una sensazione di debolezza emerge una sensazione di imprigionamento, ma in realtà inconsciamente lo siete già in quanto dominati dalla mente egoica e di conseguenza inconsapevoli di voi stessi.

Fin dai tempo più antichi, specialmente in occidente, il coraggio veniva attribuito ai nobili e invece la paura alla plebe. La paura ha sempre costituito uno stato di debolezza e fallimento, ma in realtà essa è un’emozione onnipresente mascherata da atteggiamenti difensivi. Scappando da essa si separa la parte più profonda e morbida di noi. Questa separazione è evidente specialmente nelle relazioni, in quanto l’altro rispecchia ogni nostra paura.

Perché tendiamo a scappare dalla paura?

Semplicemente per una reazione di difesa a un determinato evento, riconducibile alla nostra esperienza personale e alle insicurezze legate. Spesso le paure non sono nemmeno nostre ma, possono anche essere ereditate da genitori, insegnanti, figure religiose; quindi possiamo parlare di paure collettive tramandate dalla società. In questo caso il nostro bambino interiore deve svezzarsi da questa convinzione per crescere e affrontare l’abitudine.

La maggior parte della nostra vita è rivolta all’esterno e per questa monotonia facciamo fatica a voltarci nello stato interiore. Il primo è uno stato di confort e non sempre lo facciamo per scelta, ma spesso per incoscienza. Vivere in questa zona confort è familiare, comodo, ma sterile. Possiamo anche dire che tutto questo stato è costruito dalla mente, apposta per non sentire lo stato vulnerabile che è presente all’interno (visto come vergognoso).

Questo stato vulnerabile rappresenta il nostro bambino interiore ferito e impaurito. Ma anche un bambino immerso in uno stato puro, senza alcuna maschera protettiva. Però sostanzialmente, un bambino che ancora deve crescere, in quanto è sempre stato inconsciamente alimentato dalla mente, quindi non ha alcun contattato con sé stesso. Ma perché la vulnerabilità causa paura? Perché non è presente la fiducia e quindi la nostra parte morbida e genuina si raggrinzisce, per formare delle corazze e adattarsi a un mondo malato.

La psicosi protettiva

Se ci identifichiamo nel bambino che ha subito umiliazioni, rifiuti non conosceremo mai i nostri bisogni. Lo shock crea uno stato di collasso, legato all’impotenza, che di conseguenza porta a non ascoltarsi. “Fai sempre quello che hai paura di fare”, (smettendo di aver paura della tua stessa paura)… Le paure spesso sono dettate da delle ferite oltre che da convinzioni sociali.

Le 5 famose ferite sono: rifiuto, abbandono, umiliazione, tradimento e ingiustizia. E’ inoltre presente un fil ruoge legato alla paura e alle ferite che detta i nostri atteggiamenti disfunzionali difronte a un evento. La mente qui è attiva al 100% e quando essa agisce lo fa attraverso atteggiamenti di avversione nella suo atteggiamento, che chiamo: “psicotico protettivo”.

Quando avvertiamo la paura è importante in primo luogo: la consapevolezza, (da dove viene questa paura?), poi sprofondare con essa legandosi alla prima e infine lanciarsi e ”mettersi in gioco”. Ma cosa vuol dire “mettersi in gioco” con la paura? Viverla e rischiare andando sempre più in contatto con essa fino a toccare il fondo e scoprire che è solo una costruzione mentale. Per arrivare a questo traguardo però, è essenziale conoscersi per diventare più intimi con noi stessi e abbracciare ogni ferita.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono una ventenne autrice di emozioni. Mi sono fatta trasportare dalla passione per la scrittura, che di conseguenza mi ha portata a frequentare la facoltà di lettere. Per continuare in un futuro a coltivare scrivendo, la mia voglia di abbattere le mura di protezione che le persone si creano per la paura di conoscere.

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