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Il mondo cambia pelle

Il mondo cambia pelle! Attori, attrici, registi, poetesse e direttrici di successo accomunati da un’unica caratteristica: il colore.

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Attori, attrici, registi, poetesse e direttrici di successo accomunati da un’unica caratteristica: il colore. Già, carissimi lettori e lettrici, il nero è in tendenza in questo 2021. Appare quasi paradossale questa mia affermazione in un periodo così inquietante, non solamente per la pandemia che circola in tutto l’emisfero, ma anche perché nel disastroso 2020 abbiamo assistito a moti di protesta globali scaturiti dopo alcune forme di razzismo e di odio spesso esercitato dalle stesse forze di polizia.

Black lives matter! Gridavano le folle esasperate dall’ennesima aggressione ingiustificata contro chi detiene, come unica colpa, la pelle scura. Le vite dei neri contano, e per porre fine ai pregiudizi che sono retaggio di secoli di diffusione di una cultura di emarginazione del “diverso”, occorre intervenire presentando, nel grande schermo e nei ruoli che contano, coloro che per lungo tempo sono stati etichettati come “inadatti” a rappresentare la realtà.

Hollywood cambia pelle

Ebbene sì, Hollywood sta finalmente effettuando una rivoluzione che apparentemente può apparire solamente estetica ma, in realtà, detiene un valore e un potere molto più forte perché si trasforma in cambiamento culturale che avrà la forza di imprimersi sulla popolazione che così riuscirà, una volta per tutte, a superare tutte quelle barriere imposte da una cultura della “diversity”.

Così attori, attrici e registi ridisegnano Hollywood con delle interpretazioni che stanno facendo impazzire gli amanti delle serie tv. Volete qualche esempio? Eccovi accontentati. Dopo l’abbandono di Ruby Rose, Javicia Leslie è la nuova protagonista della serie tv “Batwoman” . Trentenne afroamericana con sangue caraibico, Javicia ha vestito la tuta da eroina per rappresentare i superpoteri della generazione black. Nel corso della stagione televisiva la protagonista sarà accompagnata da altri supercolleghi orgogliosamente black.

“Sono estremamente orgogliosa di essere la prima attrice di colore a interpretare l’iconico ruolo di Batwoman in televisione e, come donna bisessuale, sono onorata di entrare a far parte di questo show rivoluzionario che ha sostenuto la comunità Lgbtq+”

Ma non finisce qui! Diversi attori e attrici stanno ridisegnando il volto di Hollywood, perfino la Sirenetta sarà di colore grazie alla bellissima Halle Bailey. Tutte queste rappresentazioni avranno un duplice vantaggio: da una parte saranno capaci di attrarre maggior pubblico non caucasico e, quindi produrranno più incassi e, dall’altro apriranno le porte alle generazioni future senza esclusioni di etnia, sesso e genere.

Shonda Lynn Rhimes

Una sceneggiatrice di indubbio successo è sicuramente Shonda Lynn Rhimes che in pochissimo tempo è entrata nella lista del Time delle 100 persone più influenti del mondo. Il suo lavoro non è legato al termine diversity, parola che tra l’altro lei detesta perché suggerisce qualcosa che è altro da una donna di colore che recita nel grande schermo. Non dovrebbe essere definito “diverso” chi fa questo mestiere solamente perché non rispecchia quei canoni per secoli tramandati.

Rhimes, proprio per questo, si presenta come una pioniera perché ha affidato ruoli di primo piano a interpreti di colore e per aver definito il ruolo delle donne nel grande schermo, rifiutando gli stereotipi che ci portiamo dietro da generazioni. Tra l’altro, Rhimes ha fatto la sua comparsa in una serie TV di successo Bridgerton dove si da ampio spazio a figure nuove in ruoli di primo piano, come il duca di Hastings interpretato dal sensuale Regé Jean-Page. Questa serie Tv di indubbio clamore ha suscitato, però, anche polemiche perché viene accusata da alcuni di aver assegnato ruoli, destinati ad attori caucasici, ad interpreti neri mettendo in discussione la credibilità della storia. Insomma, l’obiettivo è ormai chiaro: occorre puntare ad una maggiore elasticità di personaggi sia davanti che dietro la macchina da presa.

La cultura inclusiva

Ma non solo il cinema cerca di emancipare il mondo con una visione più elastica e inclusiva, abbiamo altri meravigliosi esempi di donne che nel mondo si stanno facendo notare, non per il colore della loro pelle, ma per la loro intelligenza. Amanda Gorman è la poetessa ventiduenne diventata una star indiscussa dopo che Jill, la moglie di Biden, la scelse per fare una performance potente per la cerimonia di insediamento del Presidente degli Stati Uniti d’America. Laureata lo scorso giugno nel corso di sociologia ad Harvard, Gorman è la più giovane poetessa che abbia mai partecipato a questo evento di inaugurazione di un nuovo mandato presidenziale.

Per lei la poesia è un’arma che serve ad effettuare un cambiamento sociale, è lo strumento più politico che conosciamo perché infrange e destabilizza le parole nel rispetto delle tradizioni orali. Tra l’altro Amanda ha brillato anche nella cinquantacinquesima edizione del Super Bowl dove ha declamato la poesia “Coro dei capitani”, dedicata a tre “capitani” che si sono distinti durante la pandemia: James Martin veterano di Pittsburgh; Trimaine Davis insegnante di Los Angeles e Suzie Dorner infermiera di Tampa in Florida.

Infine, come non citare la nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala diventata una delle donne più influenti del mondo grazia alla nomina di direttrice generale dell’Organizzazione del Commercio. Laureata ad Harvard e con un dottorato al Massachusetts Institute of Techonology (MIT) è riuscita a raggiungere la vetta del successo grazie al Presidente Biden che, dopo sei mesi di stallo, ha fatto cadere il veto che Trump aveva imposto. La neo direttrice della WTO ha lottato contro la corruzione, rischiando la vita, ha cercato di dare strumenti e lavoro a una popolazione bisognosa inseguendo un obiettivo molto ambizioso: la crescita delle donne perché, per lei e per molte altre menti femminili brillanti, il ventunesimo secolo dovrà essere quello delle donne, rendendole protagoniste nelle sfide più importanti del mondo.

Non servono ministeri delle Pari opportunità, ma politiche di empowerment”

Insomma, cari lettori e lettrici, il mondo inizia ad amare ogni sfumatura di colore sviluppando un comportamento di inclusività che accozza con quelle immagini di violenza, di omicidi ingiustificati e barbari che i nostri occhi sono sempre stati abituati a vedere. Ora basta, abbiamo bisogno di cogliere nel cinema, nello spettacolo, nella cultura e nella politica il seme di un popolo orgoglioso delle sue mille sfumature.

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Sono una ragazza sarda che ama la cultura, la politica e la corretta informazione. Mi sono laureata nella triennale di scienze politiche dell’amministrazione presso l’Ateneo di Sassari (SS), attualmente frequento la specialistica in Politiche Pubbliche e Governance sempre presso l’Ateneo di Sassari (SS). Il mio obiettivo è darvi le informazioni il più corrette possibili e unire a questa tecnicità informativa un pò di emozioni suscitate da racconti che rispecchiano la nostra realtà.

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