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Cultura

La Pattuglia dei Bambini e le contraddizioni della ricca India dei 700 milioni di poveri

Attraverso il libro “La Pattuglia dei Bambini” di Deep Anappara, edito Einaudi, facciamo un viaggio nell’india dei Basti e degli slum, nell’India delle discariche a cielo aperto e dei bambini costretti a pensare da soli a sé stessi e al proprio futuro.

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Questa settimana abbiamo avuto l’occasione di leggere il libro di Deep Anappara, La Pattuglia dei bambini edito Einaudi. Deep Anappara è una giornalista cresciuta in Kerala, nell’India Meridionale e ha scelto di occuparsi della povertà e di attenzionare l’impatto che quest’ultima ha sui bambini. I suoi vari reportage hanno vinto il Developing Asia Journalism Awards, il The Every Human has Rights Media Awards e, il The Sanskriti-Prabha Dutt Fellowship. Partendo dalla sua esperienza, dai suoi reportage ha deciso di scrivere il suo bellissimo romanzo d’esordio, La Pattuglia Dei Bambini.

Molto suggestivo è lo scenario in cui ha deciso di ambientarlo: non “nell’India shining”, come recitava lo slogan che si riferiva al sentimento generale di ottimismo economico nel 2004, ma nell’India dei 700 milioni di nullatenenti. Come ci fa notare Deepa, il 42 per cento degli indiani vive sotto la soglia di povertà, cioè con meno di 1,25 dollari al giorno. Il che fa del Subcontinente asiatico il Paese con più poveri al mondo.

Il Basti: paradigma della società indiana

All’interno del suo libro troviamo quindi l’India dei Basti e degli Slum, l’India della gente comune che vive quasi in povertà, delle persone che non si arrendono e che sono disposte a fare qualsiasi lavoro pur di poter mandare i loro figli a scuola. Spesso vi sono tantissimi bambini che non hanno più una famiglia, gli orfani del Basti, che vivono in gruppi sotto la guida di figure che fanno loro da genitori, come quella descritta nella parte inziale del libro con lo pseudonimo de “Il Matto”. Ma come riescono a sopravvivere? L’unico modo per cercare di andare avanti è quello di racimolare qualcosa che può essere riutilizzato nelle discariche indiane a cielo aperto dove “i ricchi” gettano via le loro cose spesso solamente per capriccio.

Accanto al Basti indiano, accanto alle discariche a cielo aperto troviamo gli immensi palazzi, gli altissimi grattacieli in cui vivono i più ricchi sempre scintillanti. Insomma due aspetti diversi dell’India non molto distanti tra loro. L’elemento paradossale è che spesso i più benestanti non si accorgono della gente povera costretta, all’interno delle loro case, a ritmi di lavoro massacranti in cambio di salari davvero molto modesti. O meglio, i più benestanti si accorgono di loro solamente nei momenti di campagna elettorale, solamente quando serve qualche voto. E sotto questo aspetto possiamo ben vedere come non vi sia tanta differenza con la situazione italiana.

Slum di Mumbai visto dall’alto

Quella del Basti è inoltre una società multietnica dove però, a causa della propaganda politica, non si riesce a vivere in pace. Il motivo principale lungo cui si muove la narrazione è la scomparsa misteriosa di alcuni bambini e nel momento in cui questi rapimenti iniziano a crescere di pari passo cresce anche l’attenzione mediatica del Basti. Quest’ultimo si riempie per esempio di giornalisti interessati a cogliere le scene più commuoventi della miseria che si staglia davanti ai loro occhi solamente per offrire il meglio agli spettatori dei loro Tg.

Non arrivano solo i giornalisti ma anche le varie fazioni politiche che nel tentativo di risolvere la situazione trovano un capro espiatorio nella minoranza musulmana che vive nel Basti. Il clima inizia a farsi teso: aumentano le violenze contro i musulmani, alcuni vengono persino arrestati ma, nel momento in cui vengono rapiti anche dei bambini musulmani, ci si accorge dell’insensatezza della mera propaganda politica che cerca di sfruttare meschinamente queste situazioni per conquistare una manciata di voti in più.

I bambini che prendono il posto degli adulti

Le indagini su questi continui rapimenti verranno però portate avanti non dalla polizia, troppo corrotta per interessarsi veramente ai poveri reietti del Basti, ma da un gruppo di bambini che cerca tracce, indizi… Saranno proprio loro, appassionati di programmi investigativi, a risolvere il caso che avrà una tragica conclusione.

Una delle scene più intense sarà proprio quella in cui gli adulti, diffidenti nei confronti della Polizia sempre più corrotta, ormai senza una speranza, decideranno di affidarsi ai loro ragazzi e di seguirli senza un perché. Proprio quel loro istinto li porterà all’interno dei palazzi ricchi della città dove purtroppo si cela la triste soluzione del caso che coinvolgerà persino alcuni esponenti politici. Il triste finale però non lascia spazio alla rivalsa dei bambini sugli adulti ma solamente all’amarezza, alla tristezza e al lento spegnersi dell’attenzione mediatica nei loro confronti.

A rimanere saranno solamente dei genitori che piangeranno da soli e in silenzio i loro figli scomparsi.

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Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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