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L’opposizione a costo della vita: la Russia e Naval’nyj, uno tra tanti

Alex Naval’ny, l’oppositore di Putin avvelenato il 22 agosto, è stato condannato a 3 anni e 5 mesi. Il motivo è del tutto politico perché in Russia, o con Putin o morte.

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Il 20 agosto 2020, Aleksej Naval’nyj sta per arrivare a Mosca, da Tomsk, su di un aereo. Durante il tragitto, Naval’nyj comincia a manifestare alcuni problemi, viene immediatamente allertato il pilota che effettua un atterraggio d’emergenza a Omsk, Aleksej entra in coma.

Il 22 agosto Naval’nyj viene trasportato a Berlino e viene ricoverato all’ospedale della Charité. Il 2 settembre un portavoce del governo tedesco conferma i sospetti, Aleksej Naval’nyj è stato avvelenato con un gas nervino, il Novichok. Il 7 settembre esce dal coma indotto.

Il 17 gennaio 2021, al ritorno a Mosca dopo il periodo di degenza a Berlino, viene arrestato presso l’aeroporto Sheremetyevo da forze di polizia in assetto antisommossa, venendo processato per direttissima in una stazione di polizia. Cominciano allora le proteste, i russi scendono in piazza per intimare la scarcerazione di Aleksej, reo di essere un oppositore di Putin. Le proteste non accennano a fermarsi, gli scontri nelle piazze con la polizia, e gli arresti, sono notevoli.

Condannato a 3 anni e 5 mesi

In this handout photo provided by Moscow City Court Russian opposition leader Alexei Navalny talks to his lawyers standing in the cage during a hearing to a motion from the Russian prison service to convert the suspended sentence of Navalny from the 2014 criminal conviction into a real prison term in the Moscow City Court in Moscow, Russia, Tuesday, Feb. 2, 2021. (Moscow City Court via AP)

Il 2 febbraio arriva la condanna: 3 anni e 5 mesi. Il tribunale ha deciso di revocare la possibilità di scontare la pena per una vecchia condanna secondo la forma della libertà condizionata (sconto della pena all’esterno della struttura detentiva). La matrice politica della condanna è chiara.

Secondo alcune indagini in corso si è scoperto che ad avvelenare Naval’nyj è stata un’unità speciale della FSB (servizi di sicurezza russi), unità specializzata in sostanze chimiche. Ma perché i servizi avrebbero dovuto cercare di far fuori un politico? Alex Naval’nyj è un oppositore di Vladimir Putin, presidente incontrastato da ormai tanti anni.

“Qual è l’ideologia di Vladimir Putin? Lui non è né statalista né liberale, non è né conservatore né progressista, né comunista né fascista. La sua ideologia è il Putinismo, punto. Lui non ha neanche un modello ideologico, lui come dittatore impone allo stato tutto quello che gli viene in testa che gli piace di più, e QUESTO non rispetta la nostra libertà e la democrazia dello stato

Naval’nyj

Per quali motivi dovremmo avallare la ricostruzione delle indagini e un coinvolgimento della Russia nel tentato omicidio dell’oppositore? Perché è un vizio tutto russo, o meglio, un vizio da chi governa incontrastato la Russia da molti anni: Vladimir Putin. Proprio come in Italia (lungi dall’affermare che non ci siano in altri stati) c’è il maledetto vizio di concedere gli appalti a chi dà la bustarella più ricca, in Russia c’è questa deplorevole consuetudine.

Spostiamoci in Cecenia

La Cecenia attualmente è una Repubblica della Federazione Russa. Questo è l’esito di una lunga lotta della piccola Repubblica per l’indipendenza dalla Federazione Russa che non è riuscita, di fatto, ad ottenere. La Russia non avrebbe potuto concederla per la ricchezza Cecena ovvero il passaggio sul territorio di numerosi oleodotti e gasdotti. Nelle due guerre tra la Cecenia e la Russia, gli abusi commessi dai militari Russia nelle case dei Ceceni, sono stati raccapriccianti, a parlarne è stata Anna Politkovskaja. Anna era una giornalista che scriveva per la Novaja Gazeta. Era una ferma oppositrice del regime di Putin e lo si evince dai libri pubblicati: Cecenia, il disonore russo; La Russia di Putin.

Anna era ben voluta dai ceceni, benevolenza che, insieme all’opposizione a Putin, le costò l’espulsione dalla Russia, ma lei, testarda, ci tornò di nascosto.

 Durante la strage di Beslan, in Ossezia, dei terroristi entrarono in una scuola e sequestrarono chi ci studiava. Anna salì sul primo aereo per trattare con i sequestratori, ma non arrivò a destinazione. Come si dice? Corsi e ricorsi storici. Anna iniziò a sentirsi male sull’aereo dopo che le avevano servito un tè a bordo. Fu portata d’urgenza a Rostov, si riprese e l’affare fu derubricato come malore passeggero. È un caso? No.

Anna si riprende ma la storia non finisce qui, purtroppo. È il 7 ottobre 2006 quando dopo essersi recata al supermercato viene colpita da 4 colpi di pistola da un sicario. Chi sarà mai stato il mandante? Dare una risposta sarebbe offensivo per la vostra capacità di apprendimento e comprensione.

Naval’nyj è stato soltanto uno tra tanti

La manifestazione di domenica a Mosca (AP Photo/Alexander Zemlianichenko)

Anna ci dimostra come il primo articolo della Costituzione Russa sia: o con Putin o morte. Non possiamo che provare dolore quando membri delle istituzioni stringono la mano a capi di stato di regimi autoritari o quando elogiano il costo del lavoro saudita.

È un’offesa alla memoria di Anna Politkovskaja, è un’offesa ai giornalisti liberi, a Jamal Khashoggi (giornalista ucciso e fatto a pezzi nel consolato saudita a Instanbul), giornalisti ma più semplicemente cittadini che credono che denunciare il proprio paese non vuol dire non essere un patriota ma un grido contro l’assillo che nulla possa cambiare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Mi chiamo Angelo, sono campano e sono del 1998. Studio Giurisprudenza alla Federico II e sono un inguaribile lettore di quotidiani e libri di vario genere. Principalmente mi occupo di fornire una visione chiara e commentare le tematiche legate al diritto. Non mi dispiace approfondire casi di cronaca nera, criminalità organizzata, economia, politica estera e nazionale.

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