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Deloitte vede neri i conti dei club

Il Covid-19 si fa sentire anche nei vari club calcistici: molti hanno annullato la stagione passata, altri l’hanno rinviata e così la composizione della Money League è rimasta quasi invariata.

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L ’impatto del COVID-19 ha reso molto difficile la comparabilità tra le performance finanziarie dei club, dato che le leghe calcistiche di tutto il mondo hanno adottato approcci diversi per rispondere all’emergenza sanitaria: alcune hanno rinviato o interrotto la stagione 2019/20, altre l’hanno completamente annullata. La composizione della Money League è rimasta sostanzialmente coerente con gli anni precedenti. I club che compongono la top ten rimangono invariati, mentre 18 società su 20 erano presenti nella Money League dello scorso anno.

FC Barcelona (1 ° a 715,1 milioni di euro) e Real Madrid (2 ° a 714,9 milioni di euro) restano al vertice della Money League di quest’anno, con uno spread di soli 0,2 milioni di euro che è il minore nella storia della Money League. Il Barcellona è il secondo club della Money League per calo delle entrate in termini assoluti, dopo un anno record (2018/19), quando diventò il primo club a superare la soglia degli 800 milioni di euro ricavi (840,8 milioni per la precisione). Il calo del fatturato del Real Madrid è stato minore. Il club ha registrato un aumento dei ricavi commerciali di 28,1 milioni di euro (+8%), grazie all’estensione di partnership chiave e all’acquisizione del controllo di redditizie attività in-house.

Il Bayern Monaco (634,1 milioni di euro) campione d’Europa è salito al terzo posto nella Money League, guadagnando di nuovo il podio dal 2013/14. Il club ha registrato la minor flessione delle entrate (-4%) nella top 10, avendo potuto imputare all’anno finanziario che termina nel 2020 tutte le proprie entrate televisive della Bundesliga.

Il Manchester United ha generato ricavi per 580,4 milioni di euro, scivolando al quarto posto, segnando la maggiore contrazione delle entrate annuale della Money League: 131,1 milioni di euro (-19%). Ciò è stato in gran parte dovuto al fatto che i Red Devils non hanno partecipato alla UEFA Champions League 2019/20. Pesano anche l’assenza di ricavi da stadio, gli sconti e i differimenti degli introiti dai diritti TV.

Il Liverpool, invece, è entrato nella top 5 per la prima volta dal 2001/02, con un fatturato di 558,6 milioni di euro. I successi sul campo degli ultimi anni continuano ad alimentare le performance finanziarie, con i benefici associati alla vittoria della Premier League distribuiti sugli anni finanziari che terminano nel 2020 e nel 2021.

Il Manchester City (6 ° – € 549,2 milioni), Paris Saint-Germain (7 ° – € 540,6 milioni), Chelsea (8 ° € 469,7 milioni), Tottenham Hotspur (9 ° – € 445,7) e Juventus (10 ° – 397,9 milioni di euro) completano la top ten.

Diciotto dei 20 club della Money League 2021 erano presenti anche nella scorsa edizione con Zenit (15 ° – 236,5 milioni di euro) ed Eintracht Frankfurt(20 ° – 174 milioni di euro) che hanno sostituito AS Roma e West Ham. I ricavi dello Zenit hanno beneficiato della partecipazione alla Champions League 2019/20 e del fatto che, con la stagione russa terminata nell’anno solare 2019, il fatturato non è stato impattato dalla pandemia, mentre il completamento della Bundesliga entro l’anno finanziario ha aiutato l’Eintracht Frankfurt ad entrare per la prima volta nella top 20 della Money League.

Solo due club nella top 20 di Money League, FC Zenit ed Everton (17 ° – 212 milioni di euro / 185,9 milioni di sterline), hanno registrato un aumento dei ricavi rispetto all’anno precedente. La crescita dei ricavi marginali dell’Everton è dovuta ai ricavi commerciali del club, più che raddoppiati a 86,7 milioni di euro. Quella dell’Everton è stata anche la più grande crescita (+104%) dei ricavi commerciali dell’intera Money League.

Uno sguardo al futuro

Lo Sports Business Group di Deloitte stima che i club della Money League, entro la fine della stagione 2020/21, avranno perso oltre 2 miliardi di euro in termini di mancate entrate. Questa cifra include gli importi persi rispetto al 2019/20 a causa della pandemia COVID-19, principalmente a causa di:

  • entrate da matchday quasi nulle da marzo 2020 in poi, poiché sembra improbabile il rientro di un numero significativo di tifosi allo stadio durante la stagione 2020/21.
  • sconti alle emittenti su campionati “big five” (Premier League, Liga, Serie A, Bundesliga, Ligue 1) e competizioni UEFA, che, secondo quanto riferito, ammontano attualmente a circa 1,2 miliardi di euro, di cui larga parte a carico dei club; 

Secondo il report , gli eventi dell’anno scorso hanno messo a dura prova la capacità dei club di aumentare i propri ricavi, e il percorso di rilancio dell’industria del calcio dipenderà in larga parte dall’andamento della pandemia e dal rientro dei tifosi negli stadi. Inoltre, l’impatto finanziario dell’emergenza COVID-19 potrebbe tenere partner commerciali e radiotelevisivi in uno stato di incertezza, costringendoli a riconsiderare il loro investimento nel mondo dello sport. Allo stesso tempo, però, la pandemia ha evidenziato l’importanza dello sport per le comunità e la società nel suo complesso, elementi chiave agli occhi di emittenti e sponsor.

L’impatto del Covid si vede…

“In circostanze normali, per i club, la fine del financial year coincide in genere con la fine della stagione a livello nazionale (maggio/giugno per la maggior parte dei campionati europei). L’interruzione della stagione calcistica 2019/20 e i diversi approcci adottati da campionati, broadcaster e partner commerciali hanno comportato la ripartizione dei ricavi dei club relativi alla stagione 2019/20 su due esercizi finanziari, che terminano nel 2020 e nel 2021. L’analisi di Deloitte si concentra sull’anno finanziario che termina con il 2020.

Di conseguenza, la contrazione del fatturato dei club è riconducibile sia ad elementi di loss permanente (es. i ricavi da matchday, ma anche gli sconti ai broadcaster), sia al rinvio di alcune entrate all’anno successivo. Infatti, l’interruzione della stagione 2019/20 ha significato per la maggior parte dei club che circa un quarto delle entrate dell’esercizio finanziario che termina nel 2020 è stato spostato all’anno che termina nel 2021, con il risultato che il 2021 sarà caratterizzato da entrate trimestrali aggiuntive.

Inoltre, l’impatto del COVID-19 ha reso quest’anno particolarmente difficile la comparabilità tra le performance finanziarie dei club, dato che le leghe calcistiche di tutto il mondo hanno adottato approcci diversi per rispondere all’emergenza sanitaria: alcune hanno rinviato o interrotto la stagione, altre l’hanno completamente annullata.”

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Nato a Melfi (PZ) il 18/09/1992 mi sono trasferito a 18 anni a Siena dove mi sono laureato in economia e commercio. Dopo aver ottenuto la triennale mi sono trasferito a Roma dove ho conseguito la laurea magistrale presso La Sapienza. Faccio supplenza in una scuola superiore e sono coordinatore politico. Hobby: calcio, basket e nuoto. Juventino doc.

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