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Cultura

Marcello Simoni tra poeti maledetti, angeli e diavoli

Classe 1975 ma è già uno dei più importanti scrittori italiani e i suoi romanzi sono ambientati nel Medioevo, di chi stiamo parlando? Ovvio, di Marcello Simoni di cui abbiamo letto la selva degli impiccati e il più recente Angeli e Diavoli editi Einaudi.

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Questa settimana per il nostro tradizionale appuntamento con la lettura vogliamo parlavi di un autore italiano che da un paio di anni scala le classifiche con i suoi romanzi storici che sanno di medioevo: stiamo parlando di Marcello Simoni. Classe 1975, esordisce con “il mercante di libri maledetti” pubblicato nel 2007 e ripubblicato nel 2011 con la Newton Compton. Anno che gli porterà fortuna e anche tanto successo a tal punto che il 24 novembre 2011 gli viene consegnato il premio What’s up Giovani Talenti per la cultura.

Da allora non si è più fermato proseguendo tra nuovi romanzi ed eventi culturali fino ad arrivare alla pubblicazione del romanzo “La selva degli impiccati” nel maggio del 2020 e del recentissimo “Angeli e Diavoli” uscito lo scorso gennaio. Entrambi i libri sono editi Einaudi e per parlavi di lui li abbiamo letti.

La selva degli impiccati e la storia di François Villon

Protagonista di questo fantastico libro che ti prende, letteralmente, dalla prima all’ultima pagina è uno dei più grandi poeti maledetti francesi: François Villon che ci ha regalato le ballate più belle del tardo Medioevo. Nelle sue ballate, come ci dice lo stesso Simoni, “sembrano confluire l’amore per la perdizione e una grazia quasi angelica”. E’ davvero impressionante come quest’ultimo riesca a mettere su carta la voglia dell’uomo medievale di vivere la vita tra il bene e il male, tra l’amore e l’orrore non indugiando troppo sui perché ma “bevendosi” ogni attimo che gli è stato concesso di vivere.

Villon però non è solo un poeta o un imbrattacarte ma, prima di essere impiccato, gli viene data una missione attraverso cui potrà salvarsi: trovare e assicurare alla giustizia Nicolas Dambourg, il capo di una banda di fuorilegge detta “Les Coquillards“. Quello stesso Nicolas che per lui non era soltanto un vecchio compagno d’avventure ma quasi un secondo padre. A sorvegliarlo ci sarà un sicario che seminerà sulla sua strada diversi cadaveri e infatti, durante la ricerca, François si chiederà più volte se la provvidenza nel salvarlo dalla forca l’avesse trasformato in un angelo della morte destinato a far visita ai suoi padri putativi.

Un elemento degno di nota nell’intera vicenda è l’immagine del poeta che ci viene trasmessa attraverso la figura di Villon. François non è il classico esempio di poeta cortigiano che si trova all’interno delle corte medievali e che, non avendo un’indipendenza economica, va di corte in corte a cercare un padrone che gli possa assicurare vitto e alloggio in cambio dei suoi versi. Se ci pensiamo, Villon non è alle dipendenze di nessun se non della sua stessa penna e rappresenta una tipologia di intellettuale di cui non si parla spesso nella letteratura. Lui, come il nostro Dante, sa che “sa di sale salire le scale altrui” e così alle corti preferisce le locande, ai re preferisce le persone comuni e questo “disprezzo” traspare nel testo anche nei vari colloqui con gli altri personaggi.

Joséphine Flamant contro gli stereotipi medievali

Nella vicenda già intricata, un ruolo molto importante ricopre Joséphine: una fanciulla dai capelli dello stesso colore del fuoco (e questo già la dice lunga sul suo carattere), infallibile con l’arco e divenuta la regina dei Conquillards dopo il linciaggio dello zio per una lanterna. Con la sua forza di volontà la ragazza rappresenta sicuramente un prototipo di donna lontana dalle convenzioni medievali.

Anche lei, come Villon, rifiuta di inserirsi negli schemi tradizionali e così anticipa di parecchio l’emancipazione femminile ma, non sarà l’unica all’interno del romanzo di Simoni. Diverse sono le figure femminili che non accettano la loro condizione sociale, che non si comportano secondo gli stereotipi dell’epoca ma che, con spiccato coraggio e originalità, rappresentano donne molto più vicine ai giorni nostri.

Obbedienza e la ribellione

Se c’è una costante nei romanzi di Simoni è sicuramente l’accenno alle tenebre, il riferimento al lato oscuro e ad esseri soprannaturali secondo le credenze medievali. Partendo da questo presupposto e dall’opera precedente possiamo ben capire il nuovo testo del nostro autore. Più che un romanzo quest’ultimo è un vero e proprio bestiario che raccoglie storie e segreti delle creature alate che tanto hanno influenzato l’esistenza dell’uomo.

Insomma, una sorta di guida frutto di un lavoro immane nonostante le sue 120 pagine, che ci porta tra bianco e nero, tra luce e ombra, tra paradiso e inferno. Essa ci presenta in una veste nuova gli angeli e i demoni, “entrambi nati dalle mani di Dio” e che sembrano contendersi le sorti del mondo. Anche se è lontano dal romanzo, nel nuovo testo si trova lo stile inconfondibile di Marcello Simoni che non smetterà di tenerci incollati alle sue pagine.

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Direttore e fondatore del sito, scrivo per dare voce a chi non la può fare arrivare lontano. Viaggio ma di confini non ne ho mai visto uno, credo che esistano solamente nella mente di alcune persone.

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