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Chi sono i ministri senza portafoglio del governo Draghi?

Il Presidente Draghi ha sciolto la riserva e i suoi ministri hanno già giurato: vediamo insieme chi sono gli otto ministri senza portafoglio e perché vengono chiamati così.

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Dopo due consultazioni, una votazione su Rosseau, un addio in casa dei 5 Stelle (il primo ma non l’ultimo) il 12 febbraio, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha sciolto la riserva e ha elencato i ministri che faranno parte della compagine governativa: non solo tecnici ma anche politici appartenenti alle forze politiche che daranno sostegno al nuovo esecutivo. Tante le reazioni più o meno positive dinnanzi alle persone citate da Draghi ma, cerchiamo di fare il punto della situazione e ricostruire i profili delle figure scelte dal nuovo Premier. Partiamo dagli otto ministri senza portafoglio.

Chi è il ministro senza portafoglio?

Non vi è una precisa disposizione legislativa per qualificare questi, non vi alcun riferimento nel dettato costituzionale in merito alla loro figura. Tuttavia, la prassi ha dato vita a questa figura che diventa importante nei governi di coalizione data la necessità di assegnare un incarico di rilievo a figure di spicco per equilibrare la squadra di governo ove non fosse possibile assegnare un dicastero.

Infatti, quello che li differenzia dai ministri in senso proprio è che non sono a capo di un dicastero (ministero) ed esercitano i poteri che gli sono delegati dal presidente del Consiglio. Questi, quindi, esplicano funzioni di governo nel Consiglio dei ministri a differenza dei ministri “ordinari” che traducono l’indirizzo politico nell’attività amministrativa del dicastero. Ecco i ministri senza portafoglio del governo Draghi:

Ministra per il sud e la coesione territoriale: Mara Carfagna (FI)

Nata a Salerno, classe 75, si laurea in giurisprudenza e inizia la sua attività politica nel 2004 coordinando il movimento femminile di Forza Italia in Campania. Deputata nel 2006, 2008, 2013 e 2018. Dal 2018 è vicepresidentessa della Camera. Nel Governo Berlusconi IV, dal 2008 al 2011, ricopre la carica di Ministra per le pari opportunità ha legato il suo nome alla legge che ha introdotto il reato di stalking.

Ministro per la pubblica amministrazione: Renato Brunetta (FI)

Senza dubbio un politico di lungo corso. Nato a Venezia nel 1950 si laurea in Scienze politiche ed economiche. Nel 1982 diviene Professore associato di Fondamenti di Economia presso l’Istituto universitario di Architettura di Venezia, nel 1991 diventa Professore associato di Economia del lavoro presso l’Università Tor Vergata dove diventa anche Professore ordinario di Economia Politica.

Deputato di Forza Italia è stato europarlamentare dal 1999 al 2008. Nel governo Berlusconi IV fu ministro della Funzione pubblica, ha riformato il sistema dei controlli interni dei dipendenti pubblici rimodulando i criteri per la valutazione del personale: “i dipendenti fannulloni vanno semplicemente licenziati” il suo grido di battaglia.

Ministro per i rapporti col Parlamento: Federico D’Incà (M5S)

Nasce nel 1976 a Belluno e si laurea in Economia a Trento. Attivista del M5S dal 2010 e viene eletto alla camera nel 2013 e nel 2018, è stato capogruppo del Movimento. Già presiedeva lo stesso ruolo nel governo precedente.

Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale: Vittorio Colao (tecnico)

Nasce a Brescia nel 1961 e si laurea in Economia e commercio alla Bocconi di Milano e ottiene un Master in Business Administration ad Harvard. Ha iniziato la sua carriera da manager alla Morgan Stanley per poi lavorare per la McKinsey. Passa alla RCS come AD nel 2004 per poi essere colonna portante di Vodafone dal 2008 al 2018.

Dal 2019 fa parte del comitato direttivo Verizon. Ricorderete il “piano Colao” in quanto fu designato dal governo Conte per guidare la task force per la ricostruzione economica del paese dopo la pandemia COVID-19.

Ministra per affari regionali e autonomie: Maria Stella Gelmini (FI)

Nasce a Leno nel 1973 per poi laurearsi in giurisprudenza. È avvocatessa. Nel 1998 entra in Forza Italia e ricopre cariche locali fino a diventare nel 2006 coordinatrice regionale di Forza Italia in Lombardia.

Nel 2006 e nel 2008 viene eletta deputata. Nel 2008 ricopre la carica di Ministra dell’istruzione, dell’Università e della ricerca. Ricorderete la riforma della scuola che porta il suo nome che reintroduce il maestro unico alle elementari.

Ministra per le politiche giovanili: Fabiana Dadone (M5S)

Nasce a Cuneo nel 1984 e si laurea in Giurisprudenza. È stata eletta alla Camera dei Deputati entrando a far parte delle commissioni Affari Costituzionali e Antimafia. Nel 2018 viene eletta Presidentessa del Comitato per la Legislazione. Dal 2019 fa parte del collegio dei probiviri del M5S (il collegio che dirime le controversie interne al Movimento). Nel Conte bis era Ministra della Funzione Pubblica.

Ministra per la disabilità: Erika Stefani (Lega)

Nasce nel 1971 a Valdagno. Laureata in Giurisprudenza esercita la professione forense. Dal 1999 al 2009 è consigliera comunale a Trissino. Nel 2013 viene eletta al Senato con la Lega, nel 2018 viene eletta nuovamente ed è stata membro della Commissione Speciali per l’esame degli atti urgenti del Governo.

Nel governo giallo- verde fu Ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie. Ricorderete la sua ferma opposizione allo Ius Soli con l’esibizione di cartelli in aula.

Ministra per le pari opportunità e la famiglia: Elena Bonetti (IV)

Nasce nel 1974 ad Asola, si laurea nel 1997 in Matematica per poi diventare Professoressa di Analisi Matematica presso l’Università di Milano. Collabora con varie università italiane e con il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Da segnalare un passato nell’AGESCI.

Era Ministra alla Famiglia nel Conte bis e ha fatto approvare il “Family Act” che da luglio prevede un assegno unico per tutte le famiglie con figli. Ricorderete il nome di Elena Bonetti e di Teresa Bellanova per essere state le ministre dimissionarie del Conte bis, casus belli della crisi di governo.

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Mi chiamo Angelo, sono campano e sono del 1998. Studio Giurisprudenza alla Federico II e sono un inguaribile lettore di quotidiani e libri di vario genere. Principalmente mi occupo di fornire una visione chiara e commentare le tematiche legate al diritto. Non mi dispiace approfondire casi di cronaca nera, criminalità organizzata, economia, politica estera e nazionale.

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