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Gaudiano:” È la domanda che io mi pongo che diventa Polvere da Sparo, è difficile da metabolizzare”

Gaudiano: “A Sanremo le emozioni vengono super amplificate, sia dalle circostanze che dal fatto che tutto scorre molto velocemente.”

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Luca Gaudiano nasce a Foggia il 3 dicembre del 1991, da madre docente di lettere e papà ingegnere. Ed è proprio suo padre ad iniziarlo alla musica, regalandogli una chitarra per il suo quindicesimo compleanno. La perdita traumatica del padre, a causa di un tumore al cervello, spinge Gaudiano a mettere per iscritto la propria sofferenza e l’immenso amore che prova nei confronti del padre. Scriverà “Polvere da sparo” con il quale  si presenta a Sanremo Giovani e verrà selezionato tra i 20 finalisti di AmaSanremo.

  • Polvere da sparo”  segna il tuo successo: come nasce e quali emozioni racchiude?

Questa canzone  nasce, precisamente, nel 2019, dopo essersi verificato un evento traumatico per me: la perdita di mio padre. È un brano scritto di getto; infatti, essendo un periodo molto difficile, le parole sembravano venissero da sé. Alla fine ho solo trasformato  il mio dolore in parole e ho pensato subito non ci fosse canzone migliore di “Polvere da sparo” per presentarmi al Festival.

Ho cercato di far riferimento a tutto ciò che ho vissuto insieme a mio padre e a tutto quello che noi familiari abbiamo trascorso durante il suo periodo di malattia. L’ ultima fase è stata la più significativa, ma al tempo stesso anche la più dolorosa ed è per questo che abbiamo cercato di restaregli il più vicino possibile. Sicuramente quello che io ho cercato di fare è stato mettere in ordine i pensieri, partendo dalle immagini e ricordi che sono dentro di me e che avrò sempre con me nel corso della mia vita.

  • Perché “Polvere da Sparo“?

Il titolo fa riferimento alla domanda presente nel ritornello del brano e risuona nella testa come un colpo di pistola: ” polvere da sparo in un solo colpo da spararmi nella testa?” . Lo sparo è davvero qualcosa di forte  e questa domanda che mi pongo sembra richiamare la stessa intensità di uno sparo.  Quest’ultimo è una metafora per rappresentare il tipo di domanda che mi faccio: è la domanda che io mi pongo che diventa polvere da sparo. È difficile da metabolizzare.

  • Com’è stato intraprendere il tuo percorso musicale, nonostante la situazione Covid ?

Pensavo di trovarmi di fronte ad una situazione più difficile di quella che ho vissuto. A livello generale, la questione covid, però, ha rallentato tutti i progetti in uscita, ad esempio ha intaccato l’aspetto promozionale dato che non è possibile presentare  singoli e album con dei  live. Anche la promozione radiofonica e televisiva ha subito un ridimensionamento a causa di questa pandemia, creando grossi problemi a chi ha pubblicato in questi mesi. Avendo iniziato la mia carriera nel 2020, non ho subito enormi rallentamenti. Per questo, posso dire che il mio inizio è stato molto positivo. Se abbiamo ottenuto un risultato così importante come la partecipazione a Sanremo, significa che siamo riusciti a lavorare bene lo stesso.

  • Quale sensazione ti ha suscitato il palco di Sanremo?

A Sanremo le emozioni vengono  super amplificate, sia dalle circostanze che dal fatto che tutto scorre molto velocemente. È stata un’esperienza bellissima e non rivedo l’ora di tornare sul palco dell’Ariston per cantare la mia canzone. Sono molto emozionato, ma non sento quell’ ansia negativa che ti assale e ti divora nel momento in cui sai che devi confrontarti con dei palcoscenici così importanti. Anzi, sono concentrato su me e sulla mia canzone. Cerco, quotidianamente, di dedicarmi al mio lavoro pensando al tour e al futuro dopo Sanremo.

Non voglio farmi salire dall’ attesa di Sanremo, altrimenti vengo preso da un’ ansia non produttiva. Comunque mi sto preparando per l’Ariston, anche se “Polvere da sparo” è un mio brano che sento dentro e che ho scritto , per questo non ha bisogno di interpretazione. Sono assolutamente connesso con quello che canto e al tempo stesso ho un atteggiamento naturale. Quindi cerco di rilassarmi e aspettare Sanremo con assoluta tranquillità.

  • Dopo l’ Ariston, quali sono i tuoi progetti?

Abbiamo intenzione di uscire con un album nella prima parte del prossimo autunno e lo anticiperemo  con dei singoli. Mentre nel 2022 organizzeremo la vera e propria tournée, ma nel frattempo ci saranno varie anticipazioni in particolar modo nelle due maggiori piazze: Milano e Roma. Ora mi sto concentrando sulla scrittura dei nuovi brani.

Il coraggio di Gaudiano e la forza di ripartire che fa vibrare le sue corde vocali  sembrano essere da monito nei momenti più difficili. La perdita degli affetti più cari, anche a causa della pandemia mondiale, non devono rappresentare la fine della serenità, la voglia di vivere.

  Il dolore, interpretato attraverso l’arte, può aiutare a creare un contatto con chi non c’è più e a tenere vivi i momenti più felici e sereni vissuti con l’anima cara. Non troveremo mai una ragione per la sofferenza che si vive, ma troveremo, nella sofferenza più cruda e dolorosa, la forza di ripartire.

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