Connect with us

Cultura

Il Controcampo: Black History Month – Informarsi con il Cinema

Nel mese di febbraio vi è una ricorrenza molto particolare e non stiamo parlando di San Valentino ma del Black History Month, ricorrenza che serve a celebrare il retaggio culturale delle popolazioni africane, afroamericane e di tutti gli artisti e pensatori neri della storia dell’umanità.

Published

on

È febbraio, le persone desiderano passare del tempo con coloro che amano, le giornate iniziano ad allungarsi, lentamente il mondo si dirige verso la primavera. Vi è, soprattutto, una ricorrenza molto speciale, importantissima direi, che va celebrata senza mai essere dimenticata. Mi dispiace innamorati, ma mi riferisco al Black History Month, ricorrenza che comprende tutto il mese di febbraio che serve a celebrare il retaggio culturale delle popolazioni africane, afroamericane e di tutti gli artisti e pensatori neri della storia dell’umanità. Dalla musica che tutti amiamo, alle icone pop, ma anche senza dimenticare i contributi dati dagli uomini e le donne nere in tutti gli ambiti dalle scienze alla legge.

I film di Hollywood, da cui ho scelto un’unica eccezione, e le serie televisive, recentemente, hanno iniziato una nuova ondata di rivoluzioni culturali in cui molte storie mai raccontate possono venire allo scoperto. Ho pensato quindi di ricreare, piuttosto che una lista di commedie romantiche da vedere con il proprio partner (o di film con Rebel Wilson per i single), una serie di film e serie tv a tema Black. Una lista senz’altro non completa, ma che può accendere la curiosità attraverso la lente di Hollywood. Un articolo quindi all’americana, ma che non può non considerare anche i problemi di razzismo radicato che si vedono in paesi come l’Italia. Ecco quindi la mia lista:

Michael B. Jordan e Jamie Foxx in Just Mercy (Cretton 2019)

Se la Strada Potesse Parlare (If Beale Street Could Talk), film del 2018 scritto e diretto da Barry Jenkins e adattato dal romanzo del 1974 scritto da James Baldwin. Un amore che deve affrontare le sfide del razzismo e del pregiudizio razziale. La storia vede protagonista Tish, diciannovenne afroamericana in dolce attesa che cerca di scagionare il fidanzato Fonny dall’accusa di aver ucciso una donna bianca negli Stati Uniti degli anni ‘70. Oltre ad essere un film veramente incredibile nella poetica cinematografica, questo film arriva dritto al punto della problematica più affrontata del Black History Month: l’incarcerazione in America delle minoranze etniche, specie quella afroamericana.

Atlantique, film del 2019 diretto e co-sceneggiato da Mati Diop, al suo esordio alla regia di un lungometraggio. Ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria al festival di Cannes 2019, dove ha concorso per la Palma d’oro, rendendo Diop la prima donna di colore a dirigere un film del concorso principale. La trama del film è molto più collegata all’Italia e al problema dell’immigrazione dall’Africa. Una fiaba inquietante che si ispira alla tragedia delle innumerevoli morti in mare nella ricerca di una vita migliore.

Atlantique (Diop 2019)

Il Diritto di Opporsi (Just Mercy), film del 2019 diretto da Destin Daniel Cretton. Ispirata a fatti realmente accaduti, la pellicola ripercorre gli eventi legati al processo a Walter McMillian (Jamie Foxx), uomo ingiustamente condannato alla pena di morte per l’omicidio della giovane Ronda Morrison, soccorso dall’avvocato difensore Bryan Stevenson. Michael B. Jordan, nel ruolo di Stevenson, è il protagonista del film, un uomo intenzionato ad assicurarsi che la legge di un paese come gli Stati Uniti protegga un membro della sua popolazione che tanto ha contribuito al formarsi del paese.

The Help, film del 2011 diretto da Tate Taylor, personalmente il mio film preferito della lista. Questo è molto più probabile che lo abbiate visto, ma vi invito in ogni caso a vederlo se non l’avete fatto, e a rivederlo anche se lo sapete a memoria. Il film segue le vicende di Skeeter (Emma Stone), giovane scrittrice che decide di scrivere un libro in cui racconta le vere vite delle colf afroamericane delle ricche famiglie bianche del Mississippi degli anni ‘60. Donne che mettono da parte le loro famiglie per poter guadagnare denaro prendendosi cura delle famiglie altrui, che non ricevono un’unghia di riconoscenza da persone che loro stesse hanno cresciuto, non avendo nemmeno diritto ad utilizzare lo stesso gabinetto.

The Help (Taylor 2011)

Il Diritto di Contare (Hidden Figures), film statunitense del 2016 diretto da Theodore Melfi, altro classicone pieno di solidarietà ed empowerment femminile. La storia vera della matematica, scienziata e fisica afroamericana Katherine Johnson che collaborò con la NASA, sfidando razzismo e sessismo, tracciando le traiettorie per il Programma Mercury e la missione Apollo 11. Accompagnata dalle due fedeli amiche anch’esse impiegate alla NASA, questo film offre una riflessione sulle barriere che non hanno portato persone con così alti meriti alla fama, come invece sarebbe successo ad una controparte maschile e bianca.

Selma – La Strada per la Libertà (Selma), film del 2014 diretto da Ava DuVernay. DuVernay, come Spike Lee, è una di quegli autori che io mi sentirei di raccomandare nell’intera sua opera, una serie di riflessioni puntuali e oneste sul percorso che ha portato il progresso nei diritti civili che oggi riscontriamo (anche se non è ancora arrivato alla sua forma ultima). Il film segue la vicenda di Martin Luther King Jr. e i suoi sforzi per consentire il diritto di voto ai cittadini neri nel profondo sud degli Stati Uniti degli anni ‘60, dove gli afroamericani sono vittime di linciaggi e di discriminazioni a sfondo razziale. Con le sue proteste non violente, King è riuscito ad ottenere il suo obiettivo, un piccolo gradino nella scala verso l’uguaglianza, con la prospettiva di oggi che vede il risultato ultimo ancora sfortunatamente lontano.

Selma (DuVernay 2014)

Sempre di Ava DuVernay consiglio XIII Emendamento (13th), documentario del 2016 candidato al premio Oscar al miglior documentario. Il film riprende il percorso dell’incarcerazione di massa della popolazione afroamericana e prende il nome dal tredicesimo emendamento, che nel 1865 terminò la segregazione in America ed abolì la servitù se non come risposta ad un crimine commesso. Il film analizza l’evoluzione della segregazione attraverso la criminalizzazione della popolazione nera, le leggi di Jim Crow, e il linciaggio.

Ma Rainey’s Black Bottom, film del 2020 diretto da George C. Wolfe e disponibile su Netflix. Ultimo lavoro di Chadwick Boseman, un attore che tanto aveva portato alla popolazione nera nel loro punto più sensibile, proponendosi come modello che insegna ai bambini che possono raggiungere tutto quello a cui aspirano, in un ruolo altamente complesso. Questo film, candidato quest’anno per i Golden Globes, riesce ad esprimere il divario fra il contributo che l’arte afroamericana ha portato all’America, e la completa irriconoscenza di quest’ultima nei confronti degli artisti neri. Come dice giustamente Viola Davis nei panni della diva Ma Rainey: “A loro non importa nulla di me. Tutto quello che vogliono è la mia voce”.

MA RAINEY’S BLACK BOTTOM (2020) Chadwick Boseman as Levee. Cr. David Lee/NETFLIX

Non sento di poter scrivere un articolo consigliando film da vedere durante il Black History Month senza includere Fa’ la cosa giusta (Do the Right Thing), film del 1989 scritto, prodotto, diretto e interpretato da Spike Lee. Film molto ironico e pimpante, che però mostra anche l’eterna competizione delle minoranze etniche e culturali all’interno dei quartieri poveri delle grandi città. Un’eterna guerra fra poveri che porta solo distruzione e caos, nel pieno stile di Spike Lee e in quello che è considerato il suo capolavoro.

POSE, serie televisiva statunitense ideata da Ryan Murphy, Brad Falchuk e Steven Canals per FX, la cui star principale è il cantante di Broadway Billy Porter, per cui ha vinto un Golden Globe come miglior attore in una serie drammatica. È la storia della popolazione afroamericana lgbtq di New York durante gli anni ‘80, una società strutturata in famiglie acquisite (“houses”), che si sfidano settimanalmente in esageratissime sfilate (“balls”) in un club underground. Una serie veramente toccante ed appassionante sulla situazione delle donne nere trans durante gli anni più bui dell’AIDS. Sul piano delle serie televisive segnalo anche When They See Us (DuVernay 2019) e Dear White People (Justin Simien 2017), che a mia volta non ho visto ma a cui intendo rimediare.

POSE (Murphy 2018-)

Spero che la mia selezione vi porti a riflettere sulla situazione in cui ci troviamo come esseri umani che condividono lo stesso pianeta. L’Italia non è esente da questo discorso, non può esserlo, e solo perché la popolazione di africani non rappresenta ancora una priorità per la nostra amministrazione non vuol dire che possiamo guardare questi film come con un binocolo. Il razzismo è intorno a noi, tutti lo vediamo con i nostri occhi quotidianamente, ma la buona notizia è che anche il cambiamento ci circonda come una bolla, e il primo punto per la collaborazione è sicuramente l’informazione. Quindi, buona visione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Margaret Duggan, studentessa italoamericana classe '96, proveniente da Lecce. Laureata in Cinema e Televisione alla California State University Northridge a Los Angeles e studentessa magistrale di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale a Bologna, ho lavorato a produzioni cinematografiche sia studentesche che professionali. Nel tempo libero mi piace andare in campeggio, nuotare, leggere, e ovviamente guardare film! Con la mia rubrica "Il Controcampo" vorrei mostrare ai miei lettori i lati meno conosciuti dell'industria del cinema. Insieme possiamo proiettarci nei teatri di posa, negli uffici di produzione, nei camerini degli attori, ed esplorare tutte le stanze della "fabbrica dei sogni"!

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trending