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Cultura

Potenza e bellezza: tra genio e combattimento

Questa settimana abbiamo avuto il piacere di recensire il libro di Elido Fazi “Potenza e bellezza” edito Fazi Editore. Lo scenario è quello rivoluzionario e poi quello imperiale in un suggestivo racconto storico che si snoda tra i personaggi che incarnano un binomio eterno tra potenza e bellezza.

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Elido Fazi nasce ad Acquasanta Terme nel 1952. É un economista, editore e scrittore italiano che nel 1994 fonda la casa editrice Fazi Editore, una delle più importanti case editrici indipendenti italiane. Inoltre, Fazi è fondatore e direttore del blog One Euro – the italian economist.

Tra le sue opere spiccano: “Breve storia del futuro degli Stati Uniti d’Europa, Elido Fazi – Gianni Pittella”, Roma, Fazi, 2013; “Mefistofele. Come uscire dalla crisi economica con le ricette del diavolo”, Utet, 2014 e “La bellezza di esistere”, Dazi, 2016. Oggi, carissimi lettori e lettrici, vi proponiamo la recensione del libro di Elido Fazi Potenza e bellezza edito Fazi Editore.

<<Questa è la storia di Monaldo e Costantino, Giacomo e Giacomino, dell’ascesa e del declino di Napoleone I e Gioacchino>>

La narrazione parte dal 1796 e si snoda in un periodo storico molto travagliato che vede il nostro meraviglioso stivale diviso in Stati e staterelli, frammentato tra bellezza e potenza, fino a raggiungere il culmine nel 1819. Siamo davanti ad un racconto scorrevole, colmo di particolari pubblici e privati, che ci istruisce e, allo stesso tempo, ci incuriosisce.

I personaggi incarnano questo binomio eterno che da il titolo alla narrazione:

  • il primo è Costantino un Piceno che, oltre ad essere un sensale di nozze, produce nella sua fonderia sciabole e archibugi. Ben presto, Costantino diventerà un capobrigante che cercherà di bloccare la marcia ai francesi che marciano verso la conquista della bella Italia.
  • Il secondo è Monaldo il conte di Recanati che con gli archibugi non ha nulla a che fare. Lui preferisce proteggersi dietro le pagine di un buon libro e, come obiettivo, ha solamente quello di crescere i suoi figli nella sua dimora foderata di libri. Ma diverse circostanze gli procureranno non pochi impicci, che sarà costretto a deviare nel corso della travagliata storia che è costretto a vivere.
  • Costantino e Monaldo si conoscono, ed entrambi daranno ai loro primogeniti il nome di Giacomo.
  • Il primo Giacomo, figlio di Costantino, erediterà dal padre lo stesso carattere impavido e coraggioso che lo porterà a entrare nella resistenza e diventare capopopolo a difesa della bellezza che sta nel marchigiano. Il secondo Giacomo, figlio di Monaldo, si rivela fin dalla tenera età un genio capace di incantare i più grandi intellettuali del tempo fino a diventare “il Leopardi” che lascerà una profonda impronta nella letteratura italiana e nel pensiero politico di quei stravaganti anni.
  • Ma un altro personaggio risulta essere il filo conduttore di tutta la narrazione: un ventiseienne corso che ha già ottenuto delle importanti vittorie contro i Piemontesi e gli austriaci, Napoleone Bonaparte. La novità che possiamo rintracciare nella descrizione di questo personaggio, sta nell’avere riportato, a conoscenza del lettore, anche i momenti più intimi della vita di questo uomo insieme forte e intelligente. Per esempio, un fatto curioso è il suo rapporto con la moglie Giuseppina che in più occasioni lo lascia solo preferendo a lui la compagnia del suo amante.

Insomma, tutti questi personaggi sono l’emblema del binomio bellezza/potenza: Costantino, Monaldo, Giacomo e Giacomino della bellezza, mentre Napoleone I e Gioacchino Murat della potenza.

Il potere la bellezza

Le vite scorrono a lenti ritmi all’interno di un bellissimo territorio marchigiano che, di li a poco, dovrà correre per stare al passo delle armate francesi che al moto “Liberté, Egalité, Fraternité” invadono, distruggono, saccheggiano e tassano una popolazione che fino a quel momento non aveva subito nessuna angosciante mortificazione.

Ritroviamo, dunque, un’altra profonda contrapposizione che vede, da una parte, uno scenario stracolmo di figure che ostentano potenza come quella di Napoleone, Talleyrand, Metternich, Goethe e generali di tutti i tipi che tessono una rete di intrighi di corte. Dall’altra viene raffigurato il mondo intimo situato all’interno di un paesaggio mozzafiato composto da querce che formano distese di boschi nelle sempre verdi montagne, e che accolgono la bellezza della conoscenza che accompagnerà Leopardi fino alla celebre “Orazione per la liberazione del Piceno”.

<<Secondo me questa Libertà di cui tanto si parla è solo una scusa. La si loda con le parole e la si vitupera con i fatti>>

Napoleone è pervaso dalla smania del potere che oramai non lo sazia più e, sotto il grido della “libertà”, si spinge verso nuove conquiste che, una volta ottenute, né reclamano subito delle altre. Infine, Dopo aver spodestato il papa, l’incoronazione vien da sé, o meglio, si incorona da se.

La passione e il desiderio che si incastrano nella storia

Inoltre, in questo romanzo troviamo centrali molte figure femminili come quella di Adelaide, la moglie di Monaldo, che crea un sistema famigliare matriarcale dove la donna cura i bilanci finanziari della famiglia e l’uomo si occupa dell’istruzione e dell’educazione dei figli. Una vera e propria connessione con il mondo odierno dove sempre più donne si dedicano al mantenimento economico della famiglia. Dunque, quest’epoca tra il sette e l’ottocento, ci appare molto lontana eppure la sentiamo molto attuale sia nei sentimenti che si smuovono a tutela di un paese trafitto dalle ingerenze esterne sia negli ambiti più intimi e relazionali.

Potenza e bellezza è un libro che ci istruisce su una parte di storia travolgente, ma non ci appesantisce grazie a una sapiente intelaiatura di racconti privati, intimi e curiosi che coinvolgono le vite di personaggi famosi. Potenza e bellezza ci fa riflettere sulla passione e il desiderio che inevitabilmente si incastrano nella storia, ci racconta del coraggio nel combattimento e del genio dell’intelletto che, con Leopardi, ha raggiunto la massima espressione:

<<Se questo fosse vero, e cioè che il paradigma per valutare la felicità degli Stati è la bellezza e non la Potenza, probabilmente non esisterebbe al mondo un popolo più felice di quello degli Italiani>>

Giacomo Leopardi, “Orazione per la Liberazione del Piceno”

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Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

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